Sulla classificazione delle Riviste da parte di ANVUR: il requisito della “apertura internazionale” può essere dimostrato non solo con la indicizzazione nelle banche dati Scopus e Web of Science


Con sentenza del 4 gennaio 2021, n. 98, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, nel valutare la legittimità di una determinazione negativa dell’ANVUR in merito alla classificazione di una Rivista come “Rivista di Classe A”, ha affermato che la circostanza secondo cui la Rivista non è indicizzata nelle banche dati Scopus e Web of Science non può fondare di per sè il giudizio negativo in merito alla “apertura internazionale” della Rivista, requisito che, ai sensi dell’art. 16, comma 1, lett. a) dell’allora vigente regolamento ANVUR sulla classificazione delle riviste (oggi, art. 19, comma 1), lett. a) del nuovo regolamento ANVUR), “può essere dimostrato non solo con la indicizzazione delle riviste in WoS e/o Scopus, ma anche, in alternativa, con la loro presenza in altre importanti banche-dati internazionali” . Ciò significa, secondo il Tribunale amministrativo, “che la mancata indicizzazione nelle due banche più importanti sopracitate poteva sì rilevare ma non senza avere adeguatamente motivato sul perché l’Ente non avesse considerato, altresì, le diverse banche-dati internazionali, comunque prestigiose, nelle quali la Rivista dimostrava di essere presente” (in particolare, parte ricorrente aveva evidenziato che la Rivista era indicizzata sia dall’European Reference Index for the Humanities che da JSTOR, rinomata banca dati statunitense, utilizzata per la consultazione della Rivista da oltre 1400 istituzioni estere ed internazionali).

Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 4 gennaio 2021, n. 98