#3415 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 5 luglio 2017, n. 7805

Abilitazione scientifica nazionale-Commissione esaminatrice-Valutazione pubblicazioni-Codice identificativo

Data Documento: 2017-07-05
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Ai sensi dell’art. 4, comma 4, del Decreto Direttoriale M.I.U.R.  28 gennaio 2013, n. 161, le pubblicazioni scientifiche rilevanti ai fini del conseguimento dell’abilitazione (ed ancor prima delle cd. “mediane”) sono quelle pubblicate fino alla data di presentazione della domanda e che, ai predetti fini, la circostanza che le pubblicazioni di cui in precedenza siano prive del codice identificativo nelle banche dati di riferimento e dei codici standard internazionali di identificazione non assume valenza dirimente ove presenti sulla pagina del M.I.U.R. CINECA e nella banca dati Scopus e comunque dichiarati al momento di presentazione della domanda.

Contenuto sentenza
N. 07805/2017 REG.PROV.COLL.
N. 02870/2015 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2870 del 2015, integrato da motivi aggiunti, proposto da: 
Paola Gianguzza, rappresentata e difesa dagli avvocati Maria Beatrice Miceli e Giuliana Ardito, con domicilio eletto presso lo studio Maria Beatrice Miceli in Roma, via A. Stoppani n. 1; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12; 
per l'annullamento
con il ricorso introduttivo
del giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di II fascia, settore concorsuale 05/C1 -ecologia, tornata 2013, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti;
con il ricorso per motivi aggiunti
dell’atto di conferma del giudizio di non idoneità all’abilitazione;
eper la condannadell’Amministrazione al risarcimento del danno conseguente.
Visti il ricorso, il ricorso per motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 14 marzo 2017 la dott.ssa Maria Cristina Quiligotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Con il ricorso introduttivo la dott.ssa Paola Gianguzza ha impugnato il provvedimento con il
quale la Commissione di valutazione per l'abilitazione scientifica nazionale per il settore concorsuale 05/Cl (Ecologia) alla I e H fascia dei professori universitari ha ritenuto di non attribuire alla medesima l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di seconda fascia per il suddetto settore concorsuale nonché il giudizio collegiale espressodalla predetta Commissione e i giudizi individuali espressi dai singoli componenti la stessa.
La ricorrente ha dedotto l’illegittimità degli atti impugnati per i seguenti motivi di censura:
- dalla lettura del c.d. "giudizio collegiale" emerge che la ricorrente non ha conseguito l’abilitazione in quanto“non ha superato i valori richiesti dalla commissione per gli indicatori bibliometrici relativi alla seconda fascia....";
- l'analisi degli indicatori redatta dal M.I.U.R., ritenuta affidabile dalla Commissione Giudicatrice e tenuta in considerazione al fine della valutazione della ricorrente non corrisponde alla effettiva situazione della candidata al momento della presentazione della domanda;
- ai sensi dell’art. 4, comma 4, del Decreto Direttoriale M.I.U.R. n. 161 del 28.01.2013, le pubblicazioni scientifiche rilevanti ai fini del conseguimento dell'abilitazione (ed ancor prima delle cd. "mediane") sono quelle pubblicate fino alla data di presentazione della domanda, anche se prive del codice identificativo nelle banche dati di riferimento e dei codici standard internazionali di identificazione;
- la ricorrente unitamente alla domanda di partecipazione, ha presentato il proprio curriculum corredato da n.22 pubblicazioni (già presenti sulla pagina del MIUR. ONECA) e, tuttavia, ha evidenziato che i primi 4 lavori erano stati pubblicati on-line e che ISI Web of Science non li riportava e, pertanto, non aveva assegnato il codice di riferimento, mentre gli articoli erano già presenti su SCOPUS con il relativo codice;
- la mancata considerazione dei predetti quattro ulteriori lavori, invero già conoscibili e valutabili dalla Commissione (perché presenti sulla pagina del M.I.U.R. CINECA e sulla banca dati Scopus) e comunque dichiarati al momento di presentazione della domanda (e dunque in possesso della ricorrente al momento della presentazione della domanda di partecipazione in coerenza con le disposizioni sopra calendate), ha determinato l'erroneo convincimento che la ricorrente non avesse superato due mediane su tre;
- la ricorrente, alla data della presentazione della domanda, aveva abbondantemente superato due mediane su tre: 24 pubblicazioni (22 pubblicazioni normalizzate per il valore 1.09) contro la mediana Prof. Associati di 21.5 (mediana superata di 2.5 punti) e 23.91 citazioni SCOPUS-/24.73 citazioni ISI WoK, contro la mediana Prof. Associati di 15.77;
- vi è un precedente nei termini di cui alla sentenza della sezione n.13147 del 29.12.2014, in relazione all'espletamento della procedura di abilitazione nazionale per professori di prima fascia nel settore concorsuale 05/B1 - zoologia per l'anno 2012;
- disparità di trattamento e della contraddittorietà in quanto dall'elenco delle pubblicazioni dei titoli della dott.ssa Salvatrice Vizzini - che ha partecipato alla procedura per il conseguimento dell'ASN per la prima fascia dello stesso settore della ricorrente e che è coredattrice di due delle quattro pubblicazioni non considerate per la dott.ssa Gianguzza dalla Commissione nella procedurain esame - emerge che i predetti quattro ulteriori lavori sono stati valutati positivamente per il conseguimento dell'abilitazione per la prima.
Il M.I.U.R. si è costituito in giudizio in data 31.3.2015 e ha depositato documentazione in data 3.4.2015.
Con il ricorso per motivi aggiunti del 16.4.2015 la ricorrente ha impugnato il provvedimento di cui alla nota del M.I.U.R. prot. n. 1871 del 16.2.2015 con il quale l’amministrazione ha dato riscontro al suo atto di invito del 12.12.2014 confermando il giudizio già reso e impugnato con il ricorso introduttivo del presente giudizio, del quale la stessa ha dedotto l’illegittimità in via derivata.
Con l’ordinanza n. 2193/2015 è stata respinta l’istanza di sospensione degli atti impugnati ed è stata fissata la p.u. del 5.5.2016.
La ricorrente ha depositato memoria di replica in data 16.4.2016 e documenti integrativi in data 1.6.2016.
Alla p.u. del 5.5.2016 la causa è stata rinviata alla p.u. del 14.7.2016 e, con l’ordinanza interlocutoria n. 9041/2016, è stato rilevato che alcuni atti del giudizio non sono stati rinvenuti nel fascicolo e che inoltre gli stessi risultavano prodotti in formato solo cartaceo e che i medesimi andavano altresì inoltrati anche in via informatica, ex art.136, comma 2 c.p.a., è stato richiesto alle parti, ciascuna per l’ambito di propria competenza, ai sensi dell’art.5, comma 5, all.2 c.p.a., di produrre copia degli atti summenzionati, in formato cartaceo e digitale, con relative dichiarazioni di conformità agli originali con rinvio alla p.u. del 20.10.2016 e successivamente d’ufficio alla p.u. del 14.3.2017.
L’ordinanza di cui sopra è stata quindi adempiuta da parte della ricorrente in data 14.9.2016.
Alla pubblica udienza del 14 marzo 2017 il ricorso è stato trattenuto per la decisione alla presenza dei difensori delle parti come da sperato verbale di causa.
Il ricorso è fondato e merita accoglimento per le considerazioni di cui di seguito.
Il c.d. "giudizio collegiale" dispone testualmente che "I titoli posseduti e le pubblicazioni scientifiche prodotte dalla candidata Gianguzza Paola non risultano sufficientemente corrispondenti ai criteri e ai parametri stabiliti per la seconda fascia e riportati nel verbale preliminare. In particolare, la candidata non ha superato i valori richiesti dalla commissione per gli indicatori bibliometrici relativi alla seconda fascia....".
Il giudizio individuale del prof. Antonio Rolando, il quale rileva in particolar modo in quanto unico giudizio in cui vengono svolte in modo più diffuso le argomentazioni sulla base delle quali poi la Commissione ha proceduto nei confronti della ricorrente, dispone testualmente che “… la candidata risulta avere superato solo un valore … l’abilitazione può essere conseguita solo dai candidati che superano i valori soglia per almeno due indicatori … pur esprimendosi apprezzamento per l’attività svolta, non può essere attribuita l’abilitazione nazionale …”.
Dalla lettura del giudizio collegiale reso da parte della Commissione nei confronti della ricorrente emerge, pertanto, con evidenza che il giudizio negativo è stato reso sotto l’assorbente profilo del mancato raggiungimento delle cd. mediane nel numero previsto per il settore concorsuale di riferimento.
Quanto al secondo indicatore di cui alla nota del M.I.U.R. di cui al prot. n. 1871/2015 - che è stata impugnata con il ricorso per motivi aggiunti -e relativo alle citazioni normalizzate, nella medesima nota si dà atto dell’intervenuto superamento dello stesso da parte della ricorrente.
Quanto, invece, al mancato raggiungimento del primo indicatore di cui alla nota del M.I.U.R. prot. n. 1871/2015, si rileva che l’amministrazione ribadisce che le quattro pubblicazioni di cui trattasi non potevano rientrare nel conteggio degli indicatori in quanto, da quanto risultante dalle banche dati ufficiali, sono stati pubblicati soltanto in data successiva alla pubblicazione del bando della procedura di cui trattasi.
E, tuttavia, al riguardo non possono se non rilevare con valenza decisiva in senso favorevole alla ricorrente le argomentazioni svolte sul punto nel ricorso introduttivo, per come comprovate negli atti del presente giudizio, nonché le considerazioni e le conclusioni cui si è pervenuti nel precedente della sezione richiamato in ricorso e di cui alla sentenza n. n.13147 del 29.12.2014, che tratta diffusamente il punto giuridico in contestazione in questa sede.
Nella sostanza - premesso che è stata proprio la mancata considerazione dei predetti quattro ulteriori lavori, invero già conoscibili e valutabili dalla Commissione che ha determinato l'erroneo convincimento che la ricorrente non avesse superato due mediane su tre - atteso che,
ai sensi dell’art. 4, comma 4, del Decreto Direttoriale M.I.U.R. n. 161 del 28.01.2013, le pubblicazioni scientifiche rilevanti ai fini del conseguimento dell'abilitazione (ed ancor prima delle cd. "mediane") sono quelle pubblicate fino alla data di presentazione della domanda e che, ai predetti fini, la circostanza che le pubblicazioni di cui in precedenza siano prive del codice identificativo nelle banche dati di riferimento e dei codici standard internazionali di identificazione non assume valenza dirimente ove presenti sulla pagina del M.I.U.R. CINECA e nella banca dati Scopus e comunque dichiarati al momento di presentazione della domanda - e la ricorrente ha presentato, unitamente alla domanda di partecipazione, il proprio curriculum corredato da n.22 pubblicazioni, evidenziando, altresì, che i primi 4 lavori erano stati pubblicati on-line e che ISI Web of Science non li riportava e, pertanto, non aveva assegnato il codice di riferimento, mentre gli articoli erano già presenti su SCOPUS con il relativo codice - il ricorso è fondato e merita accoglimento.
Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo che segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza bis), definitivamente pronunciando sui ricorsi introduttivo e per motivi aggiunti, come in epigrafe proposto, li accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.
Condanna il MIUR al pagamento in favore della ricorrente delle spese del presente giudizio che liquida in complessivi euro 2.500,00 (duemilacinquecento/00), oltre accessori di legge se dovuti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 marzo 2017 con l'intervento dei magistrati:
Riccardo Savoia, Presidente
Maria Cristina Quiligotti, Consigliere, Estensore
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere 
Pubblicato il 05/07/2017