#2906 TAR Lombardia, Brescia, Sez. I, 22 gennaio 2018, n. 58

Studenti universitari-Accesso corsi a numero chiuso-Non ammissione al trasferimento da altro ateneo

Data Documento: 2018-01-22
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

L’eccedenza degli iscritti  rende  inaccoglibile l’istanza di trasferimento da altra sede universitaria presentata da uno studente; dimostrandosi esulare dalla discrezionalità valutativa dell’ateneo il positivo apprezzamento nei confronti di una richiesta, il cui accoglimento avrebbe determinato il superamento dei parametri all’uopo autorizzati dal Ministero.

Contenuto sentenza
N. 00058/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00905/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
sezione staccata di Brescia (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso n. 905 del 2017, proposto da Ghirardi Emanuele, rappresentato e difeso dall’avv. Andrea Cavalleri ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Brescia, alla via Saffi n. 16
contro
Università degli Studi di Brescia e Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, in persona dei rispettivi legali rappresentanti, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso la quale sono domiciliati in Brescia, alla via S. Caterina n. 6
per l'annullamento
- della graduatoria degli ammessi ai trasferimenti ad anni successivi al primo anno del corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Brescia, pubblicata sul relativo sito in data 13 settembre 2017, nella parte in cui non si ammette il ricorrente al trasferimento al quarto anno di corso;
- del bando per il rilascio di nulla osta al trasferimento riservato a studenti già iscritti al corso di laurea magistrale di Medicina e Chirurgia nella parte in cui non prevede alcun posto disponibile per gli anni terzo e quarto pur in presenza di ritiri e trasferimenti di altri studenti;
- di ogni altro atto e/o provvedimento connesso, presupposto, collegato e conseguente.
 Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell'Amministrazione intimata;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 gennaio 2018 il dott. Roberto Politi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
 Espone il ricorrente che, dopo aver superato i test d’ingresso alla facoltà di Medicina e chirurgia nell’anno 2014 e dopo aver atteso gli scorrimenti della graduatoria, pur avendo scelto quale prima sede Brescia, città nella quale risiede, si iscriveva per il primo anno presso l’Università di Parma, con l’intenzione di trasferirsi a Brescia non appena ciò si fosse reso possibile.
Negli anni successivi tuttavia, pur essendosi liberati alcuni posti per trasferimenti ed abbandoni, l’Università di Brescia non metteva mai a bando i posti lasciati vacanti.
Con decreto 282/2017 in data 22 giugno 2017, l’Università degli Studi di Brescia determinava i posti disponibili per l’anno accademico 2017/2018; e quindi, in data 6 luglio 2017 pubblicava il nuovo bando per il rilascio di nulla osta al trasferimento da altra sede non prevedendo, neppure questa volta, alcun posto disponibile per nessun anno di corso per studenti comunitari residenti in Italia.
Invero, anche nel corso dell’anno accademico 2016/2017, alcuni studenti iscritti al terzo e quarto anno avevano lasciato l’università di Brescia o avevano chiesto il trasferimento ad altra sede, senza che tuttavia venissero banditi dalla resistente i posti lasciati vacanti.
In data 25 luglio 2017, il sig. Ghirardi, venuto a conoscenza dell’esistenza di almeno un posto libero per anni successivi al primo, presentava all’Università degli Studi di Brescia domanda di trasferimento per motivi personali.
Successivamente, la resistente richiedeva all’interessato di formalizzare la sua domanda di trasferimento nei ter-mini e nei modi di cui al bando del 6 luglio 2017.
Il ricorrente formalizzava quindi domanda per il rilascio del nulla osta al suo trasferimento in data 8 aprile 2017 secondo le modalità richieste dall’Ateneo, richiedendo di poter essere iscritto al 4° anno della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Brescia.
In data 13 settembre 2017, l’Università di Brescia pubblicava l’elenco delle valutazioni delle candidature per il rilascio di nulla osta al trasferimento, escludendo dalla graduatoria l’odierno ricorrente, dichiarato invalutabile per mancato rispetto del “punto 1 dei requisiti di ammissione richiesti…”, ovvero per mancanza di posti disponibili.
Queste le censure articolate con il presente mezzo di tutela:
1) Eccesso di potere, violazione dell’art. 10-bis della legge 241/1990 in relazione all’art. 97 della Costituzione, difetto d’istruttoria e violazione del giusto procedimento
Denunzia in primo luogo parte ricorrente l’omessa preventiva comunicazione da parte dell’Università degli Studi di Brescia dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di trasferimento, con riveniente violazione dell’art. 10-bis della legge 241/1990.
2) Violazione art. 3 della Costituzione. Eccesso di potere per carenza e contraddittorietà della motivazione
A fronte di una domanda inizialmente fondata sul duplice presupposto della sussistenza di problemi familiari in capo al ricorrente e della esistenza di almeno un posto disponibile, assume il sig. Ghirardi che la motivazione di non valutabilità e di esclusione dalla graduatoria fornita da parte resistente, sia pretestuosa ed irragionevole, sia in ragione del fatto che la domanda di trasferimento esulava dal bando, sia in ragione del fatto che la motivazione addotta dall’Ateneo non è pertinente rispetto alla domanda di trasferimento formulata, che richiedeva il trasferimento e l’iscrizione al quarto anno del corso di laurea in medicina e chirurgia, circostanza non prevista dal richiamato punto 1 dei requisiti di ammissione al bando.
3) Violazione art. 3 Cost. Eccesso di potere per disparità di trattamento
Evidenzia il ricorrente che alcuni studenti iscritti al terzo ed al quarto anno del corso di laurea di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Brescia, nel corso del 2016 vi abbiano rinunciato e/o si siano trasferiti in altra sede.
Non emergerebbero, allora, i motivi per i quali non siano stati messi a bando i posti lasciati vacanti dagli studenti trasferiti o ritirati; né sarebbero noti i criteri adottati per l’assegnazione e copertura dei posti vacanti, ma assegnati senza bando e quindi in assenza di una valutazione comparativa dei requisiti di ciascun candidato, in assenza di trasparenza ed imparzialità.
La scelta dell’Università di non bandire i posti disponibili assegnandoli in maniera asseritamente arbitraria ed illegittima a studenti, in assenza di una graduatoria di merito, contrasterebbe con i principi di uguaglianza, trasparenza ed imparzialità della Pubblica Amministrazione, oltre che con i limiti individuati dal decreto del Rettore n. 282/2017, che pur sancendo l’impossibilità di effettuare iscrizioni in sovrannumero, di fatto lo avrebbe più volte consentito in questi ultimi anni in pregiudizio a tutti gli studenti le cui domande di trasferimento non venivano neppure valutate come nel caso in esame.
Conclude parte ricorrente insistendo per l'accoglimento del gravame ed il conseguente annullamento degli atti oggetto di censura.
L'Amministrazione resistente, costituitasi in giudizio, ha eccepito l'infondatezza delle esposte doglianze, invocando la reiezione dell'impugnativa.
La rilevata sussistenza dei presupposti indicati all’art. 60 c.p.a. consente di trattenere la presente controversia – portata all’odierna Camera di Consiglio ai fini della delibazione dell’istanza cautelare dalla parte ricorrente incidentalmente proposta – ai fini di un’immediata definizione nel merito.
Prevede infatti la disposizione da ultimo citata che, “in sede di decisione della domanda cautelare, purché siano trascorsi almeno venti giorni dall'ultima notificazione del ricorso, il collegio, accertata la completezza del contraddittorio e dell'istruttoria, sentite sul punto le parti costituite, può definire, in camera di consiglio, il giudizio con sentenza in forma semplificata”.
Nel precisare che le parti presenti all’odierna Camera di Consiglio sono state al riguardo sentite, il ricorso all’esame si rivela infondato.
Va rammentato come questa Sezione, con ordinanza 9 novembre 2017, n. 526, abbia rilevato l’esigenza di acquisire, a cura della resistente Amministrazione universitaria, una documentata relazione di chiarimenti, “volta ad illustrare – con riferimento al contenuto dell’istanza di accesso presentata dall’odierno ricorrente – l’eventuale presenza di posti resisi disponibili presso l’Ateneo bresciano a seguito di rinuncia e/o trasferimento presso altra sede di studenti iscritti al terzo o quarto anno del corso di laurea in Medicina; nonché i criteri seguiti per procedere alla copertura dei posti come sopra eventualmente vacanti”.
Con relazione depositata in atti il 5 dicembre 2017 a cura dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato, l’Università degli Studi di Brescia – nell’evidenziare come:
- “l’ammissione degli studenti ad anni successivi al primo avvenga esclusivamente nel limite dei posti resisi disponibili sulla singola coorte di riferimento a seguito di rinunce, trasferimenti, abbandoni, in relazione ai posti a suo tempo definiti nei decreti annuali di programmazione”,
- e la “determinazione dei posti disponibili nei corsi di laurea ad accesso programmato alla data del 31 maggio 2016 per l’ammissione ad anni successivi al primo per l’a.a. 2016/2017 per trasferimento da stesso corso di studi è avvenuta con decreto rettorale n. 346/2016 prot. n. 40403 del 4 luglio 2016”;
ha rappresentato, quanto al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, che:
- “nonostante alla data del 31 maggio 2016 uno studente della coorte 2014/2015 … avesse presentato rinuncia agli studi e uno studente della stessa coorte … avesse richiesto un passaggio ad altro corso di laurea dell’Ateneo, nessun posto è stato messo a bando per la coorte 2014/2015, in quanto gli studenti iscritti per la stessa coorte alla data del 31 maggio 2016 risultavano 268 in eccesso di 43 rispetto al potenziale formativo di 225 studenti autorizzato dal Ministero
- la “determinazione dei posti disponibili nei corsi di laurea ad accesso programmato alla data del 31 maggio 2017 per l’ammissione ad anni successivi al primo per l’a.a. 2017/2018 per trasferimento da stesso corso di studi è avvenuta con decreto rettorale n. 282/2017 prot. n. 86033 del 22 giugno 2017”;
- “nonostante alla data del 31 maggio 2017 tre studenti della coorte 2014/2015 … avessero presentato rinuncia agli studi e tre studenti della stessa coorte … avessero richiesto un passaggio ad altro corso di laurea dell’Ateneo, nessun posto è stato messo a bando per la coorte 2014/2015, in quanto gli studenti iscritti per la stessa coorte alla data del 31 maggio 2017 risultavano 265 in eccesso di 40 rispetto al potenziale formativo di 225 studenti autorizzato dal Ministero”.
L’illustrato esubero degli iscritti rispetto al potenziale formativo della Facoltà, appieno persuade dell’infondatezza delle doglianze articolate con il presente mezzo di tutela.
L’eccedenza degli iscritti, per come precedentemente illustrata, rendeva infatti inaccoglibile l’istanza di trasferimento da altra sede universitaria presentata dal ricorrente; dimostrandosi esulare dalla discrezionalità valutativa dell’Ateneo intimato il positivo apprezzamento nei confronti di una richiesta, il cui accoglimento avrebbe determinato il superamento dei parametri all’uopo autorizzati dal Ministero.
Né può sostenersi che l’avversata determinazione sia inficiata per effetto dell’omessa comunicazione del preavviso di diniego ai sensi dell’art. 10-bisdella legge 241/1990, dato che il provvedimento finale non sarebbe potuto essere diverso.
Secondo costante giurisprudenza del Giudice d’appello, infatti, la norma citata va letta in collegamento con il successivo art. 21-octies della stessa legge 241/1990, e quindi non è possibile annullare il provvedimento adottato in mancanza del preavviso di diniego nel caso in cui la violazione formale non abbia inciso sul suo contenuto sostanziale (cfr., ex plurimis, Cons. Stato, sez. IV 3 marzo 2017 n.1001 e sez. III 27 gennaio 2009 n.7.
Ribadite le esposte considerazioni, dispone il Collegio la reiezione del presente gravame.
Sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), immediatamente ritenuto per la decisione nel merito, ai sensi dell’artt. 60 c.p.a., il ricorso indicato in epigrafe, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 17 gennaio 2018 con l'intervento dei magistrati:
Roberto Politi, Presidente, Estensore
Mauro Pedron, Consigliere
Stefano Tenca, Consigliere 
Pubblicato il 22/01/2018