#4406 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 6 novembre 2018, n. 10658

Abilitazione scientifica nazionale-Criteri di valutazione

Data Documento: 2018-11-06
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

In tema di abilitazione scientifica nazionale, il legislatore ha dettato parametri oggettivi, puntualizzati in via regolamentare, in grado di consentire un percorso di verifica giudiziale più stringente, in ordine al discostamento o meno dagli stessi, di modo che – ove i titoli e l’impatto della produzione scientifica risultino positivamente riscontrati – non può non ravvisarsi l’esigenza di una motivazione particolarmente accurata per negare il richiesto titolo abilitante, risultando i soggetti interessati già inseriti, ad un livello sotto diversi profili adeguato, nel settore scientifico di riferimento (poichè i parametri in questione – benchè formulati in termini quantitativi – sono anche espressione di un determinato spessore della figura professionale di riferimento) .

Contenuto sentenza
N. 10658/2018 REG.PROV.COLL.
N. 05814/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 5814 del 2017, proposto da
Fabio Monzani, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonio Alberto Azzena, Francesco Monceri, e Nicola Colombini, con domicilio eletto presso la Segreteria della III sezione del TAR del Lazio in Roma, via Flaminia 189;
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato e presso la medesima domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Miur - Direzione Generale Universita' Studenti Dsu, Commissione Valutazione Conseguimento Asn 06/B1 non costituiti in giudizio;
nei confronti
Marcello Arca, Marcello Barazzoni non costituiti in giudizio;
per l'annullamento
del giudizio formulato dalla Commissione esaminatrice, di inidoneità del Professore Prof. Fabio Monzani al conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di I fascia per il settore concorsuale 06/B1, Medicina Interna, I quadrimestre 2016, indetta con Bando D.D. MIUR n.1532 del 2016, di cui agli atti apparsi in data 06 aprile 2017 sul sito MIUR-ASN
- dei verbali tutti della Commissione e dei loro allegati, nonché del giudizio collegiale e di quelli individuali espressi dalla Commissione; nonché della comunicazione della predetta valutazione negativa come sopra pubblicata; di ogni ulteriore atto, connesso, presupposto e conseguente, ancorché incognito al ricorrente;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 31 ottobre 2018 la dott.ssa Gabriella De Michele e uditi per le parti i difensori per la parte ricorrente l'Avv. F. Monceri e per l'Amministrazione resistente l'Avvocato dello Stato Pasquale Pucciariello.;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
E’ sottoposta all’esame del Collegio una questione di mancato riconoscimento dell’abilitazione scientifica nazionale, in base alla peculiare procedura prevista dall’art. 16 della legge n. 240 del 30 dicembre 2010 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e di reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario). Tale procedura è disciplinata anche dal regolamento attuativo, approvato con d.P.R. n. 222 del 14 settembre 2011, come modificato con d.P.R. n. 95 del 4 aprile 2016, nonché dal regolamento recante criteri e parametri per la valutazione, oggetto di decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 120 del 7 giugno 2016, oltre che dal bando di selezione.
I limiti del sindacato di legittimità su atti, che, come quelli in esame, costituiscano espressione di discrezionalità tecnica, sono ormai oggetto di giurisprudenza consolidata, anche per quanto riguarda la linea evolutiva, secondo cui può ritenersi censurabile ogni valutazione che si ponga al di fuori dell'ambito di esattezza o attendibilità, quando non appaiano rispettati parametri tecnici di univoca lettura, ovvero orientamenti già oggetto di giurisprudenza consolidata, o di dottrina dominante in materia. (cfr. in termini: Cons. Stato, sez IV, 13 ottobre 2003, n. 6201, nonchè Cons. Stato, sez. VI, 12 giugno 2015, n. 2888; 27 maggio 2014, n. 3357; 16 aprile 2012, n. 2138; 18 novembre 2008, n. 694; TAR Lazio, Roma, sez. III, 4 agosto 2016, n. 9086).
Per quanto riguarda la più recente disciplina, vigente in tema di abilitazione scientifica nazionale, il legislatore ha dettato parametri oggettivi, puntualizzati in via regolamentare, in grado di consentire un percorso di verifica giudiziale più stringente, in ordine al discostamento o meno dagli stessi, di modo che – ove i titoli e l’impatto della produzione scientifica risultino positivamente riscontrati – non può non ravvisarsi l’esigenza di una motivazione particolarmente accurata per negare il richiesto titolo abilitante, risultando i soggetti interessati già inseriti, ad un livello sotto diversi profili adeguato, nel settore scientifico di riferimento (poichè i parametri in questione – benchè formulati in termini quantitativi – sono anche espressione di un determinato spessore della figura professionale di riferimento) .
Nel citato regolamento n.120 del 2016 si richiede in particolare, all’art. 5, che il candidato possieda almeno tre titoli fra quelli (non meno di sei) scelti dalla Commissione nell’elenco di cui all’allegato “A” al regolamento stesso; detto candidato, inoltre, deve superare almeno due su tre “valori soglia”, rapportati al numero di pubblicazioni su determinate categorie di riviste e alle citazioni registrate – in ordine alla relativa produzione scientifica – su specifiche banche dati internazionali (cfr. allegato “C” reg. cit); conclusivamente, quindi, l’abilitazione di cui trattasi potrà essere rilasciata – sulla base di cinque giudizi individuali (tre almeno dei quali positivi) e di un giudizio finale a carattere collegiale – solo ai candidati che, oltre a possedere i tre titoli di cui sopra, ottengano (art. 6 reg. cit.) una valutazione positiva sull’impatto della propria produzione scientifica e le cui pubblicazioni siano valutate complessivamente di qualità “elevata”, come definita nell’allegato “B” al medesimo regolamento (“si intende per pubblicazione di qualità elevata una pubblicazione che, per il livello di originalità e rigore metodologico e per il contributo che fornisce al progresso della ricerca, abbia conseguito o è presumibile che consegua un impatto significativo nella comunità scientifica di riferimento, a livello anche internazionale”). Ulteriori precise disposizioni indicano il numero di pubblicazioni da produrre, gli anni di riferimento e alcune diversificazioni per le valutazioni, da riferire alla I^ o alla II^ fascia di docenza. In particolare, per le funzioni di professore di prima fascia, l’art. 3, comma 2, lettera a) del citato decreto ministeriale n. 120 del 2016 richiede che la “piena maturità scientifica del candidato” sia “attestata dall’importanza delle tematiche scientifiche affrontate e dal raggiungimento di risultati di rilevante qualità e originalità, tali da conferire una posizione riconosciuta nel panorama anche internazionale della ricerca”.
Nel caso di specie, l’abilitazione di cui trattasi è stata negata per la prima fascia del settore disciplinare 06/B1, Medicina Interna, con cinque giudizi individuali negativi e conforme giudizio collegiale, pur essendo stati rilevati sia il possesso di quattro titoli curriculari, sui sei scelti dalla Commissione, sia il raggiungimento dei tre valori-soglia. Complessivamente, tuttavia, la Commissione ha ritenuto che il candidato non avesse un profilo scientifico atto a conferirgli l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di Professore universitario di prima fascia. Al riguardo, dal giudizio collegiale emerge che “il candidato pare avere avuto un ruolo significativo in tutte le pubblicazioni essendo primo od ultimo autore in tutte, ma la collocazione editoriale è mediamente su riviste di non elevata quotazione internazionale, come confermato dal modesto Impact Factor medio degli ultimi 5 anni”.
Tali conclusioni sono contestate nell’impugnativa (n. 5814/2017), in quanto la Commissione non avrebbe mosso alcuna censura in ordine alla qualità delle pubblicazioni della parte ricorrente, limitandosi a contestarne la collocazione editoriale.
Al rilievo su tale collocazione (peraltro contraddetta dal ricorrente con puntuali argomentazioni, non confutate dalla parte resistente) non si affianca poi un adeguato giudizio – richiesto in ogni caso, in termini di originalità e rigore metodologico – circa il carattere elevato, o meno, delle pubblicazioni stesse, tendo conto del relativo contenuto, mentre se ne riconosce la coerenza con il settore concorsuale, così come si individua il “ruolo significativo” del medesimo ricorrente nella relativa redazione, quale primo o ultimo autore.
In tale contesto il Collegio ha ravvisato i presupposti per emettere sentenza in forma semplificata e, previo rituale avviso alle parti, ha trattenuto l’impugnativa in decisione, rilevandone la fondatezza.
Appaiono meritevoli di accoglimento ed assorbenti, infatti, le censure di contraddittorietà dei giudizi individuali, difetto di istruttoria e carenza di motivazione.
A fronte del pieno raggiungimento dei titoli curriculari e dei valori-soglia, infatti, i giudizi appaio eccessivamente scarni e non del tutto coerenti: uno dei commissari (Bonini) rileva il mancato possesso dei tre titoli curriculari (che nel giudizio collegiale e negli altri giudizi individuali si confermano, invece, in numero di quattro) e nega il carattere elevato delle pubblicazioni in modo del tutto apodittico; due altri commissari (Grassi e Nuti) non ravvisano il “ruolo preminente del candidato nelle pubblicazioni stesse” (ruolo riconosciuto, viceversa, nel giudizio collegiale, senza comunque che, in quest’ultimo, si faccia cenno di tali discrasie e si operi una motivata sintesi). Quanto sopra, in un contesto valutativo che appare frettoloso e impreciso, tanto da non consentire in alcun modo di comprendere le ragioni delle valutazioni espresse, anche al di là delle segnalate contraddizioni.
Per le ragioni esposte, in conclusione, il Collegio ritiene che il ricorso sia fondato e debba essere accolto, con assorbimento delle ragioni difensive non esaminate e conseguente annullamento del contestato giudizio di inidoneità.
Ai sensi dell’art. 34, comma 1, lettera e) del d.lgs. n. 104/2010, il Collegio stesso ritiene che, in esecuzione della presente sentenza, la posizione dell’interessato debba essere riesaminata da parte di una Commissione in diversa composizione, entro il termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione in via amministrativa della presente pronuncia, ovvero dalla sua notificazione se antecedente. Le spese di giudizio seguono la regola della soccombenza, nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto:
- annulla il provvedimento che ha giudicato inidoneo il ricorrente;
- ordina all’Amministrazione di rivalutare l’interessato entro 60 (sessanta) giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza;
- condanna il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e delle Ricerca al pagamento delle spese di giudizio in favore del ricorrente, che liquida complessivamente in € 1.000,00 (mille/00) oltre I.V.A. e C.P.A.. Contributo unificato a carico anch’esso della parte resistente, ai sensi dell’art. 13, comma 6-bis 1, del d.P.R. n. 115 del 2002.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 31 ottobre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente, Estensore
Vincenzo Blanda, Consigliere
Achille Sinatra, Consigliere
Pubblicato il 06/11/2018