#1219 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 28 settembre 2015, n. 11429

Collocazione degli insegnanti nelle graduatorie–Giurisdizione

Data Documento: 2015-09-28
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Le controversie concernenti la collocazione degli insegnanti nelle graduatorie (permanenti o ad esaurimento) per l’assegnazione degli incarichi di insegnamento rientrano nella giurisdizione ordinaria. Si verte in tema di accertamento di diritti soggettivi di docenti già iscritti e deve ritenersi, pertanto, esclusa la configurabilità di una procedura concorsuale. Infatti, da un lato, si tratta di atti gestori del datore di lavoro pubblico, assunti con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato; dall’altro lato, non è configurabile la procedura concorsuale diretta alla assunzione in un impiego pubblico, per la quale sola vale la regola residuale (e speciale) della giurisdizione del giudice amministrativo.

Contenuto sentenza
N. 11429/2015 REG.PROV.COLL.
N. 16017/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 16017 del 2014, proposto da: 
Polito Pasqualino Alessandro, rappresentato e difeso dall'avv. Isetta Barsanti Mauceri, con domicilio eletto presso Francesca Buccellato in Roma, Via Cosseria, 2, come da procura in atti; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca in persona del Ministro pro tempore, Conservatorio di Musica "Licinio Refice" di Frosinone in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti di
Angelo Concetto Russo, n.c.; 
per l'annullamento
esclusione dalla graduatorie nazionali per l'attribuzione di incarichi per il personale docente delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca e di Conservatorio di Musica "Licinio Refice" di Frosinone;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 17 giugno 2015 il consigliere Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
I. – Con ricorso notificato il 22 dicembre 2014 e depositato il successivo giorno 18, il docente in epigrafe ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa misura cautelare, il suo mancato inserimento nelle Graduatorie nazionali definitive per l'attribuzione di incarichi di insegnamento a tempo determinato nelle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, di cui al il decreto del Ministro per l’Istruzione, Università e ricerca n. 526 del 30 giugno 2014.
Collocato in un primo tempo all’11° posto nella graduatoria di suo interesse provvisoria, il ricorrente ne è stato poi escluso con la motivazione “Carenza del requisito dei tre anni accademici di insegnamento con incarico a tempo determinato o con contratto di collaborazione ai sensi dell’art. 273 del d.lgs. n. 29794 o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o altra tipologia di contratto (art. 2 commi 1, 2 e 3: assenza delle prescritte 125 ore d’insegnamento per anno accademico, di cui all’art. 2 commi 1 e 2 del DM 5262014)”
II. – A tenore del primo motivo contenuto nel ricorso, il provvedimento di esclusione difetterebbe di motivazione.
Per il secondo mezzo, invece, il prof. Polito avrebbe avuto titolo a rientrare in graduatoria, in quanto in possesso di 180 giorni di servizio in uno dei tre anni richiesti, e di 125 ore d’insegnamento negli altri due anni.
Con il terzo motivo il ricorrente denunzia la violazione dell’art. 4 della Costituzione e del suo diritto al lavoro.
Con il quarto, infine, egli torna ad affermare l’illegittimità dell’esclusione patita in ragione del possesso dei requisiti di inclusione in graduatoria, con riferimento alle norme della CEDU ed al diritto alla sicurezza sociale.
III. -Il MIUR si è costituito in giudizio senza depositare memorie.
Con ordinanza n. 6742015 l’istanza cautelare proposta dal ricorrente è stata accolta mediante fissazione, ai sensi dell’art. 55 comma X del c.p.a., dell’udienza di discussione del ricorso per la data del 17 giugno 2015; il Collegio ha altresì disposto integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i docenti in graduatoria cui il ricorso non risultava notificato, mediante pubblici proclami.
L’integrazione del contraddittorio è stata effettuata mediante pubblicazione sul sito istituzionale del MIUR, secondo le indicazioni della citata ordinanza, in data 27 gennaio 2015.
Il ricorrente ha depositato una memoria conclusionale.
Alla pubblica udienza del 17 giugno 2015 il ricorso è stato posto in decisione.
IV. – Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione.
Al riguardo si deve evidenziare che, secondo la consolidata giurisprudenza di questo TAR (per tutte, sentenze della Sezione III bis nn. 4464 del 23 marzo 2015, 3418 del 2 marzo 2015 e 6118 del 28 aprile 2015), che si allinea a quella della Corte regolatrice e dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 112011, gli atti relativi alle procedure di inserimento dei docenti nelle graduatorie, anche per ciò che riguarda le AFAM, per non riguardare procedure di tipo concorsuale, possono essere impugnati davanti al Giudice Amministrativo solo quando abbiano contenuto generale; diversamente, quando siano contestati singoli provvedimenti di esclusione, la giurisdizione appartiene al Giudice Ordinario.
Invero secondo l’orientamento espresso dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 11 del 12 luglio 2011, “Con riguardo alla natura della attività esercitata e alla posizione soggettiva attiva azionata - come ha ripetutamente affermato nel suo iter argomentativo la Cassazione a Sezioni Unite, quale giudice regolatore della giurisdizione: decisioni 10 novembre 2010, n.22805; 16 giugno 2010, n.14496; 3 aprile 2010, n.10510 - nella fattispecie della giusta posizione o collocazione nella graduatoria permanente o ad esaurimento degli insegnanti, vengono in considerazione atti che non possono che restare ricompresi tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato ai sensi dell’art. 5, comma 2 d.lgs. n.165 del 2001, di fronte ai quali sussistono soltanto diritti soggettivi, poiché la pretesa consiste (solo) nella conformità o difformità a legge degli atti inerenti al rapporto già instaurato e quindi di gestione della graduatoria utile per l’eventuale assunzione”.
La medesima pronuncia evidenzia come, nei casi quale quello in esame, non possa farsi questione di procedure concorsuali –come tali appartenenti alla giurisdizione amministrativa ai sensi dell’art. 63 del d. lgs. n. 1652001- in quanto difettano gli elementi caratteristici di siffatte procedure, quali il bando, la procedura di valutazione, l’ approvazione finale della graduatoria dei vincitori; trattandosi, per converso, di un mero inserimento in graduatoria di coloro che sono in possesso di determinati requisiti, per cui non vengono in considerazione valutazioni discrezionali.
Come già evidenziato da questo TAR nelle pronunzie su citate, eguali considerazioni valgono per la procedura idi inserimento in graduatoria delle AFAM delineata dal D. M. n. 5262014, di cui si è in precedenza riportato l’art. 2, che ne attesta la completa assenza di carattere concorsuale.
V. -Nel caso in esame difetta la giurisdizione amministrativa, in quanto il ricorrente denunzia le asserite illegittimità della sua mancata inclusione in graduatoria senza coinvolgere atti generali nella sua impugnazione.
Pertanto, su tutte le proposte censure vi è la giurisdizione del Giudice Ordinario, davanti al quale la causa -per questa parte- andrà riassunta nel perentorio termine di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente sentenza, salve le eventuali preclusioni e decadenze già maturate (art. 11 c.p.a.).
VI. –- Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) dichiara il difetto di giurisdizione in epigrafe, in quanto sussiste la giurisdizione del Giudice Ordinario.
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore del MIUR, che liquida forfetariamente in euro 250,00.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1 luglio 2015 con l'intervento dei magistrati:
Francesco Corsaro, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere
Achille Sinatra, Consigliere, Estensore
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 28/09/2015
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)