Mobilità per ricollocazione e doveri di comunicazione delle università


Con sentenza n. 29 del 7 gennaio 2022, la Sezione II distaccata di Catania del TAR Sicilia ha precisato la portata degli obblighi di comunicazione per mobilità e ricollocazione dei dipendenti facenti capo agli atenei.

Secondo il tribunale amministrativo adito da un pubblico dipendente in mobilità, infatti, a norma dell’art. 34-bis comma 1d.lgs. 165/2001, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2 – fra le quali sono indicate le istituzioni universitarie – prima di avviare le procedure di assunzione di personale sono tenute a comunicare ai soggetti di cui all’articolo 34, commi 2 e 3, l’area, il livello e la sede di destinazione per i quali si intende bandire il concorso nonché, se necessario, le funzioni e le eventuali specifiche idoneità richieste.

Una piana lettura – secondo quanto deciso dal TAR siculo – consente di poter interpretare in via letterale la norma come comportante l’obbligo di dare comunicazione sia ai soggetti di cui all’art. 34, comma 1, sia ai soggetti di cui all’art. 34, comma 2, in quanto l’uso della disgiuntiva “e” nell’ambito della locuzione “commi 2 e 3” comporta che la comunicazione debba essere inviata a entrambe le tipologie di soggetti, diversamente, avrebbe dovuto essere adoperata la congiunzione avversativa “o”.

Questa lettura risulta peraltro coerente con l’orientamento giurisprudenziale che ravvisa la ratio delle norme di cui si tratta nell’esigenza di evitare la cessazione definitiva del rapporto di lavoro e, in termini globali, di realizzare un contenimento della spesa per il personale a carico del sistema pubblico.

Lo stesso TAR non ha invece ritenuto condivisibile l’interpretazione dell’università intimata, secondo la quale gli atenei avrebbero l’obbligo di comunicare alla sola Presidenza del Consiglio dei Ministri la disponibilità nel proprio fabbisogno di personale di posti di dirigente di seconda fascia, interpretazione che si basa sul presupposto (errato) che gli elenchi di personale in disponibilità per le Università sarebbero tenuti dal Dipartimento della funzione pubblica, e che la ricollocazione avverrebbe mediante assegnazione da parte di quest’ultimo, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze o delle strutture regionali o provinciali competenti.

Il testo integrale della sentenza qui.