#4390 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 30 novembre 2018, n. 11639

Abilitazione scientifica nazionale - Commissioni giudicatrici-Composizione

Data Documento: 2018-11-30
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Sebbene la nuova disciplina introdotta dal d.P.R. 4 aprile 2016, n. 95, non preveda più fra i cinque membri della commissione nazionale la presenza di un docente universitario di un paese aderente all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) diverso dall’Italia, non può escludersi che detto studioso possa invece essere individuato quale esperto revisore esterno. Tanto più che l’art. 16, comma 3, lett. i) della Legge 30 dicembre 2010, n. 240, in tema di nomina dell’esperto revisore, non prevede alcuna limitazione circa la nazionalità del soggetto da individuare, limitandosi a specificare che lo stesso debba essere in possesso delle caratteristiche per la iscrizione nelle liste da cui sorteggiare i commissari.

Contenuto sentenza
N. 11639/2018 REG.PROV.COLL.
N. 05758/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 5758 del 2017, proposto da
Rosa Daniela Grembiale, rappresentata e difesa dagli avvocati Claudio Larussa, Massimo Gimigliano, Federico Dinelli e Giuliano Gruner, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia presso lo studio dell’avv. Giuliano Gruner in Roma, via Dandolo, 19a;
contro
Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato e presso il medesimo domiciliato in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Commissione Giudicatrice Concorso non costituito in giudizio;
nei confronti
Loreto Lancia, rappresentato e difeso dagli avvocati Domenico Iaria e Francesco Alvaro, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, corso V. Emanuele II, 18;
Julita Sansoni, Lancia Loreto, Marco Tomietto e Alberto Lucchini non costituiti in giudizio;
per l'annullamento
a) del provvedimento finale d'approvazione degli atti del giudizio di Abilitazione Scientifica Nazionale (Bando D.D. 29 luglio 2016 n.1532, con il quale è stata avviata la relativa procedura) a Professore universitario di I fascia, Settore Concorsuale 06/M1 - Igiene Generale Applicata - Scienze Infermieristiche e Statistica Medica, pubblicato nel sito del Ministero dedicato in data 4 aprile 2017. Con detto provvedimento la ricorrente è stata ritenuta non idonea alla abilitazione scientifica nazionale a professore universitario di prima fascia settore concorsuale 06/M1 di cui sopra con il giudizio finale “Abilitato” “No”;
b) del giudizio collegiale e dei giudizi individuali con i quali la Commissione stessa ha dichiarato non idonea la ricorrente a professore di prima fascia;
c) dei verbali e delle relazioni finali relative ai lavori della predetta Commissione;
d) di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguenziale.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca e di Loreto Lancia;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2018 il dott. Vincenzo Blanda e uditi per la ricorrente l'Avv. F. Dinelli, l'Avv. D. Iaria per Lancia loreto, e solo nella chiamata preliminare, il Procuratore dello Stato M. De Vergori.
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Considerato che sussistono i presupposti di cui all'art. 71 bis del CPA per procedere all'esame in camera di consiglio della presente controversia e a definire il ricorso con una sentenza in forma semplificata:
- che si tratta di procedura abilitativa per titoli e pubblicazioni, ex art.16, comma 3, della Legge n.240 del 2010;
- che, a fronte di una cornice legislativa rimasta immutata, sono stati introdotti, come disciplina regolamentare in relazione alle nuove tornate, in sostituzione dei pregressi D.P.R. n.222 del 2011 e D.M. n.76 del 2012, il D.P.R. n.95 del 2016 e il D.M. n. 120 del 2016;
- che, nello specifico, ai fini abilitativi viene ora richiesto, per l'impatto della produzione scientifica, il raggiungimento di almeno due valori-soglia su tre degli indicatori, per i titoli, il possesso di almeno tre tra quelli individuati dalla Commissione, per le pubblicazioni, la qualità nel complesso elevata delle stesse (cfr. artt.4, 5, 6, all.A, B, C, D del D.M. n.120 del 2016);
- che, tanto premesso, il ricorso risulta infondato posto che i giudizi elaborati dalla Commissione non risultano inficiati dai vizi dedotti dalla ricorrente;
- che sono infondati i primi due motivi di ricorso, con cui il ricorrente denunzia la nomina come esperto revisore della Prof.ssa Barbara J. Reigel della University of Pennsylvania in seguito alla precedente indicazione dell'esperto nella persona della Prof.ssa De Marinis;
- che infatti l'esame del curriculum della Prof.ssa Maria De Marinis da parte Commissione ha evidenziato che, pur presentando indicatori al di sopra dei valori-soglia contemplati per i candidati aspiranti sia alla II che alla I fascia, la professoressa non avrebbe potuto raggiungere i valori-soglia previsti per gli aspiranti Commissari per il settore concorsuale 06/M1;
- che, come riferito dalla stessa Commissione nel verbale n.4 del 26.1.2017, non vi sono professori ordinari del SSD MED/45 nella lista degli aspiranti Commissari;
- che quindi la Commissione, dopo aver preso visione della lista degli aspiranti Commissari dei paesi OCSE della scorsa tornata dell'Abilitazione Scientifica Nazionale, ha proposto come esperto revisore la Prof.ssa Barbara J. Riegel, in quanto in possesso degli indicatori bibliometrici più elevati;
- che la individuazione del predetto docente da parte della Commissione del Settore Concorsuale 06/M1 ai fini della acquisizione del parere pro-veritate ai sensi dell'art. 16, comma 3, lettera i) della legge 240/2010 appare giustificata dalla impossibilità, con riferimento alla procedura in oggetto, di individuare l’esperto revisore tra i professori ordinari in servizio presso Università italiane iscritti nell’elenco dei docenti sorteggiabili per far parte della commissione nazionale, posto che fra questi non figuravano professori del SSD MED/45 in possesso dei requisiti di qualificazione (indicatori bibliometrici) necessari (primo motivo);
- che, sebbene la nuova disciplina introdotta dal d.P.R. n. 95/2016 non preveda più fra i cinque membri della commissione nazionale la presenza di un docente universitario di un paese aderente all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) diverso dall’Italia, non può escludersi che detto studioso possa invece essere individuato quale esperto revisore esterno. Tanto più che l’art. 16, comma 3, lett. i) della Legge n. 240/2010, in tema di nomina dell’esperto revisore, non prevede alcuna limitazione circa la nazionalità del soggetto da individuare, limitandosi a specificare che lo stesso debba essere in possesso delle caratteristiche per la iscrizione nelle liste da cui sorteggiare i commissari (secondo motivo);
- che in relazione alla valutazione da parte della Commissione anche le pubblicazioni presenti su banche dati specifiche quali “CINAHL”, “ERIC” o “PsycINFO”, prive di indicatore bibliometrico (che secondo la ricorrente sarebbe in contrasto con l’art. 2 del D.M. 602/2016, che imporrebbe di valutare, ai fini del riscontro dei “valori-soglia”, unicamente la produzione scientifica dei candidati presente nelle banche dati internazionali “Scopus” e “web of Science - Core Collection), la censura deve ritenersi inammissibile sotto il profilo della carenza di interesse, in quanto l’istante, che ha superatole tre mediane, non trarrebbe alcun vantaggio dall’accoglimento del motivo (terzo mezzo);
- che in relazione al contestato giudizio di non coerenza delle pubblicazioni dell’istante con le materie attinenti al SSD MED/45 all’interno del settore concorsuale 06/M1, non è possibile entrare nel merito delle valutazioni formulate dalla Commissione, in quanto il giudizio espresso dalla medesima costituisce tipica valutazione tecnico-discrezionale, sindacabile e dunque censurabile solo in ipotesi di evidenti e macroscopici vizi di illogicità, incongruenza, contraddittorietà, irragionevolezza che non ricorrono nel caso di specie (quarto mezzo);
- che le predette considerazioni possono essere estese al quinto mezzo con il quale si deduce la contraddittorietà del giudizio della Commissione, per aver la stessa valutato positivamente l’impatto della sua produzione scientifica, negandole l’abilitazione, tenuto conto che l’impatto delle pubblicazioni scientifiche misurato dagli indicatori bibliometrici costituisce aspetto diverso da quello attinente alla pertinenza delle medesime pubblicazioni con il settore di riferimento.
Rilevato, infine, che assume carattere dirimente in relazione all’impugnato diniego di abilitazione la circostanza che la ricorrente risulta in possesso di uno solo dei titoli previsti ai fini dell'abilitazione (rispetto alla soglia dei tre considerati come necessari), e che ogni censura in punto di ascrizione dei suddetti titoli a categorie diverse da quelle per cui la ricorrente ha chiesto la valutazione indurrebbero il Collegio ad una inammissibile sostituzione alla Commissione rispetto alla attività discrezionale valutativa riservata a quest'ultima;
- che, a tale riguardo non risultano specificate e convincenti del contrario le deduzioni contenute nel ricorso e nella memoria della ricorrente;
- che dunque il mancato possesso di almeno tre tra quelli individuati dalla Commissione determina ex lege la non abilitazione del candidato, per cui non assumono rilievo le censure in ordine alla estrema similitudine dei giudizi individuali dei commissari (sesto mezzo);
Considerato, in base alle predette considerazioni, che il ricorso può essere respinto.
Le spese del giudizio seguono la regola della soccombenza nella misura indicata nel dispositivo con parziale compensazione.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio in favore del controinteressato costituito in giudizio Lancia Loreto, nella misura di € 1.000,00 (mille/00) oltre IVA, CPA e oneri dovuto per legge, le compensa nei confronti del MIUR.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere, Estensore
Achille Sinatra, Consigliere
Pubblicato il 30/11/2018