#2972 TAR Veneto, Venezia, Sez. I, 6 dicembre 2017, n. 1106

Dottorato di ricerca-Plagio-Esclusione da dottorato-Presupposti

Data Documento: 2017-12-06
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

La finalità del dottorato di ricerca è  quella di effettuare ricerche in ambiti nuovi, per cui oggetto di valutazione finale sono la novità e l’originalità del lavoro svolto. La circostanza che il Collegio docenti abbia verificato che la gran parte degli elaborati del ricorrente e le stesse conclusioni ivi tratte fossero il risultato di una mera operazione di “copia e incolla”, anche a prescindere dalla configurabilità del plagio nei termini suddetti, costituisce un elemento sufficiente per esprimere un giudizio negativo.

Contenuto sentenza
N. 01106/2017 REG.PROV.COLL.
N. 00574/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 574 del 2017, proposto da: 
Clarich Lorenzo, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Catanzaro, con domicilio eletto presso il suo studio in Venezia- Mestre, corso del Popolo, 67; 
contro
Universita' degli Studi di Venezia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa per legge dall'Avvocatura Distret. Dello Stato, domiciliata in Venezia, San Marco, 63; 
per l'annullamento
- del provvedimento di esclusione dal Corso di Dottorato di ricerca in Economia Aziendale- Management- 32° ciclo disposto con delibera contenuta nel verbale n. 3/2017 del 10.05.2017 della Riunione del Collegio Docenti Dottorato in Management dell'Università Ca' Foscari allegato al Prot. n. 0020883 del 10.05.2017, avente ad oggetto la conclusione del procedimento di esclusione dal Corso di Dottorato di ricerca in Economia Aziendale- Management- 32° ciclo, notificato al ricorrente in data 11.05.2017;
- di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali, anche non conosciuti dal ricorrente e in particolare il verbale n. 2/2017 del 11.04.2017 della Riunione del Collegio docenti Dottorato in Management allegato a Prot. n. 0016457 del 11.04.2017 avente ad oggetto - comunicazione di avvio del procedimento di esclusione dal corso di Dottorato di ricerca in Economia aziendale-Management-32° ciclo ai sensi degli artt. 7 e 8 L. 241/90 s.m.i. notificato in data 12.04.2017;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Universita' degli Studi diVenezia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 novembre 2017 il dott. Nicola Fenicia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
Con il presente ricorso il dott. Lorenzo Clarich ha impugnato il provvedimento di esclusione dal Corso di Dottorato di ricerca in Economia Aziendale – Management – 32° ciclo, disposto con delibera del 10.05.2017 (verbale n. 3/2017), del Collegio Docenti del Dottorato in Management dell’Università Ca’ Foscari.
In punto di fatto giova evidenziare che l’odierno ricorrente veniva ammesso, a seguito di concorso pubblico, al dottorato di ricerca in Economia aziendale - Management - ciclo 32°, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
In data 10.06.2016 veniva immatricolato al primo anno di corso del suddetto dottorato di ricerca in qualità di dottorando senza borsa.
In data 13.02.2017 veniva assunto dalla società Health Robotics s.r.l. con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca ex art. 45 del D.Lgs. n. 81/2015. 
In data 13.04.2017 riceveva comunicazione dell'avvio del procedimento di esclusione con nota prot. n. 16457, che recepiva la delibera adottata dal Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Economia aziendale - Management dell'11.04.2017.
La ragione dell’esclusione risiedeva nell’aver egli posto in essere condotte di plagio letterario di alcuni elaborati scritti (di seguito denominati anche papers) presentati agli esami di Organizational Theory, Technology and Innovation Management e Strategic Management Theory (di seguito rispettivamente abbreviati nelle sigle: OT, TIM, SMT). 
Espletata l’istruttoria procedimentale, con provvedimento adottato in data 10.05.2017, ed in particolare all’esito della riunione del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Economia aziendale- Management, veniva sancita la definitiva esclusione del dott. Clarich dal corso del Dottorato.
A fondamento del ricorso il dott. Clarich ha posto tre articolati motivi.
In particolare, con un primo ordine di censure egli ha dedotto: 
a) l’eccesso di potere per aver l’Ateneo disposto un provvedimento di esclusione in violazione del regolamento dell’Università; in quanto, secondo il ricorrente, la sanzione di “fail senza retake” - ovvero annullamento dell’esame senza possibilità di ripetizione - sarebbe un provvedimento inesistente nel catalogo delle sanzioni del Dottorato in Economia Aziendale e Management. Mentre, a pagina n. 19 del PhD Programme in Management Master of Research in Management Studies- Guide A.Y. 2016-17 era espressamente previsto che: “[...]. A student is given the opportunity of having three retakes but only one retake for each exam. A student with 4 fails is automatically disqualified from the PhD programme”. Pertanto, sostiene il ricorrente, secondo la stessa Guida dell’Università avrebbe dovuto essere concessa allo studente, a cui viene annullato uno o più esami, la possibilità di ripeterli. Anche il Regolamento dell’Università, secondo il ricorrente, prevedeva la possibilità di ripetizione degli esami annullati; 
b) l’incompetenza del Collegio dei Docenti ad irrogare la detta sanzione dell’esclusione spettando tale potestà, in base al Regolamento delle Carriere degli Studenti, ad una commissione costituita da tre direttori di dipartimento designati dal Senato accademico.
Con un secondo ordine di censure ha invece contestato: 
c) l’illegittimità dell’utilizzo del software antiplagio per accertare la gravità del plagio; 
d) l’inattendibilità dei dati forniti dal software e comunque l’erroneità dell’analisi di tali dati; 
e) la mancata predeterminazione di criteri oggettivi per stabilire nel caso concreto la configurabilità del plagio; 
f) comunque, l’erroneità del giudizio negativo sull’attività accademica, dovendo le asserite condotte di plagio letterario contestate al dott. Clarich dal Collegio Docenti, essere qualificate come “meri errori metodologici”, riducendosi esse in una mera errata modalità di indicazione delle citazioni.
Con un terzo ordine di censure il ricorrente ha contestato la proporzionalità della sanzione dell’esclusione irrogata dal Collegio Docenti, evidenziando in particolare come al dott. Clarich erano stati annullati i voti dei singoli esami (OT, SMT, TIM) anche se questi voti erano composti da una parte scritta (paper) e una parte orale, la quale ultima non era stata oggetto di contestazione; ed ha lamentato la disparità di trattamento, evidenziando come in situazioni analoghe l’Università non avesse disposto la sanzione massima dell’esclusione. 
Si è costituita l’Università contestando la fondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto.
Con ordinanza emessa all’esito della camera di consiglio del 21 giugno 2017, è stata accolta la domanda cautelare sotto il profilo del periculum in mora, in considerazione del possibile incidenza della disposta esclusione sul contratto di apprendistato.
In vista dell’udienza di discussione la difesa del ricorrente ha prodotto una memoria contenente un’istanza istruttoria finalizzata a verificare il funzionamento ed il corretto utilizzo del software antiplagio.
All’udienza del 22 novembre 2017, all’esito della discussione delle parti, il ricorso è stato trattenuto in decisione.
DIRITTO
Il ricorso è infondato per le seguenti ragioni.
1. In ordine al primo articolato motivo si osserva innanzitutto che la sanzione dell’esclusione, come si evince dal verbale n. 3/2017, è stata irrogata in base all’art. 13, comma 7, del “Regolamento dei dottorati di ricerca di Ateneo”, dove si prevede che l’esclusione del dottorando dal Corso sia disposta con decisione motivata del Collegio dei docenti, in caso di: “a) giudizio negativo sull’attività svolta da parte del Collegio dei docenti in qualsiasi momento dell’anno..”. 
E’ dunque evidente la competenza del Collegio dei docenti ad adottare il provvedimento di esclusione impugnato; non potendo trovare applicazione - in base al principio di specificità - il diverso “Regolamento Carriere degli Studenti” invocato dal ricorrente, il quale riguarda in genere tutto il percorso di studio universitario e, in base all’art. 2 dello stesso regolamento, non prevale su “eventuali specifiche disposizioni assunte dagli organi accademici con apposite regolamentazioni per gli iscritti…ai dottorati di ricerca”.
Inoltre, diversamente da quanto argomentato dal ricorrente, non poteva essergli concessa la possibilità di ripetere gli esami in questione, in quanto con la delibera del Collegio dei docenti del 14 ottobre 2016 (verbale n. 6/2016) si era disposto che gli studenti di dottorato, assunti nel mondo del lavoro con contratto di alto apprendistato, come il ricorrente, in ragione del minor numero di esami da sostenere, potessero beneficiare solo di tre “retake” (un retake per ogni esame); ed anche però che uno studente con tre insufficienze fosse automaticamente escluso dal programma di PHD. 
Per cui, nel caso in esame, avendo il ricorrente maturato tre insufficienze, era senz’altro da escludersi la possibilità della ripetizione degli esami.
A ciò si aggiunga che il Collegio dei docenti ha correttamente ritenuto l’infrazione commessa particolarmente grave, ai sensi del sopra citato art. 13, comma 7, del Regolamento dei dottorati di ricerca, integrando, la condotta contestata, la violazione delle più elementari norme di comportamento etico, e in particolare dell’art. 6 del codice Etico di Ateneo, che recita “Ca' Foscari condanna ogni forma di plagio e pone particolare attenzione ai casi di plagio da parte degli studenti al momento della presentazione di elaborati e di tesi". 
Peraltro, il valore di onestà accademica è ribadito chiaramente anche nel regolamento interno del dottorato di Management, formalizzato nella Guida 2016-2017, consegnata a tutti gli studenti del primo anno del corso. Ed anche in tale regolamento si prevede la sanzione dell’esclusione in caso di violazione di tale valore. 
In particolare, il paragrafo Academic honesty (pag.22) così recita: "The PhD in Management considers academic honesty as a paramount issue in the behavior of PhD students. Plagiarism of any kind (from copying in an exam to avoid quoting the references or sources of findings) is not accepted and disapproved by all the Department community.The Faculty Board, according to the gravity of the infringements of academic honesty by a PhD student will decide sanctions up to the exclusion from the PhD programme.".
Ne deriva che la sanzione dell’esclusione senza possibilità di ripetizione degli esami, oltre ad essere praticamente vincolata, era sicuramente prevista dai regolamenti interni di Ateneo in relazione alla condotta addebitata all’odierno ricorrente. 
Per tali ragioni, il primo motivo deve essere respinto.
2. Venendo al merito della decisione del Collegio docenti di escludere dal corso di dottorato il dott. Clarich, si osserva che i paper consegnati dal medesimo, in conformità ad una prassi in uso nell’Università, sono stati analizzati mediante il software “Compilatio”, utilizzato dall'Ateneo per la verifica automatica antiplagio.
All’esito di tale verifica, i tre paper hanno presentato una percentuale di plagio anomala: 19% per SMT, 30% per TIM e 64% per OT. In seguito a questa verifica automatica, i docenti dei tre corsi hanno proceduto, manualmente, ad accertare l’effettiva esistenza di copiature e se le parti risultate copiate fossero state riportate nei paper secondo criteri di onestà intellettuale.
Nei tre rapporti dei docenti si dimostra che in tutti i paper risultano parti copiate senza virgolettato e adeguata citazione delle fonti; il che pacificamente configura un caso di plagio. 
Le risultanze del software, a differenza di quanto lamentato dal ricorrente, non sono state decisive rispetto alla determinazione di esclusione, né le dette percentuali sono state utilizzate per esprimere il giudizio negativo, ma sono servite solo come primo indizio per avviare un'approfondita analisi del testo e dei contenuti di originalità da parte di ciascun docente del singolo corso.
Ebbene, sul punto, i rapporti dei due docenti di SMT e TIM indicano che in ciascun paper risultano parti di testi altrui riportate senza la dovuta e corretta citazione; dove, per dovuta e corretta citazione si intende che le parole di un'altra fonte, riportate testualmente, devono essere chiaramente attribuite al suo autore: il riferimento testuale deve essere citato tra virgolette, deve essere indicata la fonte tra parentesi con cognome dell'autore, data dell'articolo e numero di pagina da cui il testo è stato tratto. Inoltre, la fonte deve essere riportata in bibliografia.
Così, ad esempio, nel caso del paper di TIM, una parte della bibliografia è risultata copiata da un altro papersenza che gli autori indicati nelle parti copiate fossero citati nel testo del paper; mentre, il paper di Organization Theory è risultato copiato nella quasi totalità delle parti, senza le dovute citazioni. Al riguardo i docenti osservano che in tale paper “l'articolo di Scott (1987) da cui è stato copiato una buona parte del testo del paper, così come gli altri due articoli oggetto di plagio, ossia Campbell (2010) e Bruton et al (2010), non sono stati neppure inseriti in bibliografia. Si segnala inoltre come il paragrafo delle conclusioni, che dovrebbe riportare, più di ogni altra parte, le riflessioni originali dello studente, è per oltre due terzi copiato dall'articolo di Scott (1986) e dall'articolo di Bruton et al. (2010)”. 
Ad ogni modo, gli elementi di plagio sono stati chiaramente indicati nei due verbali del Collegio docenti n. 2/2017 e n. 6/2017, ai quali per brevità ci si riporta.
Alla luce di tali riscontri, appare evidente l’irrilevanza dell’accertamento, richiesto dalla difesa del ricorrente con l’ultima memoria, in ordine alle modalità di funzionamento del software, posto che il giudizio del Collegio docenti si è basato principalmente su di una verifica concreta ed effettiva dell’originalità dei testi, secondo le suddette modalità. Dovendosi inoltre tener conto del fatto che, come dai medesimi docenti correttamente osservato nel provvedimento conclusivo, la rilevazione “anche di un solo elemento di plagio, in un paper presentato come prova di un esame di dottorato, determina un giudizio negativo con conseguente annullamento del voto”. E ciò - hanno condivisibilmente osservato i docenti - per due ragioni: “ Anzitutto, si configura come un comportamento che infrange l'onestà accademica; in secondo luogo, riduce il carattere di contributo originale dello studente nell'ambito del paper. Inoltre i paper consegnati per prova di esame al dottorato, non costituiscono esercizio didattico per la valutazione, equiparabile a prove di esame nelle lauree, ma costituiscono già un prodotto originale di riflessione teorica, un'elaborazione intellettuale e/o una proposta di disegno di ricerca, e come tali sono valutate. Ne è conferma il fatto che, in alcuni casi, tali paper vengono presentati, con i dovuti miglioramenti, a convegni scientifici nazionali e internazionali, nei quali se venisse rilevato anche un singolo elemento di plagio, questo costituirebbe motivo per rigettare il paper.”. 
D’altro canto, le argomentazioni del ricorrente non si appuntano tanto sulla difesa dell’originalità degli elaborati, quanto piuttosto sulla derubricazione del plagio ad un “errore metodologico” dovuto ad inesperienza, il che non appare credibile attesa la gravità dell’infrazione in rapporto al livello di formazione raggiunto dal dott. Clarich, ed all'obiettivo dei corsi dottorato di far acquisire una corretta metodologia per la ricerca scientifica avanzata. Peraltro, nel provvedimento impugnato si è rilevato al riguardo, che gli studenti del corso di dottorato in esame avevano partecipato a incontri di “Research topics” in cui era stato discusso il tema dell'etica della ricerca ed erano state discusse chiaramente le modalità con cui si citano le fonti. Né la veridicità di tale circostanza è stata smentita dal ricorrente mediante specifiche controdeduzioni.
Pertanto, anche il secondo motivo deve essere respinto, in quanto infondato.
3. Quanto al terzo motivo, afferente alla proporzionalità della sanzione, ci si riporta a quanto osservato al punto 1) della presente motivazione, specie in ordine alla doverosità dell’esclusione in presenza di tre insufficienze e della violazione della fondamentale regola dell’onestà accademica. D’altro canto non si può fare a meno di osservare che la finalità del dottorato di ricerca è proprio quella di effettuare ricerche in ambiti nuovi, per cui oggetto di valutazione finale sono la novità e l’originalità del lavoro svolto. La circostanza che il Collegio docenti abbia verificato che la gran parte degli elaborati del ricorrente e le stesse conclusioni ivi tratte fossero il risultato di una mera operazione di “copia e incolla”, anche a prescindere dalla configurabilità del plagio nei termini suddetti, era già un elemento sufficiente per esprimere un giudizio negativo. 
Peraltro, anche con riferimento alla dedotta disparità di trattamento rispetto a situazioni asseritamente analoghe (in disparte dalla considerazione che la gravità della violazione dell’onestà accademica può essere legittimamente oggetto di successive rimeditazioni da parte dell’Ateneo), deve essere considerato che nel caso di specie le tre insufficienze del dott. Clarich incidono in modo significativo sul suo specifico curriculum studiorum del primo anno, perché rappresentano 3 esami sugli 8 esami previsti dal carico didattico ridotto per studenti con contratto di apprendistato, quindi rappresentano più di un terzo dell’intero percorso di dottorato del primo anno. 
4. In conclusione il ricorso deve essere respinto. 
5. Le spese di lite, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna il ricorrente a rimborsare alla parte resistente le spese di lite, che si liquidano in complessivi € 1.500,00 oltre oneri accessori.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2017 con l'intervento dei magistrati:
Maurizio Nicolosi, Presidente
Pietro De Berardinis, Consigliere
Nicola Fenicia, Primo Referendario, Estensore
Pubblicato il 06/12/2017