#3219 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 19 ottobre 2017, n. 10504

Abilitazione scientifica nazionale-Commissioni esaminatrici-Giudizio-Sindacato giudice amministrativo

Data Documento: 2017-10-19
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

In conformità a orientamenti della giurisprudenza amministrativa da tempo consolidatisi in materia, i giudizi espressi dalla commissione esaminatrice, proprio in quanto espressione di una valutazione tecnico-discrezionale dell’amministrazione, non sono soggetti al vaglio giurisdizionale, in termini di ri-valutazione e/o correzione dei giudizi tecnici già espressi dall’organo all’uopo costituito, essendo il sindacato del giudice amministrativo in materia limitato ai soli profili della palese irragionevolezza e sproporzione ovvero al travisamento dei fatti.

Contenuto sentenza
N. 10504/2017 REG.PROV.COLL.
N. 10442/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10442 del 2016, proposto da:
Giulio Ramaccioni, rappresentato e difeso dagli avvocati Andrea Panzarola, Angelo Giuseppe Orofino e Sergio Fidanzia, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Sergio Fidanzia in Roma, via Giovanni Antonelli n. 4;
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Commissione per l'Abilitazione Scientifica Nazionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
nei confronti di
Elisabetta Panzarini, non costituita in giudizio;
per l'annullamento
del giudizio collegiale e dei giudizi individuali, pubblicati in data 17.6.16, con i quali la commissione della procedura di valutazione per l'abilitazione scientifica nazionale nel settore disciplinare 12-a1, diritto privato, fascia II, tornata 2013, ha dichiarato il ricorrente non idoneo alle funzioni di professore associato di II fascia.
 Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e di Commissione Per L'Abilitazione Scientifica Nazionale;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 30 maggio 2017 la dott.ssa Maria Cristina Quiligotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
 FATTO e DIRITTO
1 - Il dott. Giulio Ramaccioni ha impugnato, con il ricorso introduttivo del presente giudizio, il giudizio collegiale e i giudizi individuali, pubblicati in data 17.6.2016, con i quali la commissione della procedura di valutazione per l'abilitazione scientifica nazionale nel settore disciplinare 12-a1, diritto privato - fascia II - tornata 2013, ha dichiarato il ricorrente non idoneo alle predette funzioni di professore associato di II fascia.
Il ricorrente ne ha dedotto l’illegittimità per i seguenti profili di censura:
- lo stesso può vantare indicatori superiori a quasi tutti i candidati che hanno conseguito l’abilitazione;
- l’attività del M.I.U.R. che ha condotto al giudizio di non abilitazione è stata farraginosa e incoerente, avendo il ministero deliberato di annullare in autotutela i giudizi già espressi dalla commissione per la tornata 2013 e non ancora resi pubblici, a seguito della sentenza di questo tribunale che aveva dichiarato l’illegittimità della composizione della medesima commissione, sebbene con esclusivo riferimento alla procedura all’anno 2012, al fine dell’espressione di un nuovo giudizio da parte della commissione in composizione rinnovata;
- il giudizio reso nei suoi confronti da parte dell’originaria commissione, acquisito a seguito di giudizio di accesso agli atti, era stato reso all’unanimità ed era decisamente favorevole;
- la prima commissione ha giudicato come buona la sua produzione scientifica e la seconda invece soltanto limitata, con uno scostamento di valutazione decisamente peggiorativo e assolutamente ingiustificato e che è frutto del giudizio esclusivamente di tre dei componenti della nuova commissione;
- il giudizio negativo reso dalla prof.ssa Poillot con riferimento al suo lavoro monografico è contraddittorio in sé e immotivato e non tiene conto della valutazione positiva resa in sede di doppio referaggio cieco, espressa da parte di due tra i più illustri professori di diritto civile;
- il giudizio negativo reso dalla prof.ssa Zorzi sulla monografia ripercorre con le medesime parole il giudizio della prof.ssa Poillet e invece il giudizio sulle opere minori è affetto da travisamento dei fatti;
- lo stesso ha ricevuto una valutazione positiva pure in sede di concorso per ricercatore nel medesimo settore per l’anno 2015;
- vi è stata disparità di trattamento nella valutazione dei titoli rispetto agli altri partecipanti alla procedura di abilitazione;
- le valutazioni rese da parte del commissario prof. Messinetti in ordine alla qualità e alla diffusione dei suoi lavori sono affette dalla violazione dell’art. 5, comma 3, lett. b), del D.M. M.I.U.R. n. 76 del 2012 in quanto la monografia è presente nelle principali biblioteche giuridiche e altrettanto è a dirsi per alcuni dei lavori minori e, inoltre, le citazioni dei suoi lavori sono numerose e di rilievo.
Il M.I.U.R. si è costituito in giudizio in data 17.10.2016 e ha depositato documentazione concernente la vicenda in data 14.11.2016.
Alla pubblica udienza del 30.5.2017 il ricorso è stato trattenuto per la decisione alla presenza dei difensori delle parti come da separato verbale di causa.
2 - Il ricorso è infondato nel merito e deve, pertanto, essere respinto per tutte le considerazioni di cui di seguito:
- l’attività del M.I.U.R. che ha condotto al giudizio di non abilitazione nei confronti del ricorrente è stata effettivamente farraginosa ma esclusivamente in quanto il ministero si è trovato a dovere fronteggiare una situazione in cui una medesima commissione, in composizione successivamente giudicata illegittima da parte di questo tribunale, come anche confermato in sede di appello, aveva già definitivamente concluso i lavori per la tornata 2012 con la pubblicazione dei relativi risultati e aveva, invece, concluso i lavori ma senza la pubblicazione dei relativi risultati per la tornata 2013;
- il ministero, quanto alla predetta ultima tornata 2013, in particolare, ha ritenuto di dovere annullare in autotutela tutti i giudizi resi da parte della predetta commissione e non ancora resi pubblici con una scelta di carattere discrezionale la cui legittimità non è stata specificatamente messa in discussione in questa sede e che, comunque, si presenta esente da illogicità, avuto riguardo alle finalità perseguite da parte dell’amministrazione;
- né la circostanza che, quanto alla precedente tornata 2012, il ministero si sia orientato in modo diverso, facendo salvi esclusivamente i giudizi favorevoli già resi, è idonea a inficiare in alcun modo, di per sé sola, la legittimità dei giudizi negativi resi nei confronti del ricorrente in contestazione in questa sede;
- la circostanza, che una commissione, in composizione definitivamente riconosciuta illegittima in sede giurisdizionale, avesse reso nei confronti del ricorrente un giudizio decisamente favorevole non inficia, a sua volta, la legittimità del negativo giudizio di abilitazione reso da parte di una commissione in diversa composizione, atteso che ciascuna commissione è pienamente legittimata a effettuare in modo autonomo le proprie valutazioni che bene possono astrattamente condurre a un risultato discordante con quello in precedenza espresso;
- altrettanto è, poi, a dirsi per quanto attiene alla discordanza della valutazione della sua produzione scientifica effettuata nel giudizio in contestazione in questa sede rispetto a quanto espresso nella diversa sede del concorso per ricercatore universitario;
- il giudizio collegiale di non abilitazione è stato reso da parte della commissione con la maggioranza dei 3/5 dei suoi componenti specificatamente sui due aspetti della esperienza didattica universitaria molto contenuta, da un lato, e della produzione scientifica complessiva indicativa di attitudine alla ricerca e tuttavia non ancora idonea, per la prevalenza del taglio descrittivo e la insufficiente presenza di tratti di innovatività e originalità, ad accrescere in modo apprezzabile il patrimonio delle conoscenze del settore del diritto privato, dall’altro;
- in ricorso non ci si sofferma sul primo profilo ma esclusivamente sul secondo profilo;
- le motivazioni rese relativamente alla monografia e alle opere minori nei giudizi individuali, espressamente richiamati e pertanto da ritenersi parte integrante del giudizio collegiale complessivo, sono espressione di una valutazione tecnico-discrezionale dell’amministrazione, e, in conformità a orientamenti della giurisprudenza amministrativa da tempo consolidatisi in materia, i giudizi espressi dalla Commissione, proprio in quanto espressione di una valutazione tecnico-discrezionale dell’amministrazione, non sono soggetti al vaglio giurisdizionale, in termini di ri-valutazione e/o correzione dei giudizi tecnici già espressi dall’organo all’uopo costituito, essendo il sindacato del giudice amministrativo in materia limitato ai soli profili della palese irragionevolezza e sproporzione ovvero al travisamento dei fatti, elementi che il Collegio non rileva, tuttavia, nel caso di specie e, pertanto, in effetti, l’ipotetico accoglimento delle censure articolate si risolverebbe, inevitabilmente, in un contro-giudizio da parte di questo Giudice che, in violazione del principio fondamentale di separazione tra poteri dello Stato, sostituirebbe, a quelle espresse dalla Commissione, le proprie (a loro volta, opinabili) valutazioni sugli elementi critici considerati dall’Organo valutativo;
- in relazione all’asserita disparità di trattamento operata dalla Commissione, la stessa non è configurabile, trattandosi in ogni caso di procedura abilitativa e non concorsuale, dunque con numero di posti non limitato né predefinito, quindi senza confronto concorrenziale tra un candidato e l’altro (cfr. TAR Lazio, III, n.11500 del 2014);
- la censura incentrata sulla omessa valutazione della corretta diffusione e citazione dei suoi lavori non rileva alla luce di quanto in precedenza riportato in ordine ai motivi che hanno indotto la commissione a esprimere una valutazione negativa sulla sua produzione scientifica incentrati essenzialmente sull’inidoneità, per la prevalenza del taglio descrittivo e la insufficiente presenza di tratti di innovatività e originalità, ad accrescere in modo apprezzabile il patrimonio delle conoscenze del settore del diritto privato.
Spese compensate.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 30 maggio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Riccardo Savoia, Presidente
Maria Cristina Quiligotti, Consigliere, Estensore
Emanuela Loria, Consigliere
 Pubblicato il 19/10/2017