Sull’incompatibilità dei membri della Commissione nell’ambito di una procedura di chiamata


Con sentenza del 9 gennaio 2022, n. 119, il Tar Lazio, Sez. III, ha ritenuto infondata la censura, prospettata dal ricorrente all’esito di una procedura di chiamata per la copertura di un posto come professore di seconda fascia, secondo cui sarebbe stata illegittima la composizione della Commissione giudicatrice, posto che il Presidente avrebbe dovuto astenersi in ragione della circostanza di aver partecipato ad un comune progetto di ricerca con il controinteressato vincitore della procedura.

Per il giudice amministrativo, tuttavia, la partecipazione ad un comune progetto di ricerca non è sufficiente a far sorgere l’incompatibilità e il conseguente obbligo di astensione.

Infatti, riprendendo la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, il Tribunale amministrativo ha ricordato che “non costituisce ragione di incompatibilità la sussistenza sia di rapporti di mera collaborazione scientifica, sia di pubblicazioni comuni, essendo ravvisabile obbligo di astensione del componente della commissione solo in presenza di una comunanza di interessi anche economici, di intensità tale da porre in dubbio l’imparzialità del giudizio” (richiamando, Cons. St, Sez. VI, 29 agosto 2017, n. 4105; Cons. St., sez. VI, 3 luglio 2014, n. 3366; id., sez. III, 20 settembre 2012, n. 5023; id., sez. VI, 31 maggio 2012, n. 3276). Peraltro, come ancora sostenuto da tale Giudice, “nei concorsi universitari, l’esistenza di rapporti scientifici di collaborazione costituiscono ipotesi frequenti nel mondo accademico, che non sono tali da inficiare in maniera giuridicamente apprezzabile il principio di imparzialità dei commissari, visto che nel campo degli specialisti è assai difficile trovare un esperto che in qualche modo non abbia avuto contatti di tipo scientifico o didattico con uno dei candidati” (richiamando, Cons. St., sez. II, 7 marzo 2014, n. 3768).

Leggi il testo completo: TAR Lazio, sez. III, 9 gennaio 2022, n. 119