#3001 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 2 novembre 2017, n. 10947

Abilitazione scientifica nazionale–Illegittimità giudizio

Data Documento: 2017-11-02
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Accoglimento del ricorso per di inidoneità contraddittorietà e  carente  motivazione.

Contenuto sentenza
N. 10947/2017 REG.PROV.COLL.
N. 05569/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Ex art.60 c.p.a.;
sul ricorso numero di registro generale 5569 del 2017, proposto da: Caterina Ferreli, rappresentata e difesa dagli avvocati Marcello Vignolo, Massimo Massa, Gian Marco Delunas, con domicilio eletto presso lo studio di Antonia De Angelis in Roma, via Portuense, 104;
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio eletto presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'annullamento,
previa sospensione dell'efficacia,
del giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di II fascia, settore concorsuale 06/D4 “malattie cutanee, malattie infettive, malattie dell’apparato digerente”, tornata 2016, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti.
 Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2017 il dott. Silvio Lomazzi e uditi per la parte ricorrente l’Avv. M. Vignolo e per l'Amministrazione resistente l’Avvocato dello Stato V. Fico;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art.60 c.p.a.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
 FATTO e DIRITTO
La Sig.ra Caterina Ferreli, Ricercatrice presso l’Università degli Studi di Cagliari, impugnava il giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di II fascia, settore concorsuale 06/D4 “malattie cutanee, malattie infettive, malattie dell’apparato digerente”, tornata 2016, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo la violazione del D.M. n.120 del 2016 nonché l’eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, irragionevolezza, ingiustizia, contraddittorietà e disparità di trattamento.
La ricorrente in particolare ha fatto presente di aver riportato valutazioni positive su valori-soglia e titoli, seppure non tutti questi ultimi considerati; che gli apprezzamenti parzialmente negativi sulle pubblicazioni non erano supportati da evidenti ragioni e che in ogni caso le stesse erano state oggetto di un esame incompleto.
L’interessata ha inoltre sostenuto che i giudizi individuali e collegiale sulle pubblicazioni erano in sostanza sovrapponibili e non esaustivi, anche a fronte degli elementi positivi ivi emersi.
Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca si costituiva in giudizio per la reiezione del gravame, illustrandone con successiva memoria l’infondatezza nel merito.
Nella camera di consiglio del 12 luglio 2017, fissata per l’esame dell’istanza cautelare, questo Tribunale, accertata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria, ricorrendone i presupposti ex art.60 c.p.a., sentite sul punto le parti costituite, ha trattenuto la causa per la decisione nel merito.
Il ricorso è fondato e va pertanto accolto, con conseguente annullamento del giudizio di non idoneità impugnato.
Al riguardo va premesso quanto segue.
Trattasi di procedura abilitativa per titoli e pubblicazioni, ex art.16, comma 3a della Legge n.240 del 2010.
Orbene, a fronte di una cornice legislativa rimasta immutata, sono stati introdotti, come disciplina regolamentare in relazione alle nuove tornate, in sostituzione dei pregressi D.P.R. n.222 del 2011 e D.M. n.76 del 2012, il D.P.R. n.95 del 2016 e il D.M. n.120 del 2016.
Nello specifico, ai fini abilitativi viene ora richiesto, per l’impatto della produzione scientifica, il raggiungimento di almeno due valori-soglia su tre degli indicatori, per i titoli, il possesso di almeno tre tra quelli individuati dalla Commissione, per le pubblicazioni, la qualità nel complesso elevata delle stesse (cfr. artt.4, 5, 6, all.A, B, C, D del D.M. n.120 del 2016).
E invero la ricorrente risulta aver ricevuto apprezzamenti positivi dalla Commissione, in relazione all’impatto della produzione scientifica, col raggiungimento dei valori-soglia in due dei tre indicatori e ai titoli, con quattro degli stessi presi in considerazione (cfr. all.12 al ricorso).
Per ciò che attiene alle pubblicazioni, le stesse vengono ritenute coerenti col settore concorsuale in esame, continue nella loro produzione, con apporto individuale della candidata ben evincibile ove collettanee, ma con grado di originalità non sufficiente (cfr. all.12 al ricorso); il suddetto elemento negativo non viene tuttavia meglio specificato, né all’uopo soccorrono i giudizi individuali, laconici e sovrapponibili sul punto, tranne uno (cfr. all.12 al ricorso).
Ne discende, come correttamente dedotto dall’interessata, che l’esito di inidoneità risulta contraddittorio e all’evidenza carente di motivazione.
L’Amministrazione dovrà pertanto procedere ad un riesame del predetto giudizio, ad opera di una differente Commissione, entro il termine di 90 (novanta) giorni dalla notifica o comunicazione della presente sentenza.
Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso n.5569/2017 indicato in epigrafe e per l’effetto annulla l’atto impugnato.
Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento in favore della parte ricorrente delle spese di giudizio, che liquida in €1.000,00 (Mille/00) oltre a IVA e CPA come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
 Gabriella De Michele, Presidente
Daniele Dongiovanni, Consigliere
Silvio Lomazzi, Consigliere, Estensore
 Pubblicato il 02/11/2017