#4389 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 3 novembre 2018, n. 11685

Abilitazione scientifica nazionale-Rinnovo valutazione

Data Documento: 2018-11-03
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

In materia di abilitazione scientifica nazionale, l’accoglimento dell’impugnativa non implica immediato perseguimento del bene della vita, ma solo riesame della posizione del ricorrente ad opera di una diversa Commissione, le cui decisioni sono autonome e discrezionali, con effetto, pertanto, non retroattivo.

Contenuto sentenza
N. 11685/2018 REG.PROV.COLL.
N. 06100/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 6100 del 2017, proposto da 
Giovanni Satta, rappresentato e difeso dagli avvocati Pietro Piciocchi e Andrea Manzi, con domicilio eletto presso il secondo in Roma, via F. Confalonieri n. 5; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
previa sospensione,
del provvedimento (di cui non si conoscono gli estremi), pubblicato in data 4 aprile 2017, con il quale il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha negato al Dott. Giovanni Satta l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di seconda fascia – settore concorsuale 13/B2 – Economia e Gestione delle Imprese, richiesta con domanda n. progr. 14863 nell'ambito della “Procedura per il conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia, settore concorsuale 13/B2 – Economia e Gestione delle Imprese”, indetta con Decreto Direttoriale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca n. 1532 del 29 luglio 2016;
dell'atto (di cui pure non si conoscono gli estremi) con il quale la Commissione nazionale per l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia del Settore Concorsuale 13/B2 – Economia e Gestione delle Imprese, nominata con Decreto Direttoriale n. 2448 del 31 ottobre 2016, composta dal Prof. Silvio Brondoni, Prof. Federico Brunetti, Prof. Luca Dezi, Prof. Gian Luca Gregori, Prof.ssa Maria Rosaria Napolitano e costituita presso l'Università degli Studi di Palermo ha espresso giudizio negativo all'abilitazione scientifica nazionale del Dott. Giovanni Satta (doc. n. 1);
del giudizio collegiale della predetta Commissione e dei giudizi individuali espressi dai singoli Commissari e pubblicati sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; di tutti gli atti del procedimento, nella parte in cui sono lesivi degli interessi del ricorrente e, segnatamente, dei verbali della Commissione nazionale per l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia del Settore Concorsuale 13/B2 - Economia e Gestione delle Imprese, nominata con Decreto Direttoriale n. 2448 del 31 ottobre 2016 e, in particolare, (i) del verbale n. 1 del 14 novembre 2016 (doc. n. 2); (ii) del verbale n. 2 del 12 gennaio 2017 (doc. n. 3); (iii) del verbale n. 3 del 12 gennaio 2017 (doc. n. 4); (iv) del verbale n. 4 del 1° febbraio 2017 (doc. n. 5); (v) del verbale n. 5 del 2 febbraio 2017 (doc. n. 6); (vi) del verbale n. 6 del 13 febbraio 2017 (doc. n. 7); (vii) del verbale n. 7 del 21 febbraio 2017 (doc. n. 8); (viii) del verbale n. 8 del 28 marzo 2017 (doc. n. 9); (ix) del verbale n. 9 del 30 marzo 2017 (doc. n. 10); (x) del verbale n. 10 del 1° aprile 2017 (doc. n. 11); (xi) della relazione riassuntiva del 1° aprile 2017 (doc. n. 12); (xii) di tutti gli allegati ai predetti verbali;
di ogni altro atto presupposto, conseguente e/o comunque connesso con la procedura, quand'anche non conosciuto, nella parte in cui sia lesivo degli interessi del ricorrente, ivi compresi, se ed in quanto possa occorrere, degli atti conseguenti;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 novembre 2018 la dott.ssa Gabriella De Michele e uditi per la parte ricorrente l'Avv. P. Caruso in sostituzione dell'Avv. A. Manzi.;
Sentita la stessa parte ricorrente ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
E’ sottoposta all’esame del Collegio una questione di mancato riconoscimento dell’abilitazione scientifica nazionale, in base alla peculiare procedura prevista dall’art. 16 della legge n. 240 del 30 dicembre 2010 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e di reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema
universitario). Tale procedura è disciplinata anche dal regolamento attuativo, approvato con d.P.R. n. 222 del 14 settembre 2011, come modificato con d.P.R. n. 95 del 4 aprile 2016, nonché dal regolamento recante criteri e parametri per la valutazione, oggetto di decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 120 del 7 giugno 2016, oltre che dal bando di selezione.
Nel caso di specie, l’abilitazione di cui trattasi è stata negata all’unanimità per il settore disciplinare 13/B2 – Economia e Gestione delle Imprese – II^ fascia, nonostante il possesso degli almeno tre titoli, tra quelli scelti dalla Commissione, ed il superamento dei tre valori-soglia.
Col ricorso in esame (n. 6100, notificato il 3 giugno 2017 e depositato il 28 giugno 2017) la valutazione negativa in questione era contestata per violazione di legge ed eccesso di potere sotto vari profili; in data 11 settembre 2018, tuttavia, è stata depositata certificazione, attestante il conferimento dell’abilitazione di cui trattasi, per il settore di riferimento.
In tale contesto il Collegio ha ravvisato i presupposti per emettere sentenza in forma semplificata e, previo rituale avviso alle parti, ha trattenuto l’impugnativa in decisione, per rilevarne l’improcedibilità: è appena il caso di ricordare, infatti, che l’interesse a ricorrere deve sussistere sia al momento della domanda giudiziale, sia al momento della valutazione della stessa per la decisione di merito. In materia di abilitazione scientifica nazionale, d’altra parte, anche l’accoglimento dell’impugnativa non implica immediato perseguimento del bene della vita, ma solo riesame della posizione del ricorrente ad opera di una diversa Commissione, le cui decisioni sono autonome e discrezionali, con effetto, pertanto, non retroattivo. E’ quindi evidente che – una volta conseguita l’abilitazione, in una successiva fase concorsuale – non possa più ravvisarsi alcun interesse ad una rivalutazione del ricorrente, finalizzata al perseguimento di una posizione ormai acquisita.
Il Collegio ravvisa pertanto i presupposti per dichiarare l’impugnativa improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse; tenuto conto delle argomentazioni difensive svolte, in ogni caso, il Collegio stesso ritiene che le spese giudiziali possano essere compensate.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara improcedibile; compensa le spese giudiziali.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 28 novembre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente, Estensore
Vincenzo Blanda, Consigliere
Achille Sinatra, Consigliere
 Pubblicato il 03/12/2018