Dottorato di ricerca e borsa di studio: decadenza dal godimento opera ex nunc, mai ex tunc.


Con sentenza del 20 aprile 2021, n. 300, il TAR Calabria, sez. staccata di Reggio Calabria, ha avuto modo di ribadire che la borsa di studio a favore di soggetto iscritto al corso di dottorato di ricerca, ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 11 luglio 1980 n. 382, pur essendo pagata in ratei continui e periodici, non ha natura retributiva ma assistenziale, in quanto non viene attribuita all’interessato come sinallagmatico corrispettivo di un servizio da costui svolto nell’interesse dell’istituto erogatore, bensì all’esclusivo e dichiarato scopo di aiutare economicamente il beneficiario durante lo svolgimento di un’attività di studio e di ricerca scientifica.

Ha quindi precisato che la condizione per il conferimento della borsa di studio non è il conseguimento del dottorato di ricerca, bensì la frequenza e l’attività di studio e di ricerca.

Atteso il carattere assistenziale riconoscibile alla loro erogazione, ha perciò ritenuto di dover escludere ogni obbligo di restituzione delle somme già percepite a titolo di borsa di studio da parte della ricorrente che,  nel caso di specie, aveva frequentato regolarmente e proficuamente il corso di dottorato, salvo dover rinunciare al beneficio, per aver vinto altro concorso pubblico d’accesso ai ruoli dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale con la qualifica di funzionario consulente della protezione sociale.

Secondo il Tribunale calabrese, la decadenza dal godimento della borsa deve essere limitata a quella parte non ancora erogata e non può riguardare le somme già percepite, rispetto alle quali va escluso ogni obbligo di restituzione, posto che la stessa non può operare ex tunc né con riguardo all’intera sua misura.

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