#3854 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 25 giugno 2018, n. 7078

Data Documento: 2018-06-25
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Contenuto sentenza
N. 07078/2018 REG.PROV.COLL.
N. 14063/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 14063 del 2016, proposto da 
Margherita Rossi, rappresentata e difesa dall'avvocato Cristiano Pellegrini Quarantotti, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, viale Carso, 57; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell’Università e delle Ricerca, Università degli Studi di Bologna - Alma Mater Studiorum, Cineca - Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato e presso la medesima domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti
Saverio Granata, Alberto Albinelli non costituiti in giudizio; 
per l'annullamento
- della mancata ammissione al corso di laurea in medicina e chirurgia e/o odontoiatria e protesi dentaria a.a. 2016/2017;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell’Università e delle Ricerca e dell’Università degli Studi di Bologna - Alma Mater Studiorum e di Cineca - Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 giugno 2018 il dott. Vincenzo Blanda e uditi l'Avv. F. Capozza in sostituzione dell'Avv. C. Pellegrini Quarantotti per la ricorrente e l'Avvocato dello Stato O. Biagini.
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
La ricorrente ha sostenuto le prove di ammissione ai corsi di laurea in medicina ed odontoiatria per l’anno accademico 2016-2017, conseguendo il punteggio finale di 58,8, non sufficiente per rientrare nel limite dei posti messi a concorso per effetto del c.d. “numero chiuso”.
Con ordinanza n. 143/2017, è stata respinta la domanda cautelare, poi accolta dal Consiglio di Stato, sez. VI, con ord. n. 1643/2017; in ragione di ciò, l’istante è stata ammessa con riserva al corso di laurea in Medicina presso l’Università di Bologna.
Con ordinanza presidenziale n. 3777/2017, è stata autorizzata la notifica per pubblici proclami del ricorso in esame e la prova dell’avvenuto adempimento è stata depositata in giudizio da parte ricorrente in data 4 luglio 2017.
Con sentenza non definitiva n. 10953/2017, depositata il 2.11.2017, questo tribunale ha respinto il primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e ottavo motivo del ricorso introduttivo.
Per quanto riguarda invece il settimo motivo (secondo cui sarebbe illegittima la previsione che non consente di attribuire ai “comunitari” i posti residui riservati ai cittadini extracomunitari, contenuta nell’art. 2, comma 3, del decreto interministeriale del 25 luglio 2016), il Collegio ha ritenuto che, ai fini del decidere (ed al fine di valutare il superamento della c.d. prova di resistenza) fosse necessario acquisire una relazione da parte del Ministero resistente che consentisse di chiarire quanto segue:
- quanti posti per extracomunitari risultano ancora disponibili presso le singole Università richieste dalla ricorrente, in ordine di priorità;
- quanti posti per extracomunitari risultano ancora disponibili presso le singole Università richieste dalla ricorrente, in ordine di priorità, all’esito dell’effetto conformativo (che ha valenza generale) delle sentenze della Sezione n. 8113 e 8118/2017 (ed altre in corso di pubblicazione), secondo cui lo scorrimento deve essere effettuato in via prioritaria nei confronti dei cittadini extracomunitari che non hanno raggiunto la soglia minima di 20 punti;
- se, all’esito di tale verifica, sussistono, sempre con riferimento alle singole Università richieste dalla ricorrente, in ordine di priorità, posti ancora disponibili per l’immatricolazione nella quota riservata ai cittadini extracomunitari (in questo caso, il Ministero resistente avrà altresì cura di chiarire quanti candidati precedono la ricorrente, nella relativa graduatoria di Ateneo, e quanti di essi hanno confermato l’interesse all’immatricolazione).
La predetta decisione è stata sospesa in parte qua con decreto presidenziale monocratico n. 1282 del 20.3.2018 del Consiglio di Stato, Sez. VI, il quale ha “Rilevato che tra le censure dedotte vi è quella, valutata favorevolmente nelle ordinanze n.663 del 13/02/2018 e n. 2416 del 9/06/2017 della Sezione, relative allo scorrimento della graduatoria sui posti riservati agli studenti extracomunitari, inutilizzati e non optati, rimasti liberi e disponibili;
Considerato che, anche per tale ragione, sussistono allo stato i presupposti per l’accoglimento dell’istanza di sospensione per decreto, subordinatamente alla ricognizione dei posti effettivamente ad oggi da considerare disponibili, ed all’accertamento della possibilità della parte ricorrente di rientrare utilmente nella relativa graduatoria comprensiva di tali ulteriori posti, sulla base del punteggio ottenuto e secondo l’ordine e la posizione che ne conseguono”.
Con successiva ordinanza collegiale n. 1643 del 12.4.2018 il Consiglio di Stato, Sez. VI, “Rilevato che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, sussistono i presupposti per la conferma della statuizione di cui al decreto cautelare;
- atteso che, nelle more del necessario approfondimento di merito, va altresì confermata l’ammissione con riserva disposta in sede cautelare sia in primo che in secondo grado”, ha sospeso l'esecutività della sentenza impugnata, ha confermato l’ammissione con riserva della ricorrente, fissando per la trattazione dell’appello nel merito l’udienza pubblica da tenersi nel primo trimestre del 2019.
Nel frattempo l’amministrazione ha adempiuto alla suddetta richiesta istruttoria con relazione depositata il 9.4.2018, in cui evidenzia che parte ricorrente non vanta alcuna chance di immatricolazione presso nessuno degli Atenei opzionati, in quanto non risultano posti vacanti e perché la ricorrente, attesa la posizione in graduatoria e il punteggio ottenuto, è sempre preceduta da numerosi altri candidati con posizione migliore della propria anche tenendo conto dei posti destinati agli studenti Extra Ue non residenti, rimasti effettivamente liberi.
In prossimità della trattazione del merito, parte ricorrente ha depositato memoria chiedendo che l’udienza di merito dinanzi a questo Tribunale del 6.6.2018 potesse essere rinviata a data successiva alla definizione del giudizio di appello avverso la suindicata sentenza non definitiva.
Premesso quanto sopra non si ritiene di potere condividere la richiesta di rinvio dell’esame del merito dell’unico motivo di ricorso ancora non esplorato.
Ragioni di economia processuale, riferibili alla esaustiva attività istruttoria svolta dall’Amministrazione e alla necessità di definire - nel suo complesso - il giudizio di primo grado in modo da ottenere un quadro d'insieme della articolata vicenda in esame, orientano il collegio a soffermarsi sull’esito della richiamata attività istruttoria.
Ciò premesso i dati forniti dal MIUR, allo stato, non convalidano il superamento della prova di resistenza da parte dell’interessata ai fini della immatricolazione definitiva presso la facoltà di medicina e chirurgia.
Questa Sezione, con sentenza n. 11314/17 del 14 novembre 2017, ha accolto la tesi della doverosa riassegnazione dei predetti posti non occupati, ma con puntuale motivazione, circa la necessità che a tale adempimento si provveda tramite scorrimento della graduatoria nazionale, tenendo conto del punteggio riportato e delle sedi opzionate dai singoli concorrenti, indipendentemente dall’avvenuto proposizione, o meno, di ricorso giurisdizionale.
La riferibilità di tale scorrimento alla posizione, occupata dai ricorrenti nella graduatoria nazionale è stata più volte confermata dal Consiglio di Stato, sez. VI, in sede cautelare (cfr. fra le tante ordinanze nn. 1143/2018; 1188/2018; 2391/18), sempre con richiamo al pur necessario superamento della prova di resistenza (Cons. Stato, sez. VI, n. 1455/2018; 2394/18).
Premesso quanto sopra si osserva che, nel caso di specie, detto superamento non risulta, allo stato, verificabile, avendo l’interessata opzionato, per quanto risulta dagli atti, 40 sedi, senza tuttavia che il punteggio riportato (58,8), la veda in posizione utile in alcuno degli Atenei indicati, risultando in posizione migliore – come attestato dall’Amministrazione centrale – “decine di candidati”.
La posizione della ricorrente risulta, pertanto, tutelata nel senso di ottenere solo una chance di immatricolazione legata al posto in graduatoria occupato; possibilità che le sarebbe stata preclusa dalla mancata utilizzazione dei posti originariamente riservati agli extracomunitari non residenti.
Ciò premesso l’Amministrazione valuterà la sussistenza dei presupposti per procedere in autotutela, restando inteso che la ricorrente rimarrà inserita nella graduatoria ai fini di un eventuale scorrimento nella graduatoria nazionale secondo l’ordine di graduazione indicato nella citata sentenza n. 11314/2017.
Al riguardo occorre tuttavia precisare che a nulla rileva la mancata conferma dell’interesse a permanere in graduatoria (entro le ore 12:00 del 11/05/2017) che avrebbe determinato, secondo l’Amministrazione, la decadenza dalla graduatoria nazionale della ricorrente (come previsto dal D.M. 546/2016 – All. II punto 10 lett. D), in quanto la ricorrente era stata preventivamente ammessa alla immatricolazione, sebbene con riserva, in forza del decreto monocratico presidenziale n. 1282 del 20.3.2018 del Consiglio di Stato, Sez. VI, e della successiva ordinanza collegiale n. 1643 del 12.4.2018, di modo che non risultava necessario alcun ulteriore formale atto di conferma dell’interesse da parte della istante.
In conclusione il ricorso deve essere respinto per quanto non già deciso con la richiamata sentenza non definitiva n. 10953, depositata il 2.11.2017.
Sussistono giusti motivi attesa la novità e complessità della controversia per compensare le spese di giudizio tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 6 giugno 2018 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere, Estensore
Achille Sinatra, Consigliere

Pubblicato il 25/06/2018