#3218 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 17 ottobre 2017, n. 10424

Abilitazione scientifica nazionale-Commissioni giudicatrici-Giudizio commissione.Motivazione illogica e contraddittoria

Data Documento: 2017-10-17
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Non può ritenersi sufficientemente motivato un giudizio di sintesi che si limiti ad un calcolo aritmetico tra opinioni sfavorevole e favorevoli all’abilitazione, tanto per l’evidente considerazione che già la presupposta valutazione discrezionale rimessa al singolo commissario non può essere validamente espressa mediante un punteggio numerico; del resto, applicare (come avvenuto nel caso di specie) un criterio di prevalenza di tipo aritmetico finirebbe per determinare il sostanziale azzeramento della rilevanza contenutistica del giudizio analitico individuale che si riveli matematicamente soccombente; tale incongruenza metodologica e motivazionale emerge con maggiore evidenza proprio in casi come quello di specie in cui due commissari si sono espressi con giudizi ampiamente favorevoli all’abilitazione, mentre agli altri tre componenti hanno raggiunto conclusioni differenti, senza tuttavia esprimere un giudizio sfavorevole con altrettanta assolutezza; va rilevato che la funzione del giudizio collegiale è quella di composizione e superamento di eventuali opinioni divergenti, senza ridursi a un mero riepilogo di giudizi individuali discordanti che lo priverebbero proprio di quel carattere di decisività che invece deve essergli riconosciuto.

Contenuto sentenza
N. 10424/2017 REG.PROV.COLL.
N. 05611/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 5611 del 2016, proposto da:
Gandolfo Ballistreri, rappresentato e difeso dagli avvocati Laura Albano e Gennaro Terracciano, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Gennaro Terracciano, in Roma, piazza San Bernardo n. 101;
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Anvur, in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
nei confronti di
Lucia Valente, non costituita in giudizio;
per l'annullamento
diniego abilitazione alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia, settore concorsuale 12/b2 - diritto del lavoro;
 Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e di Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Anvur;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 giugno 2017 la dott.ssa Maria Cristina Quiligotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
La presente decisione viene assunta in forma semplificata ai sensi dell’art. 71 bis c.p.a. - sentite sul punto le parti costituite e accertata la completezza del contraddittorio e dell'istruttoria - nel rispetto del principio di sinteticità, richiesto al Giudice dall’art. 3, comma 2, del codice del processo amministrativo.
A tal fine, si ritiene di poter prescindere dalla analitica ricostruzione dei fatti di causa, per i quali si rimanda agli atti di parte.
Si rileva in punto di fatto:
- che, con sentenza n. 11806 del 25 novembre 2014, la Sezione ha accolto il ricorso proposto dalla ricorrente avverso il giudizio negativo espresso nei suoi confronti dalla Commissione per l'abilitazione scientifica nazionale alla prima e seconda fascia dei professori universitari nel settore concorsuale 12/B2, ordinando il riesame della candidata ad opera di una nuova Commissione;
- che, in particolare, il Collegio riteneva fondata la censura con la quale parte ricorrente lamentava che l'abilitazione non le fosse stata attribuita, pur a fronte di giudizi di merito dal tenore positivo espressi dalla Commissione, che si sono attestati tra il livello di "buono" e quello di "accettabile";
- che con D.D. n. 4687 del 30 dicembre 2014 il Ministero nominava la nuova Commissione per il settore concorsuale 12/B2, che in data 10 settembre 2015 dava avvio all'iter di rivalutazione dei candidati ricorrenti vittoriosi, tra cui parte ricorrente, provvedendo nella seduta del 13 novembre 2015 alla determinazione dei criteri e parametri valutativi;
- che tuttavia, all'esito delle operazioni di rivalutazione, in data 7 marzo 2016 venivano pubblicati on-line - nella sezione del sito web ministeriale appositamente dedicata all'ASN - i giudizi resi con riguardo al ricorrente, al quale veniva nuovamente negata l'abilitazione scientifica nazionale alla funzione di professore di prima fascia, per la considerazione assorbente, sulla base dei criteri definiti nel verbale n. 2, che la maggioranza della commissione ha valutato le monografie e la produzione minore di livello limitato.
Con il primo motivo il ricorrente contesta che, sulla base dei medesimi criteri di valutazione, la seconda Commissione ha valutato in modo profondamente diverso le pubblicazioni del medesimo, in contrasto con le valutazioni unanimemente positive ricevute da parte della prima commissione mai poste in discussione.
Il motivo è destituito di fondamento atteso che deve ritenersi che la nuova commissione incaricata dell’effettuazione di una nuova valutazione del ricorrente avesse la piena libertà di valutazione senza che potesse ritenersi l’esistenza del vincolo delle precedenti valutazioni positive per la sola circostanza che le predette valutazioni non erano state mai messe in discussione nell’ambito del primo giudizio.
E’ invece fondato l’ulteriore motivo di censura con il quale è stato dedotto che il contrasto tra tre giudizi individuali di non idoneità e due giudizi individuali di idoneità in seno alla Commissione non sembra raggiungere un adeguato grado di sintesi nel giudizio finale complessivo di non idoneità.
E, infatti, va evidenziato come non possa ritenersi sufficientemente motivato un giudizio di sintesi che si limiti ad un calcolo aritmetico tra opinioni sfavorevole e favorevoli all’abilitazione, tanto per l’evidente considerazione che già la presupposta valutazione discrezionale rimessa al singolo commissario non può essere validamente espressa mediante un punteggio numerico; del resto, applicare, come avvenuto nel caso di specie, un criterio di prevalenza di tipo aritmetico finirebbe per determinare il sostanziale azzeramento della rilevanza contenutistica del giudizio analitico individuale che si riveli matematicamente soccombente; tale incongruenza metodologica e motivazionale emerge con maggiore evidenza proprio in casi come quello di specie in cui due commissari si sono espressi con giudizi ampiamente favorevoli all’abilitazione, mentre agli altri tre componenti hanno raggiunto conclusioni differenti, senza tuttavia esprimere un giudizio sfavorevole con altrettanta assolutezza; va rilevato che la funzione del giudizio collegiale è quella di composizione e superamento di eventuali opinioni divergenti, senza ridursi a un mero riepilogo di giudizi individuali discordanti che lo priverebbero proprio di quel carattere di decisività che invece deve essergli riconosciuto; invero, nel caso di specie, le considerazioni espresse nel giudizio sintetico non solo non presentano carattere di univocità in senso sfavorevole, ma sono in netta contrapposizione con le opinioni di due commissari, senza che tale perplessità sia stata superata o chiarita con elementi differenti dall’applicazione del criterio di maggioranza numerica.
In conclusione, stante la fondatezza del predetto motivo con assorbimento delle ulteriori doglianze, il ricorso va accolto e per l’effetto va annullato l’impugnato giudizio negativo espresso dalla Commissione nazionale per l'abilitazione alle funzioni di professore universitario - settore concorsuale 12/B2 - Diritto del Lavoro, in sede di rivalutazione.
Si dispone che, ai sensi dell’art. 34 comma I lettera “c” del c.p.a. il ricorrente sia sottoposto a nuova valutazione da parte di commissione in composizione interamente diversa da quella che ha operato, entro giorni trenta dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla l’atto impugnato ai sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
Condanna l’amministrazione alle spese di lite, che si liquidano in euro 2.000,00 (duemila/00) oltre IVA e CPA come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 27 giugno 2017 con l'intervento dei magistrati:
Riccardo Savoia, Presidente
Maria Cristina Quiligotti, Consigliere, Estensore
Paolo Corciulo, Consigliere
 Pubblicato il 17/10/2017