Sul requisito dell’anzianità di servizio ai fini dell’attribuzione del titolo di professore emerito


Con sentenza del 19 febbraio 2021, n. 1506, il Consiglio di Stato, Sez. VI, confermando la sentenza di primo grado (TAR Puglia, Lecce, sez. II, 7 novembre 2017, n. 1722), ha chiarito come debba essere interpretato il requisito dell’anzianità di servizio ai fini dell’attribuzione del titolo di professore emerito.

In particolare, a fronte di un ricorso di un professore a cui era stata denegata l’attribuzione del titolo di “professore emerito” per non aver soddisfatto il requisito dell’anzianità di vent’anni come professore ordinario, il Tribunale amministrativo di primo grado aveva accolto il ricorso, ritenendo che, alla luce dell’evoluzione normativa, per ottenere il titolo di emerito, sarebbe sufficiente una “anzianità complessiva” di vent’anni, comprensiva, quindi, dell’anzianità maturata quale professore associato, professore straordinario e professore ordinario.

Tale sentenza è stata impugnata dall'(allora) MIUR, secondo cui detta interpretazione sarebbe contraria all’art. 111, comma 1, del R.D. n. 1592 del 1933, secondo cui l’unica anzianità di servizio rilevante è quella maturata come professore ordinario (letteralmente, “ai professori ordinari, che siano stati collocati a riposo o dei quali siano state accettate le dimissioni, potrà essere conferito il titolo di “professore emerito”, qualora abbiano prestato almeno venti anni di servizio in qualità di professori ordinari”).

Con la sentenza in esame, il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello e confermato la sentenza del giudice di prime cure, valorizzando la portata innovativa dell’art. 15 della legge 18 marzo 1958, n. 311: ciò, in particolare, affermando che “un’interpretazione storico-sistematica del dato normativo induce a considerare innovativa la previsione di cui al citato art. 15, comma 2, nel senso di aver voluto individuare, come prerequisito ai fini dell’attribuzione del titolo di professore emerito, l’aver prestato almeno venti anni di servizio in qualità di professori, e non solo quali professori ordinari, come in precedenza disposto dall’art. 111″ (richiamando, a tal fine, Cons. Stato, parere n. 2203/2015). Del resto – prosegue il Consiglio di Stato – anche “gli sviluppi normativi registrati in subiecta materia dopo il 1958 hanno confermato, ove ve ne fosse la necessità, la creazione di un unico ruolo di professori, con medesima dignità e prerogative” (cfr. T.A.R. Lazio, Sez. I, 9 agosto 1985, n. 918, per cui “la figura del professore universitario è unica anche se articolata nelle due fasce, rilevanti soprattutto a fini retribuitivi, dei professori ordinari e dei professori associati caratterizzate dalla unità della funzione docente… con uguale garanzia di libertà didattica e di ricerca“)

Leggi il testo completo: Cons. Stato, sez. VI, 19 febbraio 2021, n. 1506