Sulla legittimità dell’affidamento in house cd. frazionato a favore di CISIA


Con sentenza del 29 ottobre 2021, n. 7272, il Consiglio di Stato, Sez. VI, si è espresso sulla legittimità dell’affidamento in house da parte di un Ateneo a favore di CISIA (Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso).

Il Collegio, in particolare, ha chiarito che, “secondo la Corte di giustizia dell’Unione Europea, in caso di società partecipata da più autorità amministrative non è indispensabile che ciascuna di queste detenga da sola un potere di controllo individuale sulla società, ma è sufficiente che i soci pubblici esercitino un controllo congiunto – e cioè un – controllo esercitabile in modo collettivo da tutti gli enti pubblici partecipanti e, per quanto concerne la posizione del singolo, in modo effettivo, secondo i meccanismi di funzionamento dell’ente societario partecipati disciplinati dallo statuto (cfr. Cons. Stato, sez. V, n. 2602/2015). […] Tali ipotesi configurano una forma di in house “frazionato” (o “pluripartecipato” o “pulviscolare”)“. Più concretamente, “l’art. 5 del d.lgs. n. 50/2016 riconosce […] l’ammissibilità dell’in house anche in caso di controllo congiunto, precisando che tale forma di controllo si realizza qualora siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni (così da ultimo, Cons. Stato, sez. IV, n. 7093/2021): a) gli organi decisionali della persona giuridica controllata siano composti da rappresentanti di tutte le amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori partecipanti (con la possibilità di rappresentanza multipla, ovvero che i medesimi soggetti rappresentino varie o tutte le amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori partecipanti); b) tali amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori siano in grado di esercitare congiuntamente un’influenza determinante sugli obiettivi strategici e sulle decisioni significative della persona giuridica controllata; c) la persona giuridica controllata non persegua interessi contrari a quelli delle amministrazioni aggiudicatrici o degli enti aggiudicatori controllanti

Nel caso di CISIA, secondo il Consiglio di Stato, sussistono tutti i requisiti sopracitati: i requisiti a) e c), in quanto, da un lato, “l’azionariato del Consorzio è in completa mano pubblica e i soci che in essa partecipano hanno perciò titolo a partecipare all’assemblea dei soci per il controllo congiunto previsto dallo statuto” e, dall’altro, lo stesso non può “visti i compiti statutari, […] perseguire interessi contrari a quelle delle università consorziate“; il requisito b), data “l’esistenza di meccanismi tipici tali da assicurare ai soci pubblici, collettivamente considerati, un’influenza determinante e un controllo effettivo sulla gestione dell’ente partecipato, attraverso poteri di condizionamento sull’operato del management in grado di conformare l’azione di quest’ultimo agli interessi pubblici di cui il singolo ente pubblico partecipante è portatore. Tali poteri si esplicano sia in generale rispetto al complesso delle attività statutariamente demandate alla società, sia in relazione allo specifico servizio prestato per l’università partecipante“.

Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 29 ottobre 2021, n. 7272