Responsabilità erariale per incarichi extra moenia dei Professori a tempo pieno: la sezione lombarda della Corte dei Conti torna sulle consulenze professionali svolte nell’ambito di professioni non regolamentate

25 Aprile 2022

Con sentenza n. 100 del 2022, la Sezione Giurisdizionale per la Regione Lombardia ha avuto l’occasione di pronunciarsi in ordine agli incarichi esterni svolti dai docenti universitari a tempo pieno, in particolare riguardanti l’espletamento di consulenze tecniche di parte nell’ambito di svariati processi penali e civili.

Laddove gli incarichi esterni oggetto di contestazione, secondo il docente convenuto – Professore ordinario del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica di un Politecnico – sarebbero stati inidonee a configurare l’intervenuto svolgimento, da parte sua, della libera professione, il Collegio giudicante ha invece ritenuto che dopo l’introduzione dell’art.6, comma 10, Legge 31 dicembre 2010 n.240, le prestazioni consulenziali in favore di terzi possano essere rese solo a condizione che le attività risultino saltuarie ed occasionali e non compromettano in alcun modo l’attività istituzionale del professore universitario.

La Corte dei Conti ha quindi ritenuto assolutamente irrilevante che per tali attività consulenziali non sia previsto un apposito albo professionale e che esse non siano formalmente ricomprese tra quelle tipiche dell’ingegnere secondo la normativa di settore, dal momento che – nel caso concreto – alle stesse è seguito un impegno significativo e nettamente preponderante, dal lato finanziario, rispetto all’attività di docente universitario a tempo pieno (negli anni dal 2012 al 2016). Il docente aveva infatti dato corso all’espletamento di incarichi professionali in numero mediamente superiore ai dieci per anno e ottenuto una remunerazione nettamente superiore (in misura superiore a quattro volte) rispetto a quella derivante dall’impiego pubblico.

In via preliminare, alla luce delle eccezioni sollevate dall’interessato, il Collegio giudicante ha avuto modo di precisare che, in tema di applicazione dell’art. 53 commi 7 e ss. D.lgs. n. 165/2001, ove è disciplinata l’illecita percezione delle somme che dà luogo a un obbligo di riversamento del relativo ammontare in favore dell’amministrazione universitaria datore di lavoro, il termine quinquennale di prescrizione, in presenza di un obbligo di comunicazione all’amministrazione degli incarichi conferiti, decorre dalla data della scoperta dell’illecito, ossia, nel caso di specie, dalla conoscenza, da parte dell’Amministrazione danneggiata, della Relazione della Guardia di Finanza. Secondo la Sezione per la Lombardia, in assenza di qualsivoglia istanza o comunicazione, infatti, tale comportamento omissivo posto in essere in violazione di un preciso obbligo giuridico integra quello  “occultamento doloso” rilevante ai sensi dell’art. 1 comma 2 L. 20/1994.