Obbligo di documentazione dell’effettiva presenza ai corsi e agli esami universitari in orario di lavoro. Il Tribunale di Monza, sez. Lavoro, precisa quali sono i doveri facenti capo agli studenti delle Università Telematiche


Con sentenza n. 64/2020, del 22 luglio 2020, il Tribunale di Monza, sez. Lavoro, ha precisato che il diritto degli studenti-lavoratori ad avere permessi studio, condizionato alla coincidenza oraria tra corsi o esami e orari di lavoro, vale anche per gli studenti delle Università telematiche.

Secondo il Giudice del lavoro, in particolare, i permessi straordinari retribuiti, di cui all’art. 15 del Ccnl. 14 settembre 2000, che riguardano il personale non dirigente del Comparto Regioni ed Autonomie locali (nel caso di specie, un Agente di Polizia Locale), possono essere concessi soltanto per frequentare i corsi indicati dalla clausola in orari coincidenti con quelli del servizio, non invece per necessità connesse alla preparazione degli esami, ovvero allo svolgimento di attività complementari, rispetto a cui i fa fronte attraverso la diversa predisposizione, da parte dell’Amministratrice datrice di lavoro, di turni lavorativi idonei ad agevolare la preparazione degli esami.

La decisione è giunta sulla base di un’interpretazione della norma contrattuale fondata sugli artt. 1362 e 1363 cc., ritenendo che le parti abbiano inteso limitare l’istituto alle sole attività didattiche che si svolgano in orari incompatibili con il servizio, evidenziando la sussistenza di una necessaria correlazione tra i permessi straordinari e la frequenza di un corso di studio, senza che assuma importanza il carattere obbligatorio della frequenza, ma non potendosi prescindere dalla verifica della corretta documentazione, dalla quale risulti precisamente l’orario e la durata delle connessioni web all’Università.

Leggi il testo completo: Trib. Monza sez. Lavoro, 22 luglio 2020, n. 64