#3205 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 16 giugno 2017, n. 7111

Abilitazione scientifica nazionale-Commissioni giudicatrici-Obbligo di motivazione-Rivalutazione

Data Documento: 2017-06-16
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

A fronte del superamento di due delle tre mediane di riferimento, è necessario che la motivazione resa dalla commissione elenchi le specifiche ragioni che hanno condotto l’organo a ritenere che il candidato non abbia raggiunto la necessaria maturità scientifica per svolgere le funzioni di professore di seconda fascia.

Contenuto sentenza
N. 07111/2017 REG.PROV.COLL.
N. 03130/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 3130 del 2017, proposto da Francesco Paparella, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Di Giandomenico, Luca Lo Bosco, con domicilio eletto presso lo studio Luca Lo Bosco in Roma, viale della Grande Muraglia n. 289; 
contro
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Anvur - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti di
Ivan De Mitri, non costituito in giudizio; 
per l’ottemperanza
della sentenza 7828/2016 del 7.4.2016 del T.A.R. Lazio sede di Roma, Sez. III bis, con la quale la Sezione ha accolto nei sensi e con le modalità di cui in motivazione e ha annullato il provvedimento che ha giudicato inidoneo il ricorrente e ha ordinato all’amministrazione di rivalutare l’interessato da parte di una commissione in diversa composizione entro 90 (novanta) giorni decorrenti dalla comunicazione in via amministrativa della sentenza ovvero dalla notificazione se antecedente.
 Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dell’Anvur - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visto l’art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatrice nella camera di consiglio del giorno 13 giugno 2017 la dott.ssa Emanuela Loria e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
 FATTO e DIRITTO
Dato atto che, con il ricorso in epigrafe, parte ricorrente chiede l’ottemperanza della sentenza n. 7828/2016 del T.A.R. per il Lazio con la quale è stato ritenuto che:
“2 - Il ricorso è fondato nel merito e deve conseguentemente essere accolto sulla base delle assorbenti considerazioni che seguono.
Con la sentenza di questo Tribunale, sezione III, n. 6228/2016 del 27.5.2016, con specifico riferimento al settore concorsuale di cui trattasi e al criterio ulteriore di cui trattasi è stato rilevato:
“- che, peraltro, il Collegio ha più volte ritenuto che, a fronte comunque del superamento di due delle tre mediane di riferimento, è necessario che la motivazione resa dalla commissione elenchi le specifiche ragioni che hanno condotto l’organo a ritenere che il candidato non abbia raggiunto la necessaria maturità scientifica per svolgere le funzioni di professore di seconda fascia;
- che, in effetti, l’unico elemento ricavabile dalla motivazione riguarda il mancato rispetto del criterio elaborato dalla commissione nel verbale n. 2 del 13 marzo 2013 che, invero, si palesa irragionevole nella misura in cui, in disparte la questione dedotta relativa al mancato superamento da parte del ricorrente della terza mediana di riferimento, ha ricevuto comunque giudizi del tutto lusinghieri da parte di tutti i membri della commissione (due ottimi ed un eccellente), a riprova di un profilo curriculare di tutto rilievo;
- che il criterio elaborato dalla commissione (secondo cui chi possiede due mediane su tre deve ottenere nel giudizio di merito due eccellenti ed un solo ottimo) è palesemente irragionevole nella misura in cui esclude dall’abilitazione candidati che possiedono profili e caratteristiche molto positivi, anche al di sopra della media nazionale dei docenti del settore di riferimento;”.
Nella piena condivisione dei suddetti principi il ricorso va quindi accolto con conseguente annullamento del giudizio impugnato nei sensi di cui al dispositivo che segue.”
Considerato che la citata sentenza ha altresì ordinato all’amministrazione ministeriale di rivalutare l’interessato, mediante commissione in diversa composizione, entro novanta giorni dalla notificazione a cura di parte o dalla comunicazione in via amministrativa della medesima;
Rilevato che la sentenza non è stata appellata come risulta dall’attestazione versata in atti;
Rilevato che l’amministrazione non si è costituita nel presente giudizio di ottemperanza;
Considerato che, conseguentemente, il ricorso in epigrafe va accolto assegnando il termine di giorni trenta all’amministrazione e, in caso di ulteriore inottemperanza, nominando fin d’ora il Commissario ad acta il Prefetto di Roma perché provveda all’esecuzione, con facoltà di delega ad un funzionario dell’Ufficio, con spese che saranno liquidate separatamente e poste a carico dell’Amministrazione inadempiente;
Le spese del presente giudizio sono poste, secondo la regola, a carico della parte soccombente e liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), accoglie il ricorso per l’ottemperanza della sentenza n. 7828/2016 del T.A.R. Lazio.
Assegna al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca il termine di trenta (30) giorni, dalla notificazione o dalla comunicazione della presente ordinanza a cura della Segreteria della Sezione, per dare esecuzione alla sentenza n. 7828/2016, nominando fin d’ora Commissario ad acta – in caso di ulteriore inottemperanza - il Prefetto di Roma perché provveda all’esecuzione, con facoltà di delega ad un funzionario dell’Ufficio, le cui spese saranno poste a carico della parte soccombente.
Condanna il M.I.U.R. al pagamento delle spese del presente giudizio a favore di parte ricorrente, nella misura di euro 1.500,00 (millecinquecento) oltre IVA e c.p.a. come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso, in Roma, nella camera di consiglio del giorno 13 giugno 2017 con l’intervento dei magistrati:
Riccardo Savoia, Presidente
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere
Emanuela Loria, Consigliere, Estensore 
Pubblicato il 16/06/2017