#1574 TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, 3 febbraio 2016, n. 1632

Accesso ai corsi di laurea a numero chiuso-Principio anonimato

Data Documento: 2016-02-03
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Nelle prove concorsuali, di per sé sola la circostanza dell’apposizione del “codice a barre” tanto sulla scheda delle risposte quanto sulla scheda anagrafica non è tale da integrare la violazione dei principi dell’anonimato, qualora non ricorrano, in concreto, ulteriori indizi tali da potere, anche solo astrattamente, insinuare il dubbio della segretezza della procedura concorsuale.

Contenuto sentenza
N. 01632/2016 REG.PROV.COLL.
N. 10629/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10629 del 2014, proposto da: 
Massimo Anastasi, Alessia Aprile, Massimo Arbuti, Harbans Badhan, Nicole Bandini, Giulia Bartoli, Riccardo Belloni, Luca Bellucci, Pantaleone (Eserc Pot Genit) Bisurgi, Linda Borghero, Gabriella Bortolaso, Erika Botte, Serena Brunone, Sara Campani, Luigi Capone, Sofia Capparuccini, Francesco Carannante, Cristina Cascone, Jacopo Catania, Fabio Cera, Rebecca Maria Cervato, Igino Ciaramella, Angela Cipollone, Ilaria Claudi, Anita Serena Colucci, Annalisa Cosimati, Francesca Crovato, Stefano D'Ambra, Giuseppe Di Miscia, Valentina Dolci, Maria Laura Elia, Andrea Falsetti, Maria Sofia Falzone, Elena Farina, Martina Fati, Myriam Grazia Fulgione, Fiammetta Galli, Chiara Garganese, Massimiliano Gerace, Saverio Gerace, Sara Gramazio, Arianna Grassi, Roberta Graziano, Giuseppe Greco, Luca Gubbini, Marcello Guerrini, Francesca La Rocca, Elena Maria Lamacchia, Roberta Laurenzano, Francesca Maria Libri, Giusy Maffia, Alice Maggetto, Claudia Maggipinto, Federico Maini, Manuel Mancuso, Andrea Maniscalco, Elena Manna, Emilio Marino, Giusy Marmo, Ottavia Martino, Valeria Mastrantonio, Sara Mastrogiovanni, Francesco,Donato,Adelio Mastrogiulio, Rossella Menchini, Diego Mesoraca, Giovanni Mette, Renato Miraglia, Cristiana Monopoli, Enrico Morbini, Camilla Francesca Muroni, Nicola Muzi, Noemi Napoli, Luciano Napolitano, Giulio Naselli, Vincenzo Navobi Porrello, Dario Pantusa, Stefania Claudia Parisi, Chiara Parlato, Luciana Perrella, Antonio Pesce, Francesco Piancatelli, Chiara Pittarello, Valeria Pittiglio, Chiara Polo, Domenico Punzo, Giulio Ragusa, Simone Randazzo, Michele Ravasi, Valentina Ravazzani, Mattia Riocci, Rosaria Rizzello, Gianni Rostellato, Andrea Ruggiero, Elena Dora Ruggiero, Lorenzo Sabbatino, Francesca Scalia, Emanuel Scotto Di Luzio, Aniello Sottolano, Luigi Svaluto Ferro, Umberto Tartaro, Giuseppe Tateo, Mariana Vairo, Chiara Carmen Valenti, Giada Vandini, Valeria Ventimiglia, Chiara Zani, Maria Zarantonello, rappresentati e difesi dall'avv. Marco Tortorella, con domicilio eletto presso Marco Tortorella in Roma, Via D. Chelini, 5; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e delle Ricerca, Seconda Universita' degli Studi di Napoli, Universita' degli Studi di Napoli "Federico Ii", Universita' degli Studi di Bari, Universita' degli Studi di Bologna, Universita' degli Studi di Brescia, Universita' degli Studi di Catania, Universita' degli Studi di Catanzaro "Magna Graecia", Universita' degli Studi di Chieti e Pescara "Gabriele D'Annunzio", Universita' degli Studi di Ferrara, Universita' degli Studi di Firenze, Universita' degli Studi di Foggia, Universita' degli Studi di Genova, Universita' degli Studi di Insubria Varese, Universita' degli Studi dell'Aquila, Universita' degli Studi di Milano, Universita' degli Studi di Milano Bicocca, Universita' degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Universita' degli Studi del Molise, Universita' degli Studi di Padova, Universita' degli Studi di Palermo, Universita' degli Studi di Parma, Universita' degli Studi di Pavia, Universita' degli Studi di Perugia, Universita' degli Studi di Pisa, Universita' degli Studi Politecnica delle Marche, Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza", Universita' degli Studi di Roma "Tor Vergata", Universita' degli Studi di Salerno, Universita' degli Studi di Siena, Universita' degli Studi di Trieste, Universita' degli Studi di Torino, Universita' degli Studi di Udine, Universita' degli Studi di Verona, Universita' degli Studi di Cagliari, Universita' degli Studi Messina, Universita' degli Studi di Milano Cattolica "S. Cuore", Universita' degli Studi di Rima Campus Bio-Medico, Universita' degli Studi di Sassari, Universita' degli Studi di Torino "L. Gonzaga", Universita' degli Studi di Vercelli "A. Avogadro", rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12; 
Universita' degli Studi di Milano "Vita e Salute San Raffaele", rappresentato e difeso dagli avv. Fabio Bifulco, Andrea Manzi, con domicilio eletto presso Andrea Manzi in Roma, Via F. Confalonieri, 5; 

nei confronti di
Faggiano Gianluigi, Rinaldi Fabiola, Di Pietro Giada, Marazzi Camilla, Rotolo Angelica, Lucchesi Lucio, Lora Anna, Mariani Greta, Condelli Chiara, Dragonetti Davide; 

per l'annullamento
della mancata ammissione al corso di laurea in medicina e chirurgia e odontoiatria e protesi dentaria per l'a.a. 2014/2015.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e delle Ricerca e di Seconda Universita' degli Studi di Napoli e di Universita' degli Studi di Napoli "Federico Ii" e di Universita' degli Studi di Bari e di Universita' degli Studi di Bologna e di Universita' degli Studi di Brescia e di Universita' degli Studi di Catania e di Universita' degli Studi di Catanzaro "Magna Graecia" e di Universita' degli Studi di Chieti e Pescara "Gabriele D'Annunzio" e di Universita' degli Studi di Ferrara e di Universita' degli Studi di Firenze e di Universita' degli Studi di Foggia e di Universita' degli Studi di Genova e di Universita' degli Studi di Insubria Varese e di Universita' degli Studi dell'Aquila e di Universita' degli Studi di Milano e di Universita' degli Studi di Milano Bicocca e di Universita' degli Studi di Modena e Reggio Emilia e di Universita' degli Studi del Molise e di Universita' degli Studi di Padova e di Universita' degli Studi di Palermo e di Universita' degli Studi di Parma e di Universita' degli Studi di Pavia e di Universita' degli Studi di Perugia e di Universita' degli Studi di Pisa e di Universita' degli Studi Politecnica delle Marche e di Universita' degli Studi di Roma "La Sapienza" e di Universita' degli Studi di Roma "Tor Vergata" e di Universita' degli Studi di Salerno e di Universita' degli Studi di Siena e di Universita' degli Studi di Trieste e di Universita' degli Studi di Torino e di Universita' degli Studi di Udine e di Universita' degli Studi di Verona e di Universita' degli Studi di Cagliari e di Universita' degli Studi Messina e di Universita' degli Studi di Milano Cattolica "S. Cuore" e di Universita' degli Studi di Milano "Vita e Salute San Raffaele" e di Universita' degli Studi di Rima Campus Bio-Medico e di Universita' degli Studi di Sassari e di Universita' degli Studi di Torino "L. Gonzaga" e di Universita' degli Studi di Vercelli "A. Avogadro";
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 14 gennaio 2016 la dott.ssa Maria Cristina Quiligotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
La controversia in esame attiene alla legittimità del concorso per l’ammissione al corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia e in odontoiatria e protesi dentaria per l’anno accademico 2014/2015, sfociato nella graduatoria unica nazionale pubblicata in data 12 maggio e rettificata il 22 maggio 2014, che vede i ricorrenti collocati in posizione non utile.
In proposito il collegio non ha motivo di discostarsi dai molteplici precedenti, concernenti casi del tutto analoghi, che hanno visto riconosciute le ragioni dei ricorrenti (v. C.S., VI, n.15/2015; Tar Lazio, III bis, n. 6014/2015; C.G.A. n.332/2015).
Nel caso in esame va infatti attribuita rilevanza dirimente alla censura relativa alla violazione dei principi dell’anonimato e della segretezza delle prove concorsuali, con assorbimento delle ulteriori censure dedotte.
Invero la Sezione, dopo un iniziale orientamento sfavorevole, a seguito delle pronunzie dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 20 novembre 2013, nn. 26, 27 e 28, che ha ritenuto di qualificare “la garanzia e l’effettività dell’anonimato quale elemento costitutivo dell’ interesse pubblico primario al cui perseguimento tali procedure selettive risultano finalizzate”, si è conformata ai principi di diritto ivi enunciati, recependoli dopo ampio approfondimento nel merito (T.A.R. Lazio, Sez. III, 24 giugno 2014, n. 6681; 18 luglio 2014, n. 7752) nelle successive pronunzie cautelari (ex multis T.A.R. Lazio, Sez. III, 18 luglio 2014, n. 3332) e nella recente sentenza n. 3984 del 10 marzo 2015 in cui, melius re perpensa, il Collegio ha specificato che, “di per sé sola, la circostanza dell’apposizione del ”codice a barre” tanto sulla scheda delle risposte quanto sulla scheda anagrafica (modalità che, a fronte di centinaia di partecipanti, vale anzi a scongiurare la possibilità di errori ed anzi a garantire che le risposte fornite da un candidato non possano essere “scambiate” con quelle di un altro) non sia tale da integrare la violazione dei principi dell’anonimato, qualora non ricorrano, in concreto, ulteriori indizi tali da potere, anche solo astrattamente, insinuare il dubbio della segretezza della procedura concorsuale”.
Ciò premesso, con riferimento alle concrete modalità di svolgimento delle prove per l’ammissione al corso di laurea a Medicina e Chirurgia, per l’a.a. 2013/2014 l’effettiva sussistenza dei presupposti tali da integrare, in concreto, la violazione del principio in esame è stata già vagliata da numerosi precedenti giurisprudenziali, tra cui la recente decisione n.15/2005 del 5.01.2005 del Consiglio di Stato, sez. VI, che ha rammentato come nel caso specifico proprio l’amministrazione avesse richiesto, con direttive assunte formalmente, che il documento di identità dei candidati venisse lasciato aperto sul banco, ponendo in evidenza che “nella delicata fase della correzione della prova da parte del consorzio Cineca, il codice apposto sulla scheda dei test, in quanto corrispondente a quello stampigliato sulla scheda anagrafica dei candidati, ben avrebbe potuto consentire l’associazione dell’elaborato al nominativo di ciascun candidato; il che è sufficiente a ritenere violato il principio di imparzialità e trasparenza nello svolgimento delle prove selettive ad evidenza pubblica, la cui osservanza va osservata in astratto, senza cioè prova concreta della sua violazione, come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza di questo Consiglio di Stato”.
Pertanto, essendosi le medesime condizioni verificate anche con riferimento alla graduatoria unica nazionale 2014/2015 – e, in particolare, nel caso in esame - il ricorso va accolto e, per l’effetto, va annullata la graduatoria de qua, nella parte in cui esclude i ricorrenti, con consequenziale ammissione degli stessi, anche in sovrannumero, al corso di laurea in medicina e chirurgia, presso le Università di interesse, senza pregiudizio dei candidati utilmente inseriti in graduatoria (cfr. T.A.R. Sardegna, n.230/2013; T.A.R Lombardia, Brescia, sez. II, n. 1352 del 16 luglio 2012; Tar Campania, Napoli, sezione quarta n. 5051 del 28 ottobre 2011; T.A.R. Toscana, sez. I, n. 1105 del 27/6/2011; T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, n. 457 del 28/2/2012; T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, n. 1528 del 28 agosto 2008; T.A.R. Lombardia, Brescia, ordinanza cautelare n. 972 del 15 dicembre 2011).
Il ricorso deve, invece, essere dichiarato improcedibile nei confronti dei singoli ricorrenti i quali hanno dichiarato di non avere più interesse alla trattazione nel merito del ricorso e di cui alla nota depositata in atti in data 3.10.2014.
Le spese di lite, in considerazione delle richiamate oscillazioni giurisprudenziali, possono essere integralmente compensate tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, in parte lo dichiara improcedibile come da motivazione che precede e, per il residuo, lo accoglie e per l’effetto annulla in parte qua, ai fini indicati in motivazione, la graduatoria impugnata e conferma l’iscrizione di parte ricorrente al corso di laurea in questione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:
Maria Cristina Quiligotti, Presidente FF, Estensore
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere
Emanuela Loria, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 03/02/2016
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)