Possesso della partita IVA: quale incidenza sul carattere dell’attività extra-istituzionale di un professore di ruolo a tempo pieno?


La Corte dei Conti si è recentemente pronunciata, in sede d’appello, sull’attività extra-istituzionale di un professore di ruolo a tempo pieno, che svolgeva in particolare attività di consulenza nell’ambito di procedimenti giudiziari.

La sentenza di primo grado (Corte dei Conti reg., Emilia-Romagna, 31 ottobre 2017, n. 211) aveva condannato il professore al risarcimento del danno, in favore dell’Università di Bologna, per l’indebita percezione di compensi derivanti dall’espletamento di attività extra-istituzionale contraria ai doveri di esclusività, ritenendo la Corte che il possesso ininterrotto e da lungo tempo di una partita IVA fosse rivelatrice di un’attività svolta in maniera abituale, sistematica e continuativa.

Con la sentenza d’appello (Corte dei conti, Sez. III, 27 settembre 2019, n. 198), la Corte dei Conti assolve il professore dalla domanda attrice e riforma la decisione di primo grado, affermando, di contro, che “la titolarità di una partita IVA da parte di un docente universitario, soprattutto se non accompagnata dall’iscrizione in Albi professionali, non implica, automaticamente, che ogni attività fatturata sia contraria ai doveri di esclusività, in quanto non è accertativa del carattere di abitualità e sistematicità della stessa”.

 

Per un approfondimento si veda il commento dell’Ufficio Studi del Codau disponibile al link:

http://www.codau.it/sites/default/files/allegati_ufficio_studi/commento_corte_dei_conti_settembre_2019.pdf