#3440 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 18 luglio 2017, n. 8635

Abilitazione scientifica nazionale-Commissione esaminatrice-Giudizio collegiale

Data Documento: 2017-07-18
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Il giudizio di idoneità o non idoneità è formulato all’esito di una valutazione individuale e collegiale. Tale obbligo è stato ribadito dall’articolo 5, comma 6, del bando di concorso indetto con decreto direttoriale 29 luglio 2016, n. 1532, il quale stabilisce che “la Commissione attribuisce l’Abilitazione con almeno tre voti favorevoli su cinque”. Di conseguenza, perché si giunga alla formazione di tale maggioranza ai fini dell’idoneità o ad un giudizio di non idoneità è necessario che ciascun commissario si esprima chiaramente in termini favorevoli o negativi nei confronti di ciascun candidato, e che in seguito la commissione rielabori collegialmente tali giudizi individuali in una valutazione complessiva del candidato, che costituisca-per quanto possibile-una sintesi dei singoli pareri.

Contenuto sentenza
N. 08635/2017 REG.PROV.COLL.
N. 05860/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 5860 del 2017, proposto da: 
Stefano Ferilli, rappresentato e difeso dall'avvocato Loredana Papa, con domicilio eletto presso lo studio legale Placidi S.r.l. in Roma, via Cosseria N. 2; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell’Università e della Ricerca, Anvur - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Gen.Le Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti di
Fabrizio Riguzzi non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
previa sospensione
del giudizio di non idoneità al conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima fascia per il settore concorsuale 09/H1 –Sistemi di elaborazione delle informazioni, espresso nei confronti del prof. Stefano Ferilli nella relativa procedura indetta con Decreto del Direttore generale del MIUR prot. n. 1532 del 29.7.2016, e così del giudizio collegiale della commissione nonché dei singoli giudizi espressi dai componenti della commissione, del Decreto direttoriale n. 2454 del 31.10.2016 di nomina della Commissione, conosciuto solo in quanto menzionato negli atti impugnati, dei verbali della medesima Commissione n. 1/2016, 2/2016, 3/2017, 4/2017, 5/2017, 6/2017, 7/2017, 8/2017, 9/2017, 10/2017, 11/2017, 12/2017, 13/2017, 14/2017, 15/2017, 16/2017, 17/2017, 18/2017, 19/2017, 20/2017, 21/2017, 22/2017, 23/2017 e della Relazione finale del 3.4.2017, nonché di ogni altro atto a questi presupposto, connesso e conseguente
per il risarcimento del danno
che dovesse derivare al ricorrente dall'esecuzione degli atti impugnati, nella misura che sarà documentata, provata e specificata in corso di causa.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca e dell’Anvur - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2017 il dott. Vincenzo Blanda e uditi per la parte ricorrente l’Avv. L. Papa e per l'Amministrazione resistente l’Avvocato dello Stato Valentina Fico.
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Considerato che sussistono i presupposti di cui all’art. 60 del CPA per procedere all’esame in camera di consiglio della presente controversia ed a definire il ricorso con una sentenza in forma semplificata, sentite sul punto le parti costituite;
- che il ricorso risulta fondato posto che l’art. 8, comma 8, del d.P.R. 4 aprile 2016, n. 95 (Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 222, concernente il conferimento dell'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell'articolo 16 della legge 30 dicembre 2010, n. 240) stabilisce chiaramente che il giudizio di idoneità o non idoneità è formulato all’esito di una valutazione individuale e collegiale.
Tale obbligo è stato poi ribadito dall’articolo 5, comma 6, del bando di concorso indetto con decreto direttoriale 29 luglio 2016, n. 1532, il quale stabilisce che “la Commissione attribuisce l'Abilitazione con almeno tre voti favorevoli su cinque”.
Perché si giunga alla formazione di tale maggioranza ai fini dell’idoneità o ad un giudizio di non idoneità è necessario, pertanto, che ciascun commissario si esprima chiaramente in termini favorevoli o negativi nei confronti di ciascun candidato, e che in seguito la commissione rielabori collegialmente tali giudizi individuali in una valutazione complessiva del candidato, che costituisca - per quanto possibile – una sintesi dei singoli pareri. Tale circostanza, tuttavia, nel caso di specie non si è realizzata, come si desume chiaramente dalla mera lettura dei verbali allegati al ricorso.
Occorre osservare, altresì, che nelle ipotesi, come quella in esame, in cui è attribuita all'Amministrazione un'ampia discrezionalità, è necessaria una ancor più rigorosa motivazione che dia conto in concreto degli elementi sui quali la Commissione ha fondato il proprio giudizio, in modo da comprendere quale sia stato l’iter logico seguito.
Tale motivazione sarebbe dovuta essere ancora più stringente nel caso in esame in cui il ricorrente, pur avendo superato le tutte le tre mediane e integrato 3 dei titoli necessari per accedere al successivo giudizio della commissione, non ha conseguito l’abilitazione.
Tale mancanza determina, quindi, l’illegittimità della valutazione espressa dalla commissione per difetto di istruttoria e di motivazione, non essendo possibile individuare le ragioni che hanno condotto l’organo collegiale ad esprimersi in termini negativi nei confronti della ricorrente.
Il carattere assorbente del motivo esaminato esonera il Collegio dal soffermarsi sulle ulteriori censure dedotte e consente di accogliere il ricorso con conseguente annullamento del provvedimento di diniego dell'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di Professore di prima fascia nel settore 09/H1 –Sistemi di elaborazione delle informazioni.
Ai sensi dell’art. 34, comma 1, lettera e) del D.lgs. 104/2010, il Collegio ritiene che, in esecuzione della presente sentenza, la posizione dell’interessato debba essere riesaminata da parte di una Commissione in diversa composizione entro il termine di giorni 90 (novanta) dalla comunicazione in via amministrativa della pronuncia, ovvero dalla sua notificazione se antecedente.
La richiesta di risarcimento del danno deve essere respinta perché del tutto generica e priva di allegazioni.
Le spese di giudizio seguono la regola della soccombenza nella misura indicata nel dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e con le modalità di cui in motivazione e, per l’effetto:
- annulla il provvedimento che ha giudicato inidonea il ricorrente;
- ordina all’amministrazione di rivalutare l’interessata entro 90 (novanta) giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, secondo le modalità indicate in parte motiva;
- condanna il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca al pagamento delle spese di giudizio in favore del ricorrente, che liquida nella misura complessiva di € 1.000,00 (mille/00), oltre IVA e CPA e oneri dovuti per legge.
Contributo unificato a carico della parte resistente, ai sensi dell’art. 13, comma 6-bis 1, del d.P.R. n. 115 del 2002.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere, Estensore
Silvio Lomazzi, Consigliere 
Pubblicato il 18/07/2017