#4421 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 6 novembre 2018, n. 2295

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Data Documento: 2018-11-06
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

L’ articolo 4, comma 2 bis, legge 17 agosto 2005, n. 168, prevede che “conseguono ad ogni effetto l’abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono, i candidati in possesso dei titoli per partecipare al concorso, che abbiano superato le prove d’esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l’ammissione o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito dei provvedimenti giurisdizionali o di autotutela”.

Contenuto sentenza
N. 02295/2018 REG.PROV.COLL.
N. 11261/2009 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Stralcio)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 11261 del 2009, proposto da
Laura Anselmo, rappresentata e difesa dall'avvocato Michele Bonetti, con domicilio digitale ex art. 25 cpa nonché in Roma, via S. Tommaso D'Aquino, 47;
contro
Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma non costituita in giudizio;
nei confronti
Maria Antonietta Bisignani e Martina Tarantini non costituite in giudizio;
per l'annullamento
del bando del concorso per l'ammissione al corso di laurea in "Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica" anno accademico 2009/2010 nonché di tutti gli atti presupposti nella parte in cui non permettono l’immatricolazione della ricorrente al corso di studi;
della graduatoria di concorso e dei successivi scorrimenti, nella parte in cui non permettono l’ammissione al corso di studi della ricorrente;
di tutti gli atti presupposti e successivi, compreso il diniego tacito all’iscrizione e alla frequenza;
nonché all’accertamento del diritto all’iscrizione e alla immatricolazione presso l’Università Cattolica degli Studi del Sacro Cuore di Roma di cui è causa.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza smaltimento del giorno 21 settembre 2018 il dott. Filippo Maria Tropiano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
La ricorrente ha incardinato il presente ricorso innanzi all’intestato TAR al fine di sentir annullare gli atti della procedura de qua e sentir dichiarare il proprio diritto di essere ammessa al corso di laurea in “Tecniche della riabilitazione psichiatrica” - presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (anno accademico 2009-2010).
L’istante ha articolato vari motivi di diritto dai quali si evincerebbe l’illegittimità dell’operato posto in essere dall’Università.
L’Ateneo non si è costituito in giudizio.
Con ordinanza n. 297/2010, il Collegio ha accolto la domanda cautelare.
La causa è stata quindi chiamata all’udienza pubblica del 21 settembre 2018 e ivi trattenuta in decisione.
Tanto sinteticamente premesso in fatto, deve rilevarsi che, all’esito dell’ordinanza cautelare di accoglimento, la ricorrente si è immatricolata nel corso di laurea in rilievo e ha sostenuto tutti gli esami contemplati dal piano di studi, sostenendo altresì le spese previste e integrandosi nella vita universitaria.
Devono dunque essere condivise le deduzioni difensive esposte dalla difesa della parte istante (segnatamente nella memoria ultima del 19 aprile 2018), laddove si assume che la posizione della esponente si è consolidata, per effetto dell’avvenuta immatricolazione e del positivo superamento degli esami previsti dal corso di laurea dalla data dell’immatricolazione sino ad oggi.
Ne consegue che può essere applicato alla fattispecie in esame il solido orientamento giurisprudenziale secondo cui l’interesse vantato dall’istante si è consolidato in ragione dell’applicazione del principio del fatto compiuto e/o di effettività nonché di quello della buona fede coniugato con il canone di conservazione degli effetti giuridici (così TAR Lazio Roma sentenze nn. 11950/2016, 12514/2016).
Del resto, lo stesso articolo 4 comma 2 bis legge n. 168/2005 prevede che “conseguono ad ogni effetto l’abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono, i candidati in possesso dei titoli per partecipare al concorso, che abbiano superato le prove d’esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l’ammissione o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito dei provvedimenti giurisdizionali o di autotutela”.
Principi esattamente declinabili nel caso di cui è controversia.
Invero, in forza dell’ordinanza cautelare di accoglimento emessa dal Tar, la ricorrente è stata ammessa a frequentare il corso di laurea de qua; successivamente la medesima ha superato gli esami di profitto previsti per il primo anno cui il test era preordinato ad accedere, ottenendo valutazioni positive e conseguendo il titolo per cui aveva concorso.
Deve dunque essere applicato il riferito criterio sostanzialista secondo cui l’avvenuta iscrizione e l’avvenuto superamento degli esami comporta ormai il consolidamento della posizione giuridica vantata dalla parte esponente.
In ragione delle sovraesposte argomentazioni, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ferma restando l’immatricolazione ed il consolidamento della posizione acquisita in capo alla deducente.
Sussistono i presupposti di legge per compensare le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Stralcio), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ferma restando l’immatricolazione e il consolidamento della posizione acquisita nei termini di cui in motivazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 21 settembre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Giuseppe Sapone, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere
Filippo Maria Tropiano, Primo Referendario, Estensore
Pubblicato il 06/11/2018