Partecipazione ai bandi di concorso su piattaforma PICA: il TAR Emilia Romagna precisa lo spettro di doverosità del soccorso istruttorio da parte dell’amministrazione procedente


Con sentenza n. 709 del 10 novembre 2020, il TAR Emilia Romagna ha ribadito la doverosità del soccorso istruttorio, di cui all’art. 6 della legge 241/1990, in quanto espressione del principio di buon andamento e del dovere di collaborazione esigibile nel procedimento amministrativo, volto a superare inutili formalismi in nome del principio del “favor partecipationis” e della semplificazione.

Secondo il Tribunale bolognese, per quanto nelle procedure di concorso pubblico il soccorso istruttorio deve essere contemperato con le esigenze di par condicio e imparzialità, operando una distinzione tra “regolarizzazione documentale” e “integrazione documentale”,  la sua attivazione è comunque finalizzata a non alterare l’esito della procedura diretta alla selezione dei migliori candidati per causa di meri errori formali. Ciò, a maggior ragione, in seno ai procedimenti effettuati con modalità esclusivamente telematiche, ove la scadenza del termine di presentazione della domanda non può essere considerata alla stessa stregua della scadenza del termine di presentazione nell’ambito di un tradizionale procedimento cartaceo.

Nel caso di domande telematiche, infatti, il rispetto del termine di presentazione della domanda dipende da variabili assolutamente imprevedibili e non “quantificabili” in termini di tempo, e cioè dalle concrete modalità di configurazione del Sistema Informativo, anche qualora, come nel caso in esame, la compilazione sia affidata a soggetti più che competenti. Il TAR ha quindi ribadito che le procedure informatiche applicate ai procedimenti amministrativi devono collocarsi in una posizione necessariamente servente rispetto agli stessi, non essendo concepibile che, per problematiche di tipo tecnico, sia ostacolato l’ordinato svolgimento dei rapporti tra privato e Pubblica Amministrazione e fra Pubbliche Amministrazioni nei reciproci rapporti.
Nel caso di specie, la candidata, che concorreva per la copertura di un posto da Professore Universitario di ruolo-I fascia, nell’incertezza dell’invio o meno della domanda,  era stata tratta in inganno dalla mancata ricezione della conferma di invio, anche a causa dell’assenza di un vademecum illustrativo ovvero di istruzioni tecniche per il caricamento della domanda idonee a supportare i concorrenti nell’adempimento degli oneri procedimentali di tipo informatico.

Secondo il giudicante, non vi sarebbero stati ragionevoli dubbi circa l’univoca volontà della candidata di partecipare al concorso e sulla riconducibilità personale della domanda, essendosi ella accreditata nel sistema, avendo più volte caricato nella piattaforma digitale PICA la richiesta documentazione, effettuato vari accessi e quantomeno tentato il completamento della procedura mediante tentativo di invio della domanda.

Non è stato ritenuto necessario per tal motivo disporre mezzi istruttori specifici, essendo invece assorbente il denunziato motivo della mancata attivazione del soccorso istruttorio, in considerazione della procedura telematica utilizzata, della inequivocabile volontà della ricorrente di partecipare al concorso, nonché del possesso di tutti i richiesti requisiti di partecipazione, con conseguente annullamento del provvedimento di esclusione impugnato.

 

Leggi il testo completo: TAR Emilia Romagna, Bologna, Sez. I, 10 novembre 2020, n. 709