La Corte dei Conti si pronuncia nuovamente sui limiti derivanti dal regime lavorativo “a tempo pieno” dei professori universitari


 

Con sentenza del 18 maggio 2020, n. 68, la Corte dei conti reg., Lombardia, ha precisato che, alla luce del quadro normativo attuale, i professori universitari che abbiano optato per il regime lavorativo “a tempo pieno” non possono svolgere attività di natura libero – professionale. La posizione dei professori universitari risulta, infatti, peculiare rispetto a quella dei restanti dipendenti pubblici, atteso che le disposizioni contenute nell’art.53, comma 7, D.Lgs. 30 marzo 2001, n.165, devono essere integrate con quelle specificamente dettate nell’ambito della regolazione dello status del professore universitario, fermo restando che il principio generale che governa l’intera materia è quello secondo cui la prestazione lavorativa in favore del datore di lavoro pubblico assume il connotato dell’esclusività (art.98 Cost.), finalizzato ad assicurare il buon andamento dell’amministrazione tramite la salvaguardia delle energie del lavoratore e della sua indipendenza (art.97 Cost.).

 

Leggi il testo completo:  Corte dei conti reg., Lombardia, 18 maggio 2020, n. 68