Sull’accesso diretto, senza procedure selettive, al tirocinio formativo attivo specializzante per attività di sostegno


Con ordinanza del 13 novembre 2020 (R.G. n. 1691/2020), il Tribunale di Monza, sez. lavoro, ha rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. del ricorrente, che, pur in difetto della specializzazione quale docente di sostegno, aveva svolto, in forza di contratti di supplenza, le medesime mansioni dei docenti specializzati, insegnando reiteratamente per tre anni nella scuola secondaria di primo grado quale docente di sostegno. Il ricorrente, in particolare, aveva adito il giudice ordinario al fine di ottenere l’accertamento, in via d’urgenza, del proprio preteso diritto soggettivo ad accedere in modo diretto al tirocinio formativo attivo specializzante, ritenendo che tale caso rientrasse nel campo di applicazione dell’art. 4, comma 4 del D.M. 8 febbraio 2019, n. 92, che prevede la possibilità di ammissione senza alcuna selezione ai percorsi formativi di specializzazione sul sostegno per coloro che, in relazione ai precedenti cicli di specializzazione, abbiano sospeso il percorso, siano risultati vincitori o siano comunque idonei. Secondo il ricorrente, infatti, quest’ultima idoneità dovrebbe essere intesa, in chiave costituzionalmente orientata, quale condizione di chi, come l’instante, sia stato reiteratamente utilizzato con profitto quale docente di sostegno sui posti vacanti.

La sezione lavoro del Tribunale di Monza, dopo aver rigettato l’eccepito difetto di giurisdizione da parte dell’Università convenuta in giudizio, affermando che “sussiste la giurisdizione dell’AGO, in funzione di giudice del lavoro, a conoscere della controversia, in quanto oggetto del richiesto accertamento è il preteso diritto soggettivo del ricorrente ad essere ammesso, in sovrannumero, al corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità per l’AA 2020/2021, senza sostenere le procedure selettive”, rigetta il ricorso ex art. 700 c.p.c. rilevando la mancanza del fumus boni iuris.

Infatti, in forza dell’art. 4, comma 3-bis, del decreto ministeriale 8 febbraio 2019, n. 92, come novellato dal decreto ministeriale 7 agosto 2020, n. 90, le competenze acquisite sul campo dai docenti non specializzati in forza delle supplenze svolte su posti di sostegno è valorizzata, ai fini dell’accesso ai percorsi formativi, con l’esonero dall’esperimento del test preselettivo e con la conseguente possibilità di accesso diretto alla prova scritta. Tuttavia, per poter conseguire l’ammissione in soprannumero ai percorsi formativi in esame, senza il superamento né del test preselettivo, né delle prove scritta e orale, l’art. 4, comma 4, del decreto ministeriale richiede che si tratti di candidati che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione: abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso; siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni; siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile. Pertanto, “la situazione in cui versano i suddetti soggetti non è equipollente a quella del ricorrente: i primi, infatti, sono accomunati dall’aver tutti superato le prove selettive nei precedenti cicli di specializzazione, là dove il secondo difetta di tale requisito, essendosi limitato ad acquisire esperienza sul campo, tale da consentirgli di conseguire il più limitato vantaggio di accedere alla prova scritta senza necessità di superamento del test preselettivo“.

Leggi il testo completo: Trib. Monza, sez. lavoro, ordinanza 13 novembre (R.G.n. 1691/2020)