Procedura di reclutamento Ricercatore-Concorso ex art. 24, comma 3, lett. b), legge 30 dicembre 2010, n. 240-Equipollenza titoli di studio e professionali stranieri per l’ammissione ad essa-Art. 38, comma 3, d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165


Con la sentenza del 13 aprile 2017, n. 1764, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che, nelle procedure di valutazione comparativa per l’assegnazione di un posto di ricercatore universitario a tempo determinato ex art. 24, comma 3, lett. b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, la disciplina applicabile, ai fini dell’equipollenza di titoli di studio e professionali stranieri per l’ammissione ad essa, è solo quella di cui all’art. 38, comma 3, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e resta tale grazie al suo specifico richiamo contenuto nell’art. 2, comma 1, del d.p.r. 30 luglio 2009, n. 189, che ha dato attuazione all’art. 5 della legge 11 luglio 2002, n. 148, sulla ratifica e sulla esecuzione della Convenzione di Lisbona, relativa al riconoscimento dei titoli di studio d’insegnamento superiore nella Regione europea.

Dall’analisi di detta disposizione si desume, in particolare, che il procedimento di ‘riconoscimento’ dei titoli mira ad accertare stati o qualità già esistenti nella sfera giuridica soggettiva di colui il quale richiede l’equipollenza; pertanto, l’effetto giuridico di quest’ultima è non già di creare ex novo e, perciò, ex nunc, il titolo di studio dichiarato equivalente ad uno di quelli esistenti all’interno dell’ordinamento italiano, bensì d’imporne alla p.a. procedente di considerare la perfetta equivalenza nell’ambito del procedimento concorsuale, assumendone per certi l’enunciato, la titolarità ed il dies a quo del conseguimento.

Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 13 aprile 2017, n. 1764