Il Tar Lazio ribadisce l’inesistenza di un potere in capo alla Commissione per l’ammissione all’ASN di adottare criteri integrativi rispetto a quelli previsti dal DM 120/2016 per valutare la coerenza, il rigore metodologico e l’originalità delle pubblicazioni


Con sentenza del 7 luglio 2020, n. 7795, il Tar Lazio, decidendo su una controversia insorta nell’ambito di una procedura valutativa per l’ammissione all’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di prima fascia, laddove il ricorrente non aveva conseguito l’abilitazione poiché, secondo la commissione, presenta pubblicazioni complessivamente non sufficientemente coerenti con il settore a concorso, tali da non dimostrare una posizione riconosciuta e apprezzata da ampia parte della comunità scientifica di riferimento, il Giudicante ha escluso la sussistenza di un potere della commissione di adottare criteri integrativi rispetto a quelli fissati dal DM 120/2016 per valutare la coerenza, il rigore metodologico e l’originalità delle pubblicazioni.

Ha così confermato un recente precedente del Consiglio di Stato (sent. sez. VI n.3728 dell’11 giugno 2020), che aveva ritenuto illegittima l’affermazione di un potere tecnico-discrezionale non previsto dalla legge o dal DM 120/2016 in capo alla Commissione, pertanto innominato, in virtù del quale essa possa “a proprio gusto” eterointegrare, o meno, i criteri prestabiliti dalla norma.
Diversamente opinando, secondo il Consiglio di Stato e secondo quanto ribadito dal TAR Lazio, l’integrazione di tali criteri predeterminati, ovvero la loro specificazione, diventerebbe oziosa ovvero potrebbe risolversi in un esercizio di stile, contrario ai principi di speditezza, concentrazione ed efficacia dell’azione amministrativa, in generale ed alla necessità di oggettivazione dei giudizi sulla qualità dei candidati, laddove invece la peculiare sensibilità della materia richiede una stretta e prudente interpretazione del citato Decreto “affinché il giudizio non trasmodi se non nell’arbitrio, in un mero gradimento di affinità culturali”.

Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, 7 luglio 2020, n. 7795