#2634 TAR Marche, Ancona, Sez. I, 18 giugno 2014, n. 616

Procedura di valutazione comparativa copertura posto di ricercatore-Criteri commissione giudicatrice-Valutazione titoli

Data Documento: 2014-06-18
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Nel caso in cui la Commissione, nel predeterminare i criteri cui attenersi nella valutazione comparativa dei titoli e delle pubblicazioni presentati dei candidati, stabilisca che la valutazione di ciascun elemento debba essere effettuata considerando specificamente la significatività che esso assume alla qualità e quantità dell’attività di ricerca svolta dal singolo candidato, è da ritenersi affetta da carenza motivazionale una valutazione che, anziché essere analitica, sia estremamente sintetica e svolta anche attraverso accorpamenti descrittivi e quantitativi poi ritenuti valutabili ai fini comparativi. Sotto il profilo quantitativo, poi, non può certo considerarsi un valore utile il solo numero di pubblicazioni presentate, essendo al contrario necessario entrare nel merito dei relativi contenuti attraverso una pesatura.

Contenuto sentenza
N. 00616/2014 REG.PROV.COLL.
N. 00935/2013 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 935 del 2013, proposto da: 
Susanna Cannizzaro, rappresentata e difesa dall'avv. Fabio Francario, con domicilio eletto presso Avv. Alessio Stacchiotti in Ancona, corso Garibaldi, 38; 
contro
Università degli Studi di Macerata, 
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca; 
nei confronti di
Valeria Nucera, rappresentata e difesa dagli avv. Fabio Merusi, Giuseppe Toscano, Maurizio Discepolo, con domicilio eletto presso Avv. Maurizio Discepolo in Ancona, via Matteotti, 99; 
Paolo Stizza, rappresentato e difeso dagli avv. Lorenzo Acquarone, Ernesto Sticchi Damiani, Andrea Galvani, con domicilio eletto presso Avv. Andrea Galvani in Ancona, corso Mazzini, 156; 
per l'annullamento
- del D.R. n. 398, prot. 4991 del 26.7.2013, recante "Approvazione degli atti concorsuali della procedura di valutazione comparativa per la copertura di un posto di ricercatore universitario per il settore scientifico-disciplinare IUS/ 12 - Diritto tributario, presso il Dipartimento di giurisprudenza (ex facoltà di giurisprudenza)”;
- degli atti connessi del procedimento indicati in ricorso.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Valeria Nucera e di Paolo Stizza;
Visto il ricorso incidentale proposto da Valeria Nucera;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 giugno 2014 il dott. Gianluca Morri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. Con il ricorso introduttivo del giudizio vengono impugnati gli atti della procedura di valutazione comparativa per la copertura di un posto di ricercatore universitario (settore scientifico disciplinare IUS/12 - Diritto Tributario), presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, che si concludeva con la vincita della controinteressata Dott.ssa Nucera.
Quest’ultima, oltre a resistere al ricorso, propone ricorso incidentale per contestare gli atti della procedura nella parte in cui sarebbe stata penalizzata nonostante il risultato finale ad essa favorevole e oggetto di contestazione da parte della Dott.ssa Cannizzaro ricorrente principale.
Si è altresì costituito il Dott. Paolo Stizza per sostenere l’infondatezza di entrambi i ricorsi chiedendone il rigetto.
2. Va innanzitutto esaminata l’eccezione di inammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio dedotta dalla controinteressata Dott.ssa Nucera secondo cui, anche qualora le doglianze della ricorrente risultassero fondate nei propri confronti, resterebbe impregiudicata la posizione dell’ulteriore controinteressato Dott. Stizza che aveva conseguito un giudizio comunque superiore alla Dott.ssa Cannizzaro (la quale non trarrebbe quindi alcuna utilità dalla propria iniziativa giudiziaria).
L’eccezione è infondata, poiché i vizi dedotti dalla ricorrente principale potrebbero determinare l’annullamento della procedura di valutazione, assicurando così, se non l’immediato ottenimento del bene della vita (ossia la vincita del concorso), quantomeno la chance di poterlo conseguire attraverso il rinnovo delle operazioni valutative.
Del resto la particolare procedura di selezione qui in esame non si è conclusa con la formulazione di una graduatoria di merito che l’amministrazione potrebbe scorrere qualora venga escluso il primo classificato.
3. Va poi esaminato il primo motivo di doglianza, contenuto nel ricorso incidentale, con cui si deduce violazione di legge, del bando di concorso nonché eccesso di potere sotto svariati profili, poiché Dott.ssa Nucera avrebbe dovuto essere dichiarata vincitrice del concorso all’esito della prima valutazione conclusiva avvenuta in data 3.6.2013 (IX riunione della Commissione).
A giudizio del Collegio risulta irrilevante, per quanto concerne i primi due motivi contenuti nel ricorso introduttivo del giudizio (da condividersi come si vedrà di seguito), il momento in cui la Dott.ssa Nucera sia stata dichiarata vincitrice del concorso (cioè all’esito della IX riunione o, come effettivamente avvenuto, nella riunione successiva – la X del giorno 9.7.2913 - per effetto del mutamento di opinione da parte del Prof. Picciaredda).
I primi due motivi, dedotti dalla Dott.ssa Cannizzaro, si rivolgono, infatti, contro le operazioni di valutazione, incluso il IX verbale che subisce e soffre i medesimi vizi dei verbali precedenti (con particolare riferimento a quelli che colpiscono la V riunione in data 8.5.2013).
Il motivo in esame potrebbe, semmai, assumere rilevanza riguardo al terzo e ultimo motivo dedotto dalla Dott.ssa Cannizzaro, volto a contestare le risultanze della X riunione, con particolare riferimento al giudizio espresso dal Prof. Picciaredda. Questo profilo sarà tuttavia esaminato in tale sede.
4. Vengono quindi esaminati i primi due motivi di cui al ricorso introduttivo, che possono essere trattati congiuntamente poiché obiettivamente connessi.
La ricorrente deduce violazione degli artt. 2 e 3 del DM 28.7.2009, dell’art. 8 del Bando di concorso, dell’art. 1 comma 7 del DL n. 180/2008, nonché eccesso di potere per difetto di motivazione e di istruttoria. In particolare la ricorrente deduce che la valutazione comparativa dei titoli e delle pubblicazioni non è avvenuta in maniera analitica e con specifica motivazione in relazione a ciascuno di essi. Deduce, inoltre, l’omessa valutazione (ritenuta illegittima e immotivata) di alcuni titoli e pubblicazione in suo favore. Deduce, infine, difetto di motivazione nella valutazione comparativa per l’individuazione del candidato prevalente.
La censura è fondata nei termini che seguono.
Nella prima riunione del giorno 20.3.2013, la Commissione predeterminava i criteri cui attenersi nella valutazione comparativa dei candidati; criteri che riprendono quelli indicati all’art. 8 del Bando che, a sua volta, recepisce i criteri di cui al DM 28.7.2009.
Nelle quattro riunioni successive venivano quindi esaminati i curricula, i titoli e le pubblicazioni presentati dai candidati, il cui esito compare nel verbale della V riunione del giorno 8.5.2013 e, in particolare, nelle allegate schede (una per ciascun candidato) che sintetizzano gli elementi valutati (tratti dal curriculum, dai lavori scientifici o da altri titoli) e che si concludono con l’esposizione dei giudizi individuali e del giudizio collegiale.
A giudizio del Collegio questa fase non può tuttavia considerarsi rispettosa dei criteri di valutazione e dell’obbligo motivazionale che incombeva sulla Commissione.
I criteri adottati dalla stessa Commissione stabilivano quanto segue: “La valutazione di ciascun elemento è effettuata considerando specificatamente la significatività che esso assume alla qualità e quantità dell’attività di ricerca svolta dal singolo candidato”. Prevedevano, inoltre, una valutazione analitica dei titoli e criteri per la valutazione delle pubblicazioni (cfr. I verbale del 20.3.2013).
Dall’esame delle schede di ciascun candidato non è dato innanzitutto comprendere come sia avvenuto l’esame di ciascun elemento (rilevabile dai dati curriculari, pubblicazioni o altri titoli), ai fini della relativa ammissibilità o inammissibilità (totale o parziale), poiché ritenuta coerente o incoerente (totalmente o parzialmente) con il settore scientifico disciplinare in argomento. Tale decisione preliminare (o scrematura), da svolgere su ciascun titolo e pubblicazione, avrebbe poi dovuto essere adeguatamente motivata e circostanziata, ai fini della sua verificabilità.
La motivazione sugli elementi ritenuti significativi (totalmente o parzialmente), sconta infatti difetti motivazionali poiché estremamente sintetica (mentre per i titoli avrebbe dovuto essere analitica), svolta anche attraverso accorpamenti descrittivi di pubblicazioni da cui non è dato altresì comprendere i profili qualitativi e quantitativi poi ritenuti valutabili ai fini comparativi. Sotto il profilo quantitativo emerge esclusivamente il numero delle pubblicazioni presentate, che non può certo considerarsi un valore utile, dovendo invece entrare nel merito dei relativi contenuti attraverso una pesatura.
Giustamente, pertanto, sia la ricorrente principale che quella incidentale, lamentano difetto di motivazione sugli elementi (potenzialmente) utili che non sono stati invece presi in considerazione.
Anche i giudizi individuali soffrono di carenza motivazionale, oltre a presentarsi disomogenei e di non facile comprensione.
Per quanto concerne la Dott.ssa Cannizzaro, i Proff. Messina e Picciaredda esprimono un giudizio individuale circoscritto alle sole pubblicazioni, senza alcun accenno alla valutazione dei titoli (meramente richiamati dal Prof. Messina). Il Prof. Miccinesi esprime, invece, un giudizio generale sul curriculum, senza tuttavia evidenziare gli specifici profili di merito o di demerito.
Per quanto concerne la Dott.ssa Nucera, il Prof. Messina si concentra quasi esclusivamente sulla monografia, con breve accenno ai lavori complessivamente considerati come minori. I Proff. Picciaredda e Miccinesi mostrano, invece, di aver preso in considerazione anche i titoli (senza tuttavia attribuire loro un valore qualitativo e quantitativo, come peraltro avvenuto riguardo ai giudizi sulle pubblicazioni).
Da ciò consegue l’obiettiva difficoltà (se non l’impossibilità) nel comprendere l’iter logico attraverso cui ciascun commissario ha quindi ritenuto di esprimere il proprio giudizio complessivo (sufficiente, più che sufficiente, buono, più che buono, ottimo), con conseguente obiettiva difficoltà (se non l’impossibilità) di verificare la coerenza logica con il giudizio complessivo espresso collegialmente su ciascun candidato.
Le risultanze della V riunione sono quindi illegittime per le ragioni sopra indicate, aventi carattere assorbente rispetto ad ulteriori profili di doglianza contenuti nel motivo in esame, e ciò si riflette sulle valutazioni comparative finali svolte nelle riunioni IX e X (peraltro anch’esse prive di adeguata motivazione riguardo alle ragioni per cui un candidato è stato ritenuto prevalente o non prevalente su un altro).
Per le medesime ragioni vanno altresì condivise le analoghe censure contenute nel secondo motivo di cui al ricorso incidentale della Dott.ssa Nucera, che va quindi accolto sotto tale profilo volto a contestare carenza di motivazione nella mancata valutazione di alcuni elementi a proprio favore.
5. Le illegittimità che colpiscono la X e ultima riunione assumono carattere assorbente rispetto all’ulteriore censura contenuta nel terzo motivo di gravame, rendendo così irrilevante il primo motivo di cui al ricorso incidentale.
6. Le spese di giudizio possono essere compensate considerata la particolarità e per certi versi complessità della vicenda in esame.
P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, definitivamente pronunciando, accoglie parzialmente il ricorso introduttivo nonché il ricorso incidentale e, per l'effetto, annulla i provvedimenti impugnati nei limiti di cui in motivazione.
Spese compensate.
La presente sentenza sarà eseguita dall'Autorità amministrativa ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 5 giugno 2014 con l'intervento dei magistrati:
Gianluca Morri, Presidente FF, Estensore
Tommaso Capitanio, Consigliere
Francesca Aprile, Primo Referendario
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 18/06/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)