La fase della “chiamata” non può prescindere dalla fase precedente “governata” dalla Commissione giudicatrice


Con sentenza del 20 febbraio 2020, n. 334, il TAR Lombardia, Milano, Sez. III,  ha precisato che nella procedura disegnata dall’art. 18 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, la fase della «chiamata» non può prescindere dalla fase precedente «governata» dalla Commissione giudicatrice, che si conclude con il provvedimento del Rettore di approvazione degli atti della procedura selettiva e di dichiarazione del vincitore. Pur essendo i due segmenti procedimentali di competenza di organi differenti e presidiata da diversi paradigmi di legittimità, la fase di selezione in senso stretto vincola e condiziona quella successiva di chiamata, costituendone il presupposto logico e giuridico indefettibile.
Da tale assunto consegue peraltro che l’annullamento della fase di selezione, che si conclude con l’approvazione degli atti della procedura da parte del Rettore, ha effetto caducante della successiva fase di chiamata, senza che vi sia necessità di impugnare i relativi atti, che verrebbero inevitabilmente travolti dall’annullamento della presupposta fase di selezione (cfr., ex multis, TAR Lombardia, Milano, 24 gennaio 2019 n. 132).

Leggi il testo completo: TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 20 febbraio 2020, n. 334