#1255 TAR Marche, Ancona, Sez. I, 14 maggio 2015, n. 376

Riconoscimento servizi pre ruolo professori associati

Data Documento: 2015-05-14
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

I commi 2 e 11 dell’art. 103, D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 vanno letti congiuntamente, con la conseguenza che l’elenco degli istituti pubblici di ricerca di cui alla Tabella VI allegata alla legge n. 20 marzo 1975, n. 70 (richiamata dal comma 11) debba considerarsi tassativo e non suscettibile di interpretazione estensiva (nel caso di specie, si esclude dal novero degli istituti pubblici rilevanti ai fini del summenzionato art. 103 l’Accademia Europea di Bolzano).

Contenuto sentenza
N. 00376/2015 REG.PROV.COLL.
N. 01027/2009 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1027 del 2009, proposto da: 
Stefania Cavagnoli, rappresentata e difesa dagli avv. Beatrice Tomasoni, Patrizia Niccolaini, con domicilio eletto presso Avv. Patrizia Niccolaini in Ancona, Via Goito 3; 
contro
Università degli Studi di Macerata, Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca; 
per l'annullamento
del provvedimento dell'Università degli Studi di Macerata - Settore personale docente del 16.7.2009 prot. n. 6581 pos.IPP/16, avente ad oggetto la ricostruzione della carriera applicazione dell'art.103 D.P.R. n.382/1980 e dell'art.7 L. n.28/1980;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 maggio 2015 il dott. Gianluca Morri e uditi per le parti i difensori Patrizia Niccolaini;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. La ricorrente, in qualità di professore associato presso l’Università di Macerata, propone ricorso avverso il provvedimento con cui detta Amministrazione respingeva l’istanza del 26.6.2009 per il riconoscimento, ai fini della ricostruzione di carriera (art. 103 DPR 382/1980 e art. 7 Legge 28/1980), del servizio prestato, in qualità di ricercatrice, presso l’Accademia Europea di Bolzano nel periodo 1994-2000.
2. Con un’unica ed articolata censura viene dedotta violazione dell’art. 3 della Legge n. 241/1990, dell’art. 10-bis della Legge n. 241/1990, dell’art. 103 del DPR 382/1980 e dell’art. 7 della Legge n. 28/1980, nonché eccesso di potere per difetto di motivazione, contraddittorietà e carenza istruttoria.
3. In particolare (censura sub lett. a), viene dedotto difetto di motivazione e di istruttoria perché l’Università respinge la richiesta limitandosi ad indicare che il servizio non rientra tra le figure tassativamente elencate nelle norme richiamate, senza fornire altra ragione. Viene altresì dedotta l’omessa comunicazione del preavviso di rigetto di cui all’art. 10-bis della Legge n. 241/1990.
La censura è infondata.
Al riguardo va osservato che le ragioni del diniego, per quanto enunciate in maniera estremamente sintetica, lasciano tuttavia percepire che l’Amministrazione abbia ritenuto di applicare l’orientamento che individua, in modo tassativo e inderogabile, l’elencazione dei servizi riconoscibili, come si vedrà meglio nell’esame della censura successiva.
La decisione era pertanto vincolata e ciò legittimava l’omissione del preavviso di rigetto, trovando applicazione l'art. 21-octies della Legge n. 241/1990 poiché il contenuto dell'atto non avrebbe potuto essere diverso da quello concretamente adottato.
4. Sotto altro profilo (censura sub lett. b), viene dedotto che l’Accademia Europea di Bolzano deve considerarsi ente pubblico di ricerca, poiché vi partecipa la Provincia Autonoma di Bolzano (L. Provinciale n. 31/1991) che ne approva atto costitutivo e statuto, nomina i propri rappresentanti negli organi sociali e contribuisce alle risorse finanziarie. Dal 2002 l’Accademia è inoltre iscritta nell’Anagrafe Nazionale delle Ricerche presso il MIUR. Di conseguenza risulta irrilevante che la stessa non risulti inserita nella Tabella VI allegata alla Legge n. 70/1975 richiamata dal comma 11 dell’art. 103 del DPR n. 382/1980. Analoga censura viene ulteriormente sviluppata attraverso il motivo successivo (sub lett. c), che evidenzia comunque l’irrilevanza della natura pubblica; censura che viene pertanto qui trattata congiuntamente.
Anche tali profili di doglianza vanno disattesi.
Il Collegio ritiene di aderire all’orientamento giurisprudenziale che sembra ormai consolidarsi nel senso di leggere congiuntamente i commi 2 e 11 dell’art. 103 del DPR n. 382/1980, con la conseguenza che l’elenco degli istituti pubblici di ricerca di cui alla Tabella VI allegata alla Legge n. 70/1975 (richiamata dal comma 11) debba considerarsi tassativo e non suscettibile di interpretazione estensiva (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 11.4.2014 n. 1776; id. 11.1.2012 n. 102; 1.12.2010 n. 8378).
5. Con memoria depositata in data 3.4.2015 parte ricorrente adombra, infine, il dubbio di legittimità costituzionale dell’art. 103 commi 2 e 11 del DPR n. 382/1980 qualora dovessero essere interpretati congiuntamente, con la conseguenza di considerare tassativo l’elenco di cui alla citata Tabella VI. La questione viene poi ulteriormente sviluppata e dedotta in via subordinata attraverso memoria depositata in data 6.5.2015.
Al riguardo il Collegio osserva che tale ultima memoria deve considerarsi del tutto tardiva rispetto ai termini di cui all’art. 73 comma 1 del D.Lgs. n. 104/2010. Osserva, altresì, che la questione di costituzionalità andrebbe considerata anche inammissibile qualora debba essere intesa quale nuovo motivo di doglianza, non essendo stata introdotta in giudizio attraverso formale ricorso per motivi aggiunti.
Il Collegio non intravede comunque ragioni per rilevare d’ufficio tale questione, non essendo stata peraltro rilevata dalla giurisprudenza sopra richiamata cui ha inteso aderire.
6. Il ricorso va conclusivamente respinto.
P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, definitivamente pronunciando, respinge il ricorso in epigrafe.
Nulla per le spese stante la mancata costituzione di controparti resistenti.
La presente sentenza è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Ancona nella camera di consiglio del giorno 7 maggio 2015 con l'intervento dei magistrati:
Franco Bianchi, Presidente
Gianluca Morri, Consigliere, Estensore
Tommaso Capitanio, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 14/05/2015
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)