Sul sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni delle commissioni giudicatrici di una procedura comparativa per il reclutamento di un ricercatore a tempo determinato ai sensi dell’art. 24, comma 3, lett. b) della legge Gelmini


Con sentenza 15 settembre 2020, n. 3807, il TAR Campania ha chiarito, nell’ambito di una procedura di valutazione comparativa per il reclutamento di un posto di ricercatore a tempo determinato ai sensi dell’art. 24, comma 3, lett. b) della legge n. 240/2010, che “le valutazioni espresse dalle commissioni giudicatrici in ordine alle prove di concorso […] costituiscono pur sempre l’espressione di ampia discrezionalità, finalizzata a stabilire in concreto l’idoneità tecnica e/o culturale, ovvero attitudinale, dei candidati, con la conseguenza che le stesse valutazioni non sono sindacabili dal giudice amministrativo, se non nei casi in cui sussistono elementi idonei ad evidenziarne uno sviamento logico od un errore di fatto, o ancora una contraddittorietà ictu oculi rilevabile” (richiamando, in tal senso, Cons. Stato, sez. VI, 9 febbraio 2011, n. 871, ma anche Cons. Stato, sent. 5 gennaio 2017, n. 11). Così facendo, il Tribunale amministrativo ha rigettato il ricorso del ricorrente, candidato non vincitore della procedura, accogliendo l’orientamento pretorio in base al quale le valutazioni compiute dalle commissioni giudicatrici di concorsi pubblici, in quanto espressione della discrezionalità tecnica propria della pubblica amministrazione, attengono alla sfera del merito e dell’opinabile, da ritenere riservata agli organi amministrativi dotati della necessaria competenza sul piano tecnico-disciplinare-scientifico, essendo il sindacato giurisdizionale limitato alla manifesta irragionevolezza e arbitrarietà, o alla presenza di un errore o travisamento di fatti, della valutazione.

Leggi il testo completo: TAR Campania, Napoli, Sez. II, 15 settembre 2020, n. 3807.