#2782 TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, 11 gennaio 2018, n. 255

Accesso ai corsi di laurea a numero chiuso-Test di ammissione-Rinuncia atti

Data Documento: 2018-01-11
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Rinuncia atti

Contenuto sentenza
N. 00255/2018 REG.PROV.COLL.
N. 15320/2015 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 15320 del 2015, integrato da motivi aggiunti, proposto da: 
Chiara Flauret e Ivona Antovska, rappresentate e difese dagli avvocati Santi Delia, Michele Bonetti, Umberto Cantelli, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Santi Delia in Roma, via S. Tommaso D'Aquino, 47; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Perugia, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Siena, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
Cineca non costituito in giudizio; 
nei confronti di
Monica Tarlazzo, Mattia Marianelli, Fiorella Pia Castello, Giulia Zanconato, Elena Balduini, Sara Fagni non costituiti in giudizio; 
per l'annullamento
con il ricorso principale
del D.M. 463 del 3 luglio 2015 concernente modalità di svolgimento dei test per i corsi di laurea a ciclo unico ad accesso programmato a.a. 15/16 e dei relativi allegati anche nella parte in cui consentono che residuino posti liberi e del D.M. 5 agosto 2015 n. 544 e sempre per i motivi in atti;
con i motivi aggiunti
del D.M. Miur 8 febbraio 2016 n. 50, meglio identificato in atti, per i motivi di cui al presente atto e nella parte in cui consente la chiusura della graduatoria anche con posti liberi e vacanti;
PER IL RICONOSCIMENTO
del diritto di parte ricorrente all'iscrizione, al Corso di Laurea di prima opzione per l'anno accademico 2015/2016, dove ha regolarmente svolto la prova di ammissione de qua e ad occupare i posti rimasti vacanti e liberi;
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione dell'Università' e della Ricerca e di Università' degli Studi di Bologna e di Università' degli Studi di Perugia e di Università' degli Studi di Firenze e di Università' degli Studi di Siena;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 dicembre 2017 la dott.ssa Ines Simona Immacolata Pisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in epigrafe parte ricorrente espone di aver partecipato alla prova di ammissione ai corsi programmati di medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, per l'anno accademico 2015/2016, sostenendo il test d'accesso presso l'Ateneo in epigrafe indicato. 
La procedura concorsuale, ad avviso di parte ricorrente, sarebbe affetta da svariati profili di illegittimità, sia in relazione a profili attinenti le modalità di svolgimento della prova che avrebbero determinato la violazione del principio dell’anonimato, sia in quanto pur avendo parte ricorrente conseguito un punteggio superiore alla soglia minima di idoneità prevista dall’art. 10, comma 1, del D.M. 3 luglio 2015, n. 463 (20 punti), in mancanza dei profili di illegittimità denunziati, parte ricorrente avrebbe potuto conseguire un punteggio superiore.
Parte ricorrente ha quindi chiesto l’annullamento degli atti impugnati con il ricorso principale “solo per quanto di interesse”, con riconoscimento del diritto ad essere ammessa al corso di laurea cui aspira.
In via gradata, ha chiesto il risarcimento del danno in forma generica, derivante dalla perdita di chance per il doppio sbarramento del completamento degli studi e del reperimento di un posto di lavoro da medico, oltre i costi sostenuti per la partecipazione alla prova.
Con successivi motivi aggiunti ha quindi impugnato il D.M. n.50/2016, con cui gli scorrimenti delle graduatorie sono stati chiusi alla data del 15 febbraio 2016 pur a fronte, secondo quanto affermato da parte ricorrenti di posti ancora “vacanti e disponibili”. 
Con il ricorso in epigrafe parte ricorrente espone di aver partecipato alla prova di ammissione ai corsi programmati di medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, per l'anno accademico 2015/2016, sostenendo il test d'accesso presso l'Ateneo in epigrafe indicato. 
La procedura concorsuale, ad avviso di parte ricorrente, sarebbe affetta da svariati profili di illegittimità, sia in relazione a profili attinenti le modalità di svolgimento della prova che avrebbero determinato la violazione del principio dell’anonimato, sia in quanto pur avendo parte ricorrente conseguito un punteggio superiore alla soglia minima di idoneità prevista dall’art. 10, comma 1, del D.M. 3 luglio 2015, n. 463 (20 punti), in mancanza dei profili di illegittimità denunziati, parte ricorrente avrebbe potuto conseguire un punteggio superiore.
In via gradata, ha chiesto il risarcimento del danno in forma generica, derivante dalla perdita di chance per il doppio sbarramento del completamento degli studi e del reperimento di un posto di lavoro da medico, oltre i costi sostenuti per la partecipazione alla prova.
Con successivi motivi aggiunti ha quindi impugnato il D.M. n.50/2016, con cui gli scorrimenti delle graduatorie sono stati chiusi alla data del 15 febbraio 2016 pur a fronte, secondo quanto affermato da parte ricorrenti di posti ancora “vacanti e disponibili”. 
Nell’odierna udienza, parte ricorrente ha evidenziato la propria intenzione di rinunziare all’azione, avendo sostenuto e superato il test in anni successivi a quello in oggetto. 
Tanto premesso, ai sensi degli artt.35 comma 2 lett.c) e 84 c.p.a., va dichiarata l’estinzione del giudizio. 
Le spese di lite possono essere compensate.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso principale e sui motivi aggiunti, li dichiara estinti. 
Compensa spese. 
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 dicembre 2017 con l'intervento dei magistrati:
Riccardo Savoia, Presidente
Maria Cristina Quiligotti, Consigliere
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere, Estensore
Pubblicato il 11/01/2018