#3101 TAR Toscana, Firenze, Sez. I, 6 febbraio 2018, n. 216

Incarichi di insegnamento-Improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse

Data Documento: 2018-02-06
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse

Contenuto sentenza
N. 00216/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00932/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 932 del 2017, proposto da: 
Simona Naimoli, rappresentata e difesa dall'avvocato Marta Paolini, con domicilio eletto presso il suo studio in Firenze, piazza Indipendenza 10; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca e l’Università degli Studi Siena per Stranieri, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze, domiciliata per legge in Firenze, via degli Arazzieri, 4; 
Ateneo Internazionale Università per Stranieri di Siena, non costituito in giudizio;
nei confronti di
Luca Paladini, non costituito in giudizio; 
per l'annullamento,
del verbale della seduta del 10 maggio 2017 del Consiglio Plenario del Dipartimento di Ateneo per la Didattica e la Ricerca dell’Università per Stranieri i Siena con cui è stata approvata l’assegnazione degli incarichi esterni per l’anno 2017/2018, in particolare per il Corso di Laurea in mediazione linguistica e culturale, Insegnamento IUS/07 Diritto del Lavoro, affidando tale incarico al dott. Luca Paladini;
di ogni atto presupposto, connesso e conseguente ancorché allo stato incognito, tra cui, in particolare, il verbale della Giunta del Dipartimento di Ateneo per la Didattica e la Ricerca dell’Università per Stranieri di Siena del 10 maggio 2017 con cui la Giunta ha proposto di affidare il contratto di insegnamento di Diritto del lavoro al dott. Luca Paladini;
nonché per il risarcimento dei danni subiti e subendi in conseguenza dei provvedimenti impugnati.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca e dell’Università degli Studi di Siena per Stranieri;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 31 gennaio 2018 il Consigliere Giovanni Ricchiuto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Preso atto:
che con il presente ricorso la Dott.ssa Naimoli ha impugnato il verbale della seduta del 10 maggio 2017 del Consiglio Plenario del Dipartimento di Ateneo per la Didattica e la Ricerca dell’Università per Stranieri di Siena con cui è stata approvata l’assegnazione degli incarichi esterni per l’anno 2017/2018, in particolare per il Corso di Laurea in mediazione linguistica, nella parte in cui ha proposto di assegnare l’incarico esterno in materia di diritto del lavoro al Sig. Paladini e, ciò, unitamente agli atti ad esso presupposti;
che si sono costituiti solo formalmente il Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca e l’Università degli Studi di Siena per Stranieri, depositando da ultimo una relazione sui fatti in causa;
che nel corso della camera di consiglio del 7 settembre 2017 e con ordinanza n. 544/2017 questo Tribunale ha accolto l’istanza cautelare, sospendendo gli effetti dei provvedimenti impugnati;
che a seguito della sopra citata pronuncia cautelare la ricorrente ha depositato in giudizio la nota prot. n. 15152 del 20 ottobre 2017, unitamente al contratto tra l'Università per Stranieri di Siena e la dott.ssa Simona Naimoli, con il quale è stato conferito a quest’ultima l’incarico di insegnamento per 36 ore in materia di diritto del lavoro;
che nel corso dell’udienza del 31 gennaio 2018 le parti costituite hanno evidenziato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del presente ricorso, insistendo la ricorrente per la liquidazione degli onorari in virtù dell’ammissione al gratuito patrocinio e, nel contempo, delle spese del presente giudizio, con l’opposizione su detto ultimo punto delle Amministrazioni sopra costituite;
Considerato che i provvedimenti in origine impugnati sono risultati superati dalle successive determinazioni delle Amministrazioni resistenti che hanno attribuito alla ricorrente il “bene della vita” invocato con il deposito del presente gravame;
Ritenuto che costituisce orientamento consolidato che la declaratoria di improcedibilità può essere pronunciata al sopravvenire di una situazione di fatto o di diritto che comunque muta radicalmente la situazione esistente al momento della proposizione del ricorso e che sia tale da rendere certa e definitiva l'inutilità della sentenza, per aver fatto venir meno per il ricorrente o per l'appellante qualsiasi residua utilità della pronuncia sulla domanda azionata, anche soltanto strumentale o morale (per tutti Cons. Stato Sez. V, Sentenza n. 3138 del 23/06/2014);
Rilevato che, pertanto, il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35 comma 1 lett. c) del Codice del Processo Amministrativo e che, contempo, in applicazione dei principi in materia di soccombenza virtuale le spese vanno poste a carico delle amministrazioni ora costituite, considerando che queste ultime non hanno controdedotto in merito all’asserita mancata considerazione del criterio della pertinenza dei titoli con le tematiche del settore scientifico disciplinare oggetto dell’incarico”, circostanza quest’ultima già evidenziata da questo Tribunale in sede di pronuncia cautelare;
Considerato, inoltre, che a seguito dell’ammissione della ricorrente al gratuito patrocinio con decreto n. 55/2017 è necessario procedere alla liquidazione, applicando l'art. 133 del d.p.r. n. 115/2002 e la riduzione del compenso prevista dall'art. 130 del medesimo d.p.r..
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35 comma 1 lett. c) del cpa.
Condanna le Amministrazioni resistenti al pagamento delle spese di lite che liquida nella somma complessiva di euro 1.500,00 (millecinquecento//00) oltre oneri di legge.
A seguito del decreto di ammissione al patrocinio a spese dello Stato emesso dall'apposita Commissione istituita presso il T.A.R., dispone la liquidazione, ai sensi dell'art. 130 e dell'art. 82, 1° comma, del d.p.r. 30 maggio 2002 n. 115, della somma di Euro 1.500,00 (millecinquecento//00), oltre oneri di legge, in favore del difensore della ricorrente (Avv. Marta Paolini).
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 31 gennaio 2018 con l'intervento dei magistrati:
Manfredo Atzeni, Presidente
Gianluca Bellucci, Consigliere
Giovanni Ricchiuto, Primo Referendario, Estensore
Pubblicato il 06/02/2018