#1898 TAR Marche, Ancona, Sez. I, 4 febbraio 2016, n. 66

Esercizio di fatto delle funzioni di primario-Diritto alle differenze retributive-Diritto all'esercizio delle funzioni

Data Documento: 2016-02-04
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Contenuto sentenza
N. 00066/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00803/1995 REG.RIC.
N. 00475/1996 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 803 del 1995, proposto da: 
Marasco Luigino, rappresentato e difeso dall'avv. Franco Buonassisi, con domicilio eletto presso Avv. Ferdinando Zannini in Ancona, Via Leopardi, 2; 
contro
Azienda Sanitaria n. 3 di Fano, rappresentata e difesa dall'avv. Marisa Barattini, con domicilio eletto presso Avv. Donato Ripa in Ancona, Via C. Colombo, 106; 
Università degli Studi di Ancona, 
Regione Marche; 
nei confronti di
Saba Vittorio; 
sul ricorso numero di registro generale 475 del 1996, proposto da: 
Marasco Luigino, rappresentato e difeso dall'avv. Franco Buonassisi, con domicilio eletto presso Avv. Ferdinando Zannini in Ancona, Via Leopardi, 2; 
contro
Azienda Sanitaria n. 3 di Fano, rappresentata e difesa dall'avv. Marisa Barattini, con domicilio eletto presso Avv. Donato Ripa in Ancona, Via C. Colombo, 106; 
nei confronti di
Bartolucci Enzo; 
per l'annullamento
quanto al ricorso n. 803 del 1995:
della nota prot. n. 3033 del 3.5.1995 con la quale il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria U.S.L. n. 3 di Fano ha precisato che il posto di Primario della Divisione di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Fano era da considerarsi indisponibile,
e per
l'accertamento del diritto del ricorrente:
- ad ottenere le differenze retributive tra la qualifica di Aiuto e quella di Primario dal 21.9.1991;
- ad esercitare le mansioni e le funzioni inerenti alla specifica qualifica di sanitario chirurgico.
quanto al ricorso n. 475 del 1996:
della determinazione 27.10.1995 n. 663 con la quale si conferisce temporaneamente e a scavalco, al controinteressato, il ruolo di Primario della Divisione di Chirurgia generale dell’Ospedale di Fano dal 1.11.1995 fino alla nomina del titolare.
Visti i ricorsi e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Azienda Sanitaria n. 3 di Fano;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 gennaio 2016 il dott. Gianluca Morri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. I ricorsi in epigrafe, proposti dal dr. Marasco in qualità di dipendente dell’allora U.S.L. n. 3 di Fano con la qualifica di Aiuto Corresponsabile di Chirurgia Generale, riguardano l’esercizio della funzione di Primario della 1^ Divisione Chirurgica dell’Ospedale di Fano dopo il pensionamento del dr. Guido Tonnini che aveva svolto tali funzioni fino al 20.9.1991.
In particolare, con il ricorso n. 803/1995 il ricorrente rivendica le differenze retributive tra le mansioni di Aiuto e quelle di Primario della Divisione che avrebbe esercitato, in via di fatto, da tale data. Denuncia, inoltre, che poco più di un mese prima della proposizione del ricorso, l’Amministrazione lo avrebbe allontanato dalla sala operatoria impedendogli l’esercizio delle funzioni inerenti la sua qualifica specifica.
Con il successivo ricorso n. 475/1996 contesta il provvedimento in epigrafe attraverso cui l’Amministrazione ha conferito al controinteressato dr. Bartolucci, temporaneamente e a scavalco, l’incarico di Primario della Divisione in oggetto dal giorno 1.11.1995 fino alla nomina del Primario titolare.
Si è costituita, in entrambi i ricorsi, l’Azienda Sanitaria deducendo eccezioni in rito e contestando, comunque anche nel merito, le deduzioni di parte ricorrente chiedendone il rigetto.
2. I ricorsi vanno preliminarmente riuniti per evidenti ragioni di connessione oggettiva e parzialmente soggettiva.
3. Il ric. n. 803/1995 è infondato, per cui il Collegio ritiene di soprassedere dalla trattazione delle eccezioni preliminari.
3.1 Attraverso un’unica ed articolata censura, il dr. Marasco deduce eccesso di potere sotto svariati profili, rivendicando un trattamento economico per preteso esercizio di mansioni superiori.
Dette censure, tuttavia, si basano sulla mera circostanza che, dopo il pensionamento del dr. Tonnini, sarebbe rimasto vacante il posto di Primario della Divisione, ma non viene fornita alcuna prova che il ricorrente abbia esercitato effettivamente tale funzione, sia per effetto di un formale conferimento di incarico o comunque in via di mero fatto provocato e tollerato dall’Amministrazione.
Quest’ultima, al contrario, contesta tale eventualità, evidenziando che le funzioni di Primario della Divisione erano garantite dal prof. Saba per effetto della convenzione stipulata con l’Università di Ancona.
La stessa Amministrazione riferisce, inoltre, che il ricorrente è invece stato sempre impiegato come aiuto chirurgo, ovvero in mansioni corrispondenti alla propria qualifica.
Mancando, quindi, un formale provvedimento di incarico e comunque la prova che il dr. Marasco abbia esercitato, in via di fatto, le funzioni primariali, il ricorso non può che essere respinto sotto tale profilo.
3.2 Riguardo alla seconda doglianza, circa il preteso allontanamento, di fatto, dalla sala operatoria, va rilevato che la stessa viene dedotta in modo eccessivamente generico senza alcun riferimento a circostanze specifiche che si sarebbero verificate nel mese antecedente la proposizione dell’odierno ricorso (redatto il 16.6.1995, notificato il 28 giugno e depositato il 7 luglio successivo), nonché a quanto riferisce l’Amministrazione circa l’attribuzione di responsabilità, allo stesso ricorrente, del modulo organizzativo e funzionale di chirurgia d’urgenza avvenuta con provvedimento del 22.6.1994.
Peraltro la doglianza non trova esatta corrispondenza nei fatti evidenziati dall’Amministrazione attraverso la relazione del 21.8.1995 depositata a seguito di ordinanza istruttoria di questo Tribunale, da cui emerge che il ricorrente ha partecipato a quattro interventi chirurgici, come primo operatore, nel mese di giugno 1995 (oltre a 2 in maggio e 7 in aprile).
Anche sotto tale profilo il ricorso va quindi respinto.
4. Altrettanto infondato è il ricorso n. 475/1996.
4.1 Con la prima censura viene dedotta violazione dell’art. 7 della Legge n. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento, poiché il ricorrente era interessato a ricevere l’incarico di Primario, ancorché in via temporanea.
La doglianza va disattesa.
Anche a voler riconoscere l’obbligo informativo dell’Amministrazione, il ricorrente non evidenzia alcun contributo istruttorio che avrebbe potuto introdurre nel procedimento per provocare una diversa determinazione.
Del resto la scelta organizzativa, di incaricare altro Primario anche ai fini di contenimento della spesa (come si vedrà nell’esame dei motivi successivi), risultava incompatibile con l’eventuale incarico al dr. Marasco, che avrebbe determinato l’attribuzione di mansioni superiori e la corrispondente differenza retributiva.
4.2 Attraverso gli ulteriori due motivi di ricorso, che possono essere trattati congiuntamente, viene dedotta violazione di legge nonché eccesso di potere sotto svariati profili. In particolare viene lamentato difetto di motivazione sulle ragioni che hanno determinato l’incarico al dr. Bartolucci, già Primario dell’Ospedale di Fossombrone distante circa 30 km da Fano e che non poteva quindi assicurare adeguatamente lo svolgimento delle funzioni anche in quest’ultimo Ospedale, contrariamente al ricorrente già assegnato a tale sede con mansioni primariali svolte di fatto.
Anche tale censura va disattesa.
La motivazione emerge dal provvedimento impugnato sostenuto da ragioni economiche, tanto è vero che viene espressamente dato atto che l’incarico non comporta variazioni di spesa.
Sotto tale profilo nulla contesta la parte ricorrente, per cui non si può sostenere che il provvedimento sia del tutto immotivato.
Per le ragioni già viste in precedenza, manca inoltre qualsiasi elemento di prova per sostenere che l’Amministrazione avrebbe dovuto attribuire l’incarico al ricorrente perché, di fatto, già Primario della Divisione.
5. Le spese di giudizio possono essere compensate considerata la particolarità della vicenda in esame.
P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, definitivamente pronunciando, respinge, previa loro riunione, i ricorsi in epigrafe.
Spese compensate.
La presente sentenza sarà eseguita dall'Autorità amministrativa ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 22 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:
Maddalena Filippi, Presidente
Gianluca Morri, Consigliere, Estensore
Simona De Mattia, Primo Referendario
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 04/02/2016
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)