#4270 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 27 settembre 2018, n. 9596

Abilitazione scientifica nazionale - Inammissibilità ricorso collettivo

Data Documento: 2018-09-27
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

E’ inammissibile il ricorso collettivo presentato avverso le procedure di abilitazione scientifica nazionale da soggetti in posizioni del tutto eterogenee. Nel caso di psecie, alcuni Ricercatori, altri Professori di II fascia, alcuni aspiranti all’idoneità per Professore di II fascia, altri all’idoneità per Professore di I fascia, per giunta poi in relazione ad una serie ben differente di settori concorsuali, con diverse Commissioni e divergenti prefissati criteri di valutazione (cfr. già TAR Lazio, III, ord. n.2617 del 2014 e, in ultimo, TAR Lazio, III, n.1208 del 2017).
Né vale obiettare che i plurimi motivi di ricorso risultano incentrati essenzialmente sulle cosiddette mediane, sui criteri di calcolo e la loro funzione, nella prospettiva di un’unificazione delle posizioni, dal momento che i giudizi negativi appaiono fondarsi anche su ulteriori elementi rispetto al mancato superamento delle mediane medesime.

Contenuto sentenza
N. 09596/2018 REG.PROV.COLL.
N. 03396/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 3396 del 2014, proposto da Luigi Sivero, Cesare Formisano, Gennaro Quarto, Patrizia Riccio, Antonella Esposito, Ugo Cesari, Donato Rosa, Maurizio Gentile, Alberto Laino, Ida Torre, Francesco Sadile, Mauro Mormile, Roberto Paternò, Giuseppe Ferulano, Antonio Cortese, Roberto Ruggiero, Giovanni Aprea, rappresentati e difesi dagli avvocati Francesco Alagna e Maurizio Deda, con domicilio eletto presso lo studio di Francesco Alagna in Roma, piazza Margana, 19; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento,
previa sospensione dell’efficacia,
dei giudizi di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I e II fascia, per i settori concorsuali 02/B3, 06/B1, 06/C1, 06/F1, 06/F3, 06/F4, 06/M1, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 maggio 2018 il dott. Silvio Lomazzi e udito per l’Amministrazione resistente l'Avvocato dello Stato M. De Vergori;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
I Sigg.ri Luigi Sivero, Cesare Formisano, Gennaro Quarto, Patrizia Riccio, Antonella Esposito, Ugo Cesari, Donato Rosa, Maurizio Gentile, Alberto Laino, Ida Torre, Francesco Sadile, Mauro Mormile, Roberto Paternò, Giuseppe Ferulano, Antonio Cortese, Roberto Ruggiero e Giovanni Aprea, parte Ricercatori e parte Professori di II fascia, impugnavano i giudizi di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, alcuni, e di II fascia, altri, per i settori concorsuali 02/B3, 06/B1, 06/C1, 06/F1, 06/F3, 06/F4, 06/M1, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo la violazione dell’art.16 della Legge n.240 del 2010, degli artt.4, 8 del D.P.R. n.222 del 2011, del D.D. n.222 del 2012, dell’art.2, commi 138-140 del D.L. n.262 del 2006 (conv. in Legge n.286 del 2006), dei principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento nonché l’eccesso di potere per ingiustizia manifesta, illogicità, disparità di trattamento, travisamento, errore, difetto di istruttoria, sviamento.
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si costituiva in giudizio per la reiezione del gravame, sostenendone l’infondatezza nel merito.
Con ordinanza n.2617 del 2014 il Tribunale respingeva la domanda cautelare presentata dai ricorrenti, rilevandone tra l’altro l’eterogeneità delle posizioni.
Con successiva ordinanza n.12159 del 2017 la Sezione riteneva insussistenti i presupposti per una definizione nel merito del giudizio con sentenza in forma semplificata.
Nell’udienza del 23 maggio 2018 la causa veniva discussa e quindi trattenuta in decisione.
Il gravame va dichiarato inammissibile.
Trattasi invero di ricorso collettivo presentato da soggetti in posizioni del tutto eterogenee, in quanto, alcuni Ricercatori, altri Professori di II fascia, alcuni aspiranti all’idoneità per Professore di II fascia, altri all’idoneità per Professore di I fascia, per giunta poi in relazione ad una serie ben differente di settori concorsuali, con diverse Commissioni e divergenti prefissati criteri di valutazione (cfr. già TAR Lazio, III, ord. n.2617 del 2014 e, in ultimo, TAR Lazio, III, n.1208 del 2017).
Né vale obiettare che i plurimi motivi di ricorso risultano incentrati essenzialmente sulle cosiddette mediane, sui criteri di calcolo e la loro funzione, nella prospettiva di un’unificazione delle posizioni, dal momento che i giudizi negativi appaiono fondarsi anche su ulteriori elementi rispetto al mancato superamento delle mediane medesime (cfr. all.2 al ricorso e ancora TAR Lazio, III, ord. n.2617 del 2014).
Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile il ricorso n.3396/2014 indicato in epigrafe.
Condanna i ricorrenti al pagamento in favore dell’Amministrazione resistente delle spese di giudizio, che liquida in €2.000,00 (Duemila/00) oltre ad accessori di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2018 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Silvio Lomazzi, Consigliere, Estensore
Achille Sinatra, Consigliere

Pubblicato il 27/09/2018