Il TAR del Lazio si pronuncia su tardiva presentazione della domanda per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione e termini minimi per la presentazione delle domande di partecipazione ai concorsi


Con due sentenze del 9 ottobre 2020, nn. 10283 e 10285, il TAR del Lazio ha precisato che, in caso di tardiva presentazione della domanda per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione di Area sanitaria per l’A.A. 2019/2020, il ricorrente non può lamentare l’eccessiva brevità del termine fissato per la procedura di iscrizione on line alla selezione preliminare, in quanto non si rinviene nell’ordinamento alcun principio generale secondo cui il termine per la presentazione della domanda per un concorso pubblico può considerarsi adeguato, sufficiente e congruo allorquando sia pari a 30 giorni, esteso a 45 giorni, in tutte le ipotesi in cui il bando sia stato pubblicato in prossimità di un periodo festivo.

Nel caso di specie, il TAR ha ritenuto non potesse essere invocato nemmeno quanto disposto dall’art. 4 d.P.R. 487/1994, che fissa il termine di trenta giorni per presentare domanda di partecipazione ai concorsi pubblici, dal momento che la selezione per l’ingresso nelle scuole di specializzazioni per i medici non è un concorso pubblico.
Secondo il Giudicante, l’Amministrazione non può pertanto considerarsi vincolata al rispetto di tale termine, trattandosi di una selezione che si svolge ogni anno ed è diretta a una specifica categoria professionale che ha il dovere di verificare periodicamente l’emissione del bando. Nel caso di specie, inoltre, il tempo più breve rispetto a quello ordinario di trenta giorni era giustificato dalla necessità di avviare la selezione in tempo utile per consentire l’inizio dei corsi nella prima parte dell’anno accademico, non potendo il bando  essere emanato in epoca precedente perché non si era ancora conclusa la complessa procedura necessaria per individuare i posti che potevano  essere messi “a concorso”.

Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 9 ottobre 2020, n. 10283

TAR Lazio, Roma, Sez. III, 9 ottobre 2020, n. 10285