Governance-Procedimento di nomina di componenti del Consiglio di Amministrazione-Atto di Alta amministrazione


Con la sentenza del 7 febbraio 2018, n. 134, il TAR Emilia Romagna, Bologna, Sez. I, ha chiarito che, nel procedimento di nomina di componenti del consiglio di amministrazione di un ateneo, il comitato di selezione – quale organo giudicatore istituito ad hoc per detto procedimento – è dotato di amplissima discrezionalità, trattandosi di valutazioni concernenti la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione dell’università e, quindi, di atti rientranti a pieno titolo negli atti di alta amministrazione, relativi a tale struttura universitaria. Riguardo a tale categoria di atti, la giurisprudenza amministrativa ha costantemente ribadito che essi, a differenza di quanto richiesto per gli atti amministrativi ordinari, non necessitano di un puntuale obbligo motivazionale, assolvendo essi la funzione istituzionale di raccordo tra l’attività di governo dell’amministrazione e/o dell’ente pubblico e l’attività amministrativa, con conseguente attenuazione di tale obbligo, in relazione sia al carattere eminentemente fiduciario della nomina a componente del consiglio di amministrazione dell’Ateneo sia all’oggettiva insindacabilità (tranne il caso di palese irragionevolezza della nomina effettuata o di evidente errore di fatto nei nominativi dei prescelti) delle scelte in tal senso operate dal comitato di selezione.