Nelle abilitazioni scientifiche nazionali, il candidato ricorrente può contestare le singole valutazioni qualitative espresse dalla commissione solo rapportandole al giudizio nella sua interezza


Con sentenza del 6 aprile 2020, n. 3807, il  TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha ribadito che, in tema di abilitazione scientifica nazionale, il giudizio di valore su cui è chiamata ad esprimersi la Commissione non è sindacabile nel merito, ove non manifestamente irragionevole, illogico, o erroneo in fatto. Laddove il giudizio collegiale e i giudizi individuali, in particolare, siano compatti nell’escludere il decisivo parametro della “elevata qualità” e  della “rilevanza” senza che dall’impugnativa emergano argomentazioni convincenti in senso contrario, una volta escluse le inammissibili contestazioni nel merito degli apprezzamenti espressi, su cui il ricorso si diffonde ma che non possono essere oggetto del sindacato del giudice amministrativo, in quanto materia riservata all’Amministrazione, in assenza di macroscopiche illogicità e/o errori di fatto, il ricorrente può contestare le singole valutazioni qualitative espresse dalla Commissione (relative a ciascun indice previsto dall’art. 4 del D.M. n 120/2016), solo rapportandole al giudizio nella sua interezza.

 

Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 6 aprile 2020, n. 3807