Fondo di finanziamento ordinario: il TAR Lazio dichiara legittimo il tetto del 4% per la ripartizione della quota perequativa introdotto per il 2020.


Con sentenza n. 8439 del 15 luglio 2021, su ricorso proposto dall’Università degli Studi di Ferrara, il TAR Lazio ha avuto l’occasione di pronunciarsi in ordine alla legittimità del DM 442/2020, con cui il MIUR aveva introdotto un limite massimo di incremento alla parte non vincolata nella destinazione del FFO per il 2020.

Secondo il TAR, nell’esercizio dell’ampia attribuzione di cui all’art. 11 comma 2 della L. 240/2010, il Ministero ha potestà di introdurre siffatte limitazioni, comunque operanti al netto della quota di intervento perequativo residua destinata all’accelerazione del riequilibrio, non avendo la legge indicato criteri più puntuali per la effettiva ripartizione della quota perequativa e dovendosi, dunque, ritenere che essa abbia inteso allocare al livello regolamentare l’attività di puntuale articolazione dello stesso e di effettiva ripartizione della quota contestata.
In specie, il limite del 4% posto dal DM 442/2020 non riguarda l’intera assegnazione del FFO, ma soltanto un limite alla diminuzione di tale assegnazione che incide sulla parte non vincolata nella destinazione e al netto della quota di intervento perequativo residua destinata all’accelerazione del riequilibrio, prevedendo altresì che ciascun ateneo debba ricevere un finanziamento almeno pari a quello ricevuto l’anno precedente (disposizione, quest’ultima, peraltro non contestata da parte ricorrente).
Il giudice amministrativo ha recepito quanto chiarito dall’amministrazione, ossia che a fronte di un aumento del FFO del 2020 pari allo 0,91% rispetto al 2019, una crescita senza alcun limite per alcuni atenei avrebbe determinato, per tutti gli altri atri, l’impossibilità di garantire la stabilità del fondo medesimo, cioè l’attribuzione di un finanziamento almeno pari a quello ricevuto l’anno precedente, e ciò in una situazione di incremento generale delle spese per il personale e di forte difficoltà da parte delle Università a incrementare le entrate per la contribuzione degli studenti, soprattutto in alcune aree del Paese.

Il teso completo della sentenza qui.