#3438 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 18 luglio 2017, n. 8612

Abilitazione scientifica nazionale-Commissione esaminatrice-Criteri di valutazione

Data Documento: 2017-07-18
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Sebbene l’utilizzo di espressioni uniformi o similari da parte dei singoli componenti di una commissione di valutazione sia tendenzialmente irrilevante ai fini della legittimità del giudizio collegiale espresso da parte della commissione  esaminatrice nel suo insieme, avuto riguardo alla circostanza che i predetti giudizi hanno comunque ad oggetto la medesima documentazione – nel caso in cui sia riscontrabile una perfetta identità testuale dei predetti giudizi individuali (anche se non tutti ma la maggior parte di essi), come se gli stessi fossero stati materialmente copiati l’uno con l’altro, la predetta circostanza deve essere ritenuta inconciliabile con la natura personale delle singole valutazioni espresse da ciascun commissario nonché alterativa sostanzialmente della successiva fase del confronto e della discussione collegiale, la quale non può, appunto, prescindere dall’apporto individuale dei singoli commissari.

Contenuto sentenza
N. 08612/2017 REG.PROV.COLL.
N. 05108/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 5108 del 2017, proposto da: 
Giuseppe Di Genio, rappresentato e difeso dagli avvocati Giuliano Gruner, Federico Dinelli, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, via del Quirinale n. 26; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Gen.le dello Stato, presso la sede della quale è domiciliato in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
per l'annullamento
del giudizio collegiale negativo e dei giudizi individuali parimenti negativi espressi dalla Commissione nei confronti del ricorrente nell'ambito della procedura di A.S.N. di cui al decreto del Direttore Generale del MIUR n. 1532 del 29 luglio 2016, recante in oggetto l'indizione della «procedura per il conseguimento dell'Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia, per ciascun settore concorsuale di cui al D.M. 855/2015», relativamente al Settore Concorsuale 12/E2 - Diritto Comparato; della Relazione riassuntiva della Commissione datata 24 febbraio 2017; di ogni altro atto presupposto, consequenziale o comunque connesso, anche ignoto al ricorrente
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 il Cons. Daniele Dongiovanni e uditi per le parti i difensori l'Avv. F. Dinelli e l'Avvocato dello Stato F. Basilica;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
Considerato che riveste carattere assorbente, in ragione della sua fondatezza, il motivo con cui il ricorrente lamenta che le valutazioni espresse nei giudizi individuali, da parte di almeno tre componenti della Commissione, sono identiche tra di loro tanto nelle espressioni utilizzate quanto nelle singole parole testualmente impiegate;
- che è sufficiente la lettura testuale dei giudizi individuali richiamati in ricorso per confermare la dedotta circostanza;
- che, al riguardo, come già ritenuto in casi analoghi (cfr. TAR Lazio, sez. III, n. 309/2017 e, sez. III bis, n. 7329/2015), deve affermarsi che - sebbene l’utilizzo di espressioni uniformi o similari da parte dei singoli componenti di una commissione di valutazione sia tendenzialmente irrilevante ai fini della legittimità del giudizio collegiale espresso da parte della Commissione nel suo insieme, avuto riguardo alla circostanza che i predetti giudizi hanno comunque ad oggetto la medesima documentazione - nel caso in cui, invece, sia riscontrabile una perfetta identità testuale dei predetti giudizi individuali (anche se non tutti ma la maggior parte di essi), come se gli stessi fossero stati materialmente copiati l’uno con l’altro, la predetta circostanza deve essere ritenuta inconciliabile con la natura personale delle singole valutazioni espresse da ciascun commissario nonché alterativa sostanzialmente della successiva fase del confronto e della discussione collegiale, la quale non può, appunto, prescindere dall’apporto individuale dei singoli commissari (cfr sentenze citate);
- che, in ragione di quanto sopra, il ricorso va accolto con conseguente annullamento del giudizio impugnato;
- che, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e), del codice del processo amministrativo (CPA), il Collegio ritiene che, in esecuzione della presente sentenza, la posizione dell’interessato debba essere riesaminata da parte di una commissione in diversa composizione entro il termine di giorni 90 dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza ovvero dalla sua notificazione, se antecedente;
- che le spese di giudizio, come di regola, seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e con le modalità di cui in motivazione e, per l’effetto:
- annulla il provvedimento che ha giudicato inidoneo il ricorrente;
- ordina all’amministrazione di rivalutare l’interessato entro 90 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza ovvero dalla notifica, se antecedente.
Condanna la parte resistente al pagamento delle spese di giudizio che liquida in € 1.000,00 (mille/00), oltre accessori di legge.
Contributo unificato a carico della parte resistente, ai sensi dell’art. 13, comma 6-bis 1., del d.P.R. n. 115 del 2002.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Daniele Dongiovanni, Consigliere, Estensore
Vincenzo Blanda, Consigliere 
Pubblicato il 18/07/2017