#3473 TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, 4 aprile 2018, n. 3780

Studenti post lauream-Scuole di specializzazione-Improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse

Data Documento: 2018-04-04
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, avendo il ricorrente consolidato la propria posizione.

Contenuto sentenza
N. 03780/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00795/2015 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 795 del 2015, proposto da: 
MARIALAURA CUOMO, rappresentata e difesa dagli avvocati Santi Delia, Michele Bonetti, con domicilio eletto presso lo studio Michele Bonetti in Roma, via S. Tommaso D'Aquino, 47; 
contro
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
CONSORZIO INTERUNIVERSITARIO “CINECA”; 
nei confronti
CHIARA DI GIOVANNI; 
per l'annullamento,
previa sospensione cautelare,
- del D.M. 30 giugno 2014, n. 105 ove interpretato nel senso che non vi sia un obbligo di gradazione delle Scuole di specializzazione prescelte;
- del bando di concorso di cui al d.m. del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dell’8 agosto 2014, n. 612, e dei dd.mm. del medesimo Ministero 23 luglio 2014, n. 584, e 29 agosto 2014, n. 712, concernenti l’indizione del concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina per l’anno accademico 2013/14, per i motivi in atti e anche ove interpretati nel senso che deve comminarsi la decadenza da tutte le “specifiche graduatorie di Scuola” in cui si è in attesa di scorrimento, in ipotesi di accettazione del posto in altra Scuola prescelta pur se questa non rappresenta la “prima” delle opzioni prescelte;
- del bando di concorso di cui al cit. d.m. 8 agosto 2014, n. 612, nella parte in cui non indica una graduazione obbligatoria e preventiva delle Scuole di specializzazione prescelte così da poter graduare le opzioni e non solo le sedi di dette scuole, così consentendo di non decadere dalle “specifiche graduatorie di Scuola” indicate dalla candidata in via prioritaria rispetto ad altre ed anche nella parte in cui assume che parte ricorrente abbia rinunciato alla permanenza nella scuola di concorso per cui è causa;
- della graduatoria nazionale di merito pubblicata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in data 5.11.2014 per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione di Medicina a.a. 2013-2014 e di tutti i successivi scorrimenti e provvedimenti in merito alle modalità di scorrimento e assegnazione posti, con particolare riferimento alla scuola di specializzazione “Malattie dell’apparato cardiovascolare” e come meglio specificato nella tabella in atti e depositata nel fascicolo di parte con tutte le scuole indicate;
- del verbale di nomina della Commissione del 2 settembre 2014;
- del verbale della Commissione del 3 novembre 2014 e del verbale “primitivo di assegnazione dei c.d. SSD”;
- della nota del Ministero 3.11.2014, n. 1351, e degli atti ivi menzionati e richiamati e della nota del Ministero 3.11.2014, n. 1355;
- del verbale della Commissione del 4 novembre 2014;
- del verbale redatto presso il Ministero in data 5 novembre 2014 anche a seguito della richiesta di correzione non effettuata dal Ministero;
- di tutti i verbali delle prove e dei verbali contenenti le irregolarità citate nel ricorso;
- della nota del Ministero, prot. n. 1898, del 19 dicembre 2014, e dell’allegata nota inviata a tutte le commissioni di vigilanza durante lo svolgimento delle prove del 31 ottobre 2014;
- delle successive graduatorie e scorrimenti risultanti dalle assegnazione e dalle prenotazioni alle sedi indicate;
- degli sconosciuti provvedimenti con cui sono state approvate tali graduatorie;
- dell’accordo tra il Governo e le Regioni concernente la determinazione del fabbisogno di medici specialisti da formare nel triennio che va dal 2011 al 2014;
- dell’operato dell’amministrazione di cui al comunicato stampa pubblicato sul sito Internet del Ministero in data 1.11.2014;
- dell’operato dell’amministrazione di cui al comunicato stampa pubblicato sul sito internet del Ministero in data 3.11.2014;
- del comportamento dell’amministrazione nella parte in cui ha rimodulato in via unilaterale le graduatorie di merito, secondo un ordine diverso da quello desumibile dai punteggi relativi alle prove effettivamente svolte dai candidati;
- degli sconosciuti provvedimenti, ove esistenti, con cui tutte tali determinazioni sono state assunte;
- dell’operato dell’amministrazione che non ha garantito, presso le sedi di concorso, adeguati standards di sicurezza e vigilanza;
- di tutti i verbali relativi alla procedura, adottati dal Ministero, dal CINECA e da tutte le Commissioni all’uopo nominate per la gestione delle prove in sedi locali;
- degli atti e verbali relativi all’operato della Commissione Nazionale di cui al d.m. 23 luglio 2014, n. 584;
- dell’operato del Ministero, del CINECA e di ogni altro ente nella misura in cui abbia contribuito alla predisposizione delle domande e del questionario sottoposto ai partecipanti;
- di ogni atto presupposto, consequenziale o comunque connesso rispetto a quello impugnato;
nonché per l’accertamento
del diritto di parte ricorrente ad essere ammessa in prima sede alle Scuole di specializzazione in Medicina a.a. 2013/2014 presso le sedi specificate nella domanda di partecipazione al concorso in atti e secondo l’ordine di preferenza della tabella depositata;
e per la conseguente condanna
delle Amministrazioni resistenti a risarcire il danno subito dal ricorrente mediante reintegrazione in forma specifica, con l’ammissione (anche con riserva e in sovrannumero) al corso di specializzazione per cui è causa e, in via subordinata, per equivalente monetario;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell'Universitàe della Ricerca e dell’Università degli Studi di Trieste;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 febbraio 2018 il dott. Antonino Masaracchia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in decisione la dott.ssa Marialaura Cuomo ha domandato l’annullamento, previa sospensione cautelare, degli atti (meglio indicati in epigrafe) relativi all’indizione ed al concreto svolgimento della selezione pubblica nazionale, bandita nel 2014 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per l’accesso alle scuole di specializzazione in Medicina per l’anno accademico 2013/14.
Si sono costituiti in giudizio il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Università degli Studi di Trieste, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato.
Con ordinanza n. 1630 del 2015 questo TAR ha respinto la domanda cautelare.
Il Consiglio di Stato, sez. VI, con ord. n. 3923 del 2015 ha accolto l’appello proposto avverso l’ordinanza cautelare di questo TAR “ai soli fini della fissazione del merito in primo grado ai sensi dell’art. 55 comma 10 cod. proc. amm.”.
In prossimità della pubblica udienza di discussione, prevista per il 20 febbraio 2018, la ricorrente ha depositato un atto con cui ha espresso la propria volontà di rinunciare “agli atti e al ricorso”, rappresentando che, “anche considerando il considerevole lasso di tempo trascorso, a seguito dell’evoluzione della situazione professionale e di studio nel frattempo intervenuta, per la ricorrente non sussistono più l’interesse né le condizioni per la prosecuzione del Giudizio in essere”.
La menzionata memoria, tuttavia, non è stata notificata alle controparti, con conseguente sua inidoneità a determinare una pronuncia di estinzione del presente giudizio ai sensi dell’art. 84 cod. proc. amm. Alla luce del venir meno dell’interesse alla decisione sulla causa, il Collegio deve, in ogni caso, dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, in base a quanto previsto dall’art. 84, comma 4, cod. proc. amm.
Le spese di lite possono essere compensate, avuto riguardo alla peculiarità ed alla complessità della vicenda contenziosa.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma, Sezione terza-bis, definitivamente pronunciando,
Dichiara improcedibile il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 febbraio 2018 con l'intervento dei magistrati:
Riccardo Savoia, Presidente
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere
Antonino Masaracchia, Consigliere, Estensore 
Pubblicato il 05/04/2018