#2695 TAR Lombardia, Brescia, 12 settembre 2017, n. 1093

Procedura concorsuale professore Seconda fascia-Articolo 24, commi 5 e 6, della legge 30 dicembre 2010, n. 240- Chiamata diretta-Settore di riferimento

Data Documento: 2017-09-12
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

L’ art. 24, comma 6, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 del 2010, non impone un necessario parallelismo tra settore concorsuale di provenienza e quello di chiamata, assumendosi invece come sufficiente la qualità di ricercatore a tempo indeterminato in servizio presso la medesima Università e il possesso dell’abilitazione scientifica nazionale riferita al settore concorsuale di assegnazione. Ciò appare avvalorato dalla natura transitoria della procedura, espletabile al massimo entro i sei anni successivi all’entrata in vigore della legge n. 240 del 2010 (TAR Campania, Napoli, Sez. II, 31 marzo 2017, n. 1746; TAR Piemonte, Torino, Sez. I, 20 gennaio 2016, n. 35), oltre che dalla progressiva scomparsa della figura del ricercatore a tempo indeterminato, trattandosi di un ruolo ad esaurimento; tuttavia, risulta decisivo il rilevante impatto finanziario della normativa in questione, evidenziato dal costante e imprescindibile riferimento alla necessaria previa individuazione delle risorse finanziarie per coprire i posti disponibili che, incentivando il passaggio da un ruolo all’altro, consente allo stesso tempo di eliminare una figura professionale ad esaurimento e di ampliare il numero dei professori, a fronte di un consistente risparmio di spesa, dato che l’Università dovrà provvedere soltanto ad integrare lo stipendio da corrispondere al soggetto inquadrato come professore di seconda fascia, in considerazione della quota già corrisposta all’originario ricercatore, dipendente a tempo indeterminato.

Contenuto sentenza
N. 01093/2017 REG.PROV.COLL.
N. 02274/2015 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
sezione staccata di Brescia (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2274 del 2015, proposto da: 
- Giulio Palermo, rappresentato e difeso dall’Avv. Domenico Bezzi ed elettivamente domiciliato presso lo studio dello stesso in Brescia, Via Diaz n. 13/C; 
contro
- l’Università degli Studi di Brescia, in persona del Rettore pro-tempore, rappresentata e difesa per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato e domiciliata presso la sede della stessa in Brescia, Via S. Caterina n. 6;
nei confronti di
- Maria Laura Parisi, rappresentata e difesa dall’Avv. Carlo Capretti ed elettivamente domiciliata presso lo studio dello stesso in Brescia, Corso Zanardelli n. 32;
per l’annullamento
- della Delibera del Consiglio di Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia del 4 marzo 2015, di cui al verbale del 4 marzo 2015, trasmesso il 17 aprile 2015, con la quale è stata richiesta l’emissione di un bando di ‘procedura comparativa – Piano Straordinario degli Associati – per l’assegnazione di n. 1 posto di professore di seconda fascia per il settore concorsuale 13/A1 Economia Politica, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”, individuando contestualmente la dott.ssa Maria Laura Parisi come unico candidato da sottoporre a valutazione’;
- della disposizione n. 29 del 30 marzo 2015 con la quale il Direttore del Dipartimento di Economia e Management ha decretato che ‘è indetta la procedura di valutazione ai sensi dell’art. 9, comma 2, 3 e 4 del Regolamento di Ateneo sulle chiamate di cui all’art. 18 della Legge 240/2010’, tra le altre cose, per il settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”;
- della disposizione n. 34 del 14 aprile 2015 con la quale il Direttore del Dipartimento di Economia e Management ha decretato di ‘nominare componenti della Commissione preposta alla valutazione dei titoli nella procedura d'invito, per la chiamata nel ruolo di Professore di seconda fascia, dei ricercatori a tempo indeterminato in servizio presso l’Ateneo che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica nazionale di cui all’art. 16 della Legge n. 240/2010 per n. 1 posto di professore Associato da coprire mediante chiamata diretta per il settore concorsuale 13/A1 Economia Politica – s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”’;
- della Disposizione del Direttore n. 35 del 21 aprile 2015 con la quale sono stati approvati ‘gli atti relativi alla procedura di chiamata di un posto di Professore II fascia settore concorsuale 13/A1 – s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica” da cui risulta vincitrice la dott.ssa Maria Laura Parisi nata a Treviso il 20.02.1968’;
- della Delibera n. 4/11 del 22 aprile 2015 con la quale è stata adottata ‘la proposta di chiamata della dott.ssa Maria Laura Parisi nata a Treviso il 20.02.1968 per un posto di Professore di II fascia Settore concorsuale 13/A1 Economia Politica – s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica” in regime di impegno a tempo pieno’;
- e di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguente.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Università degli Studi di Brescia e di Maria Laura Parisi;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Designato relatore il consigliere Antonio De Vita;
Uditi, all’udienza pubblica del 12 luglio 2017, i difensori delle parti, come specificato nel verbale;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.
FATTO
Con ricorso straordinario notificato in data 6 agosto 2015 sia all’Università degli Studi di Brescia che alla controinteressata Laura Parisi, il ricorrente ha impugnato gli atti meglio specificati in epigrafe, relativi alla procedura comparativa per l’assegnazione di n. 1 posto di professore di seconda fascia settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica” – s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica” presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia, di cui è risultata vincitrice la dott.ssa Maria Laura Parisi; in seguito ad atto di opposizione di quest’ultima del 5 ottobre 2015, il ricorso, in data 18 novembre 2015, è stato trasposto in sede giurisdizionale a cura del ricorrente.
Il ricorrente è un ricercatore a tempo indeterminato per il settore scientifico disciplinare SECS-P/01 “Economia Politica”, macrosettore “13/A Economia”, presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia; nell’anno 2013 il predetto ricorrente ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale ex art. 16 della legge n. 240 del 2010 per la seconda fascia del settore concorsuale “Politica Economica”, s.s.d. SECS-P/02 “Politica Economica”, macrosettore “13/A Economia”. Con una sequenza di atti assunti dal competente Consiglio del Dipartimento, in attuazione del programma di assunzioni approvato in precedenza, si è deciso di avviare la procedura di chiamata di un professore di seconda fascia per il settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica” – s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”, cui è stata ammessa unicamente la controinteressata dott.ssa Parisi – ricercatrice a tempo indeterminato per il settore scientifico disciplinare SECS-P/02 “Politica Economica”, macrosettore “13/A Economia” e abilitata per la seconda fascia del settore concorsuale “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”, macrosettore “13/A Economia” – che all’esito della stessa è risultata vincitrice.
Assumendo l’illegittimità della richiamata procedura, ne è stato chiesto l’annullamento per sviamento di potere e per violazione di legge: in particolare è stato contestato il mancato invito del ricorrente alla procedura valutativa nonostante lo stesso sia inquadrato, in qualità di ricercatore a tempo indeterminato, nello stesso settore scientifico disciplinare del posto messo a concorso (s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”) e sia in possesso dell’abilitazione nazionale per la seconda fascia, in un settore affine, ossia per il settore concorsuale “Politica Economica”, s.s.d. SECS-P/02 “Politica Economica”, macrosettore “13/A Economia”; viene ritenuto altresì illegittimo l’invito indirizzato alla controinteressata, in quanto ricercatrice a tempo indeterminato in un differente settore scientifico disciplinare rispetto al posto messo a concorso (SECS-P/02 “Politica Economica”), seppure in possesso dell’abilitazione nazionale per la seconda fascia nello specifico settore concorsuale “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”, macrosettore “13/A Economia”.
Si sono costituite in giudizio l’Università degli Studi di Brescia e la controinteressata dott.ssa Maria Laura Parisi, che hanno chiesto il rigetto del ricorso.
In prossimità dell’udienza di merito, i difensori delle parti hanno depositato memorie e documenti a sostegno delle rispettive posizioni.
All’udienza pubblica del 12 luglio 2017, su conforme richiesta dei difensori delle parti, la causa è stata trattenuta in decisione.
DIRITTO
1. In via preliminare va dichiarata l’inammissibilità della produzione documentale effettuata dall’Avvocatura erariale il 26 luglio 2017 – data successiva all’udienza di merito in cui il ricorso è stato trattenuto in decisione – in quanto elusiva dei termini di cui all’art. 73, comma 1, cod. proc. amm.
2. Passando all’esame del merito del ricorso, lo stesso è infondato.
3. Va premesso che la legge n. 240 del 2010 (“Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”) ha introdotto un nuovo sistema di progressione in carriera, prevedendo per l’inquadramento nella posizione di professore di prima o seconda fascia una procedura che si articola in due momenti: il conseguimento di una idoneità o abilitazione, valida per un periodo di tempo limitato ed efficace rispetto a qualsiasi Università italiana (cfr. art. 16), cui segue la fase della scelta, attraverso la chiamata dell’idoneo/abilitato da parte della singola Università (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, II, 31 marzo 2017, n. 1746; T.A.R. Piemonte, I, 20 gennaio 2016, n. 35). Il conseguimento dell’abilitazione, come chiarisce espressamente la legge, non “dà alcun diritto al reclutamento in ruolo o alla promozione presso un’università al di fuori delle procedure previste dagli artt. 18 e 24, commi 5 e 6” (art. 16, comma 4); attraverso tali ultime procedure, alternative tra di loro, è possibile quindi procedere alla chiamata di un professore presso la singola Università. La procedura ex art. 18 è aperta alla partecipazione degli “studiosi in possesso dell’abilitazione per il settore concorsuale ovvero per uno dei settori concorsuali ricompresi nel medesimo macrosettore”, anche se siano in servizio presso un’Università diversa da quella che procede alla chiamata o anche se non prestino affatto servizio presso alcuna Università, mentre quella disciplinata dall’art. 24, commi 5 e 6, è riservata a docenti che, oltre ad essere in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale, siano anche interni, cioè già in servizio presso l’Università che procede alla chiamata.
Va poi aggiunto che, sulla base all’attuale sistema normativo, le Università possono coprire i posti vacanti utilizzando, per un minimo della metà dei posti disponibili, procedure di chiamata aperte a tutti i soggetti in possesso dell’abilitazione scientifica (art. 18) e, per un massimo della metà dei posti disponibili, procedure di chiamata riservate ai docenti in servizio che abbiano comunque conseguito l’abilitazione (art. 24).
Quest’ultima procedura di chiamata, riservata agli interni, è di carattere diretto, ossia senza lo svolgimento di alcuna selezione di tipo comparativo, poiché viene prescelto un soggetto che è sottoposto a valutazione individuale di idoneità e, quindi, nominato all’esito del positivo superamento della procedura valutativa.
La scelta fra le due procedure di reclutamento è rimessa alla più ampia discrezionalità degli organi universitari, che opereranno tenendo conto dei livelli qualitativi della produzione scientifica interna, dei programmi di espansione delle attività di ricerca e di didattica e delle risorse economiche disponibili per l’acquisizione di docenti dall’esterno.
L’Università degli Studi di Brescia ha provveduto a normare le procedure di reclutamento attraverso il “Regolamento per la disciplina del procedimento di chiamata dei professori di prima e di seconda fascia in attuazione dell’art. 18 della legge 30.12.2010 n. 240”, che si occupa, al Titolo 3, anche delle “Procedure selettive ai sensi dell’art. 24, commi 5 e 6, della legge 240/2010” (cfr. all. 12 dell’Università).
L’art. 2 del Regolamento prevede che il Dipartimento interessato – una volta che il Consiglio di Amministrazione abbia provveduto a determinare la copertura economica relativa alla chiamata del professore e il Senato Accademico abbia destinato le risorse per avviare la procedura – deve motivare la scelta in ordine alla modalità di copertura, tra le quali è prevista la chiamata all’esito di procedura valutativa di cui all’art. 24, commi 5 e 6, della legge n. 240 del 2010 di professori o ricercatori a tempo indeterminato già in servizio presso l’Ateneo (comma 3, lett. c).
La valutazione dei titoli è poi svolta da una Commissione composta secondo l’art. 9, comma 2, del Regolamento e, una volta conclusasi positivamente, il Dipartimento propone agli organi competenti la chiamata del candidato idoneo (art. 10).
4. Nella fattispecie oggetto di scrutinio nel presente giudizio, il Consiglio del Dipartimento, nella seduta del 4 marzo 2015, ha deliberato la copertura di un posto di professore di seconda fascia nel settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”, attraverso la procedura di cui all’art. 24, commi 5 e 6, della legge n. 240 del 2010, individuando, quale candidata da sottoporre a valutazione, la ricercatrice a tempo indeterminato dott.ssa Maria Laura Parisi, unico soggetto in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale nella seconda fascia del settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica” (all. 4 dell’Università).
5. Venendo all’esame delle censure sollevate dal ricorrente, le stesse sono infondate.
5.1. Con le due doglianze, da trattare congiuntamente in quanto strettamente connesse, il ricorrente assume l’illegittimità della chiamata diretta, previa valutazione dei titoli, della controinteressata Parisi, in quanto la stessa non risultava inquadrata nel ruolo di ricercatrice nello stesso settore concorsuale di quello messo a bando (13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”), ma in un settore diverso, ossia 13/A2 “Politica Economica”, s.s.d. SECS-P/02 “Politica Economica”, mentre il ricorrente è inquadrato quale ricercatore nello stesso settore concorsuale di quello messo a bando (13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”) e sarebbe stato in possesso, all’atto dell’adozione dei provvedimenti impugnati, dell’abilitazione scientifica nazionale quale professore di seconda fascia in un settore concorsuale appartenente allo stesso macrosettore 13/A “Economia”, ossia nel settore concorsuale 13/A2 “Politica Economica”, s.s.d. SECS-P/02 “Politica Economica”.
5.2. Le doglianze non sono fondate.
Il posto per il quale il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia ha deciso di procedere alla chiamata diretta, previa valutazione dei titoli, è quello di professore di seconda fascia del settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”, macrosettore 13/A “Economia”; all’esito della ricognizione effettuata presso lo stesso Dipartimento, è risultata in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale quale professore di seconda fascia nel predetto settore concorsuale soltanto la dott.ssa Parisi, inquadrata quale ricercatore a tempo indeterminato nel s.s.d. SECS-P/02 “Politica Economica”, ovvero nel settore concorsuale 13/A2 “Politica Economica”.
Trattandosi dell’unico soggetto in possesso dell’abilitazione nel settore concorsuale richiesto, come evidenziato anche in sede di adozione dei provvedimenti impugnati (cfr. all. 3 e 4 dell’Università), la scelta non poteva che ricadere sulla stessa, tenuto conto che l’art. 24, commi 5 e 6, della legge n. 240 del 2010 riserva la chiamata diretta a soggetti che sono ricercatori a tempo indeterminato in servizio presso la medesima Università e sono inoltre in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale di cui all’art. 16. Tale ultimo requisito non può essere inteso come “possesso dell’abilitazione per il settore concorsuale ovvero per uno dei settori concorsuali ricompresi nel medesimo macrosettore”, considerato che la predetta locuzione si riferisce soltanto alle procedure di chiamata bandite ai sensi dell’art. 18 (cfr. il comma 1, lett. b) e, rappresentando un’eccezione alla regola della corrispondenza tra settore concorsuale del posto messo a bando e quella in cui è stata conseguita l’abilitazione scientifica nazionale, non può che avere una interpretazione restrittiva. Tale interpretazione restrittiva si giustifica ancor più nella fattispecie de qua, giacché il ricorrente non aveva ancora conseguito, all’atto dell’avvio della procedura, l’abilitazione scientifica quale professore di seconda fascia nel settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica”, essendo stato ritenuto inidoneo all’esito della relativa procedura (come evidenziato nella documentazione prodotta dall’Università e nella memoria della controinteressata e confermato dalla stessa difesa del ricorrente), e quindi l’eventuale partecipazione di quest’ultimo alla procedura di chiamata diretta avrebbe illegittimamente consentito di affidare ad un soggetto non idoneo – per quel determinato ruolo e in quel determinato momento – il ruolo di professore di seconda fascia.
5.3. Nemmeno assume rilievo, a supporto della tesi attorea, la circostanza che la controinteressata Parisi fosse inquadrata, come ricercatore a tempo indeterminato, nel settore concorsuale 13/A2 “Politica Economica”, s.s.d. SECS-P/02 “Politica Economica”, ovvero in un settore non corrispondente a quello per cui è stata chiamata a svolgere il ruolo di professore di seconda fascia, visto che l’art. 24, comma 6, della legge n. 240 del 2010 non impone un necessario parallelismo tra settore concorsuale di provenienza e quello di chiamata, assumendosi invece come sufficiente la qualità di ricercatore a tempo indeterminato in servizio presso la medesima Università e il possesso dell’abilitazione scientifica nazionale riferita al settore concorsuale di assegnazione. Ciò appare avvalorato dalla natura transitoria della procedura, espletabile al massimo entro i sei anni successivi all’entrata in vigore della legge n. 240 del 2010 (T.A.R. Campania, Napoli, II, 31 marzo 2017, n. 1746; T.A.R. Piemonte, I, 20 gennaio 2016, n. 35), oltre che dalla progressiva scomparsa della figura del ricercatore a tempo indeterminato, trattandosi di un ruolo ad esaurimento; tuttavia risulta decisivo il rilevante impatto finanziario della normativa in questione, evidenziato dal costante e imprescindibile riferimento alla necessaria previa individuazione delle risorse finanziarie per coprire i posti disponibili, che, incentivando il passaggio da un ruolo all’altro, consente allo stesso tempo di eliminare una figura professionale ad esaurimento e di ampliare il numero dei professori, a fronte di un consistente risparmio di spesa, dato che l’Università dovrà provvedere soltanto ad integrare lo stipendio da corrispondere al soggetto inquadrato come professore di seconda fascia, considerata la quota che già corrispondeva all’originario ricercatore, dipendente a tempo indeterminato. 
5.4. Di conseguenza, appare pienamente legittimo e giustificato il procedimento seguito dal Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia nell’assegnare il posto di professore di seconda fascia nel settore concorsuale 13/A1 “Economia Politica”, s.s.d. SECS-P/01 “Economia Politica” alla controinteressata Maria Laura Parisi.
6. Ciò determina il rigetto del ricorso.
7. In relazione alle peculiarità della fattispecie scrutinata, le spese di giudizio possono essere integralmente compensate tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando, respinge il ricorso indicato in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del 12 luglio 2017 con l’intervento dei magistrati:
Giorgio Calderoni, Presidente
Stefano Tenca, Consigliere
Antonio De Vita, Consigliere, Estensore
Pubblicato il 12/09/2017