#4438 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 16 dicembre 2018, n. 11084

Ricercatore atempo determinato-Retribuzione

Data Documento: 2018-12-16
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Annullamento del provvedimento, essendo la pretesa dell’Ateneo di consentire alla ricorrente di portare a termine il progetto continuando a lavorare ma senza alcuna retribuzione si pone in palese contrasto con i più elementari principi di tutela della lavoratrice/ricercatrice non comprendendosi in base a quale titolo giuridico e con quale inquadramento la ricorrente dovrebbe espletare l’attività relativa al progetto, presso le strutture dell’Ateneo.

Contenuto sentenza
N. 11084/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00110/2018 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 110 del 2018, proposto da: 
Francesca Ramaglia, rappresentato e difeso dall'avvocato Alessandra Mari, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Alberto Caroncini, 51; 
contro
Universita' degli Studi Roma Tre, in persona del Rettore p.t., Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui Uffici sono domiciliati ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti
Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
a) del decreto del Pro Rettore dell'Università degli Studi Roma 3 prot. n.80343 del 17.10.2017, nella parte in cui, pur autorizzando la Ricorrente al completamento delle attività di ricerca presso la stessa Università fino al 23.08.2019 per motivi di maternità, ha stabilito che la proroga non comporta prosecuzione del rapporto contrattuale triennale di cui al contratto n.4/2015 del 27.11.2015 e che Ricorrente non abbia diritto ad alcun compenso di natura retributiva da parte della stessa Università;
b) di tutti gli atti connessi, precedenti e conseguenti.
E PER L'ACCERTAMENTO
del diritto della dott.ssa Francesca Ramaglia di percepire, durante la proroga di 11 mesi e quindi fino al 23.08.2019 del Progetto SIR, la retribuzione prevista nel contratto n.4/2015 del 27.11.2015.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Universita' degli Studi Roma Tre e di Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2018 il dott. Claudio Vallorani e uditi per le parti i difensori l'Avv. Alessandra Mari e il Procuratore dello Stato M. De Vergori.;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
Premesso che:
- con il Decreto n.2052 del 10.08.2017, il MIUR ha autorizzato la proroga di 11 mesi del Progetto affidato alla ricorrente, fino al 23.08.2019 “al fine di consentire il completamento delle attività previste”,specificando che “la concessione della proroga non comporta maggiori oneri, diretti o indiretti, per il MIUR rispetto a quanto stabilito dal D.D. n.1350 del 25/06/2015”;
- con il Decreto del Pro Rettore prot. n.80343 del 17.10.2017, oggetto della presente impugnazione, l’Università degli Studi Roma Tre, in asserita conformità al Decreto del MIUR n. 2052 del 10.08.2017 e interpretando il medesimo nel senso che la ricorrente non avrebbe diritto a compensi durante la proroga della durata del contratto, ha autorizzato la ricorrente al completamento delle attività di ricerca presso la stessa Università fino alla scadenza del 23.08.2019, al contempo, però, stabilendo: “la proroga concessa è finalizzata esclusivamente alla conclusione del progetto che il MIUR ha prorogato senza maggiori oneri diretti o indiretti e non comporta alcun compenso di natura retributiva allo studioso da parte di questa Amministrazione né alcuna prosecuzione del rapporto contrattuale di durata triennale stipulato con rep. n.4/2015 prot. n.196123 del 27/11/2015, i cui effetti rispondono interamente a quanto previsto dal finanziamento del MIUR”;
Ritenuto che l’Università, assumendo il ruolo di “Host Institution”rispetto al Progetto ministeriale in oggetto, con la stipula del contratto predetto, ha espressamente inquadrato la dott.ssa Francesca Ramaglia come ricercatore a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 24, comma 3, lett. a), Legge n. 240 del 2010 assumendo così tutti gli obblighi che imperativamente ne derivano, a cominciare dalla tutela della maternità nel corso del rapporto lavorativo oltre che in ordine al pagamento delle retribuzione convenuta (anche nel periodo di proroga), atteso che è “quel” rapporto contrattuale (e non altro) ad dover essere prorogato, con conseguente conservazione di ogni relativa obbligazione (retributiva, assicurativa, previdenziale, fiscale) a carico dell’ente datore di lavoro;
Considerato che la pretesa dell’Ateneo di consentire alla ricorrente di portare a termine il progetto continuando a lavorare ma senza alcuna retribuzione si pone in palese contrasto con i più elementari principi di tutela della lavoratrice/ricercatrice non comprendendosi in base a quale titolo giuridico e con quale inquadramento la ricorrente dovrebbe espletare l’attività relativa al progetto, presso le strutture dell’Ateneo;
Considerato che, pertanto, l’Università degli studi di Roma Tre, anche a prescindere dalla sufficienza dei fondi ministeriali stanziati per il progetto, è tenuta ad onorare il contratto fino alla sua scadenza prorogata, come peraltro appariva implicitamente confermato dal Bando del Programma SIR 1 dove, tra i Principi Guida del Programma, è previsto che:
- l’Host Institution (nella specie l’Università resistente) deve impegnarsi alla stipula di apposito contratto con il PI (= “Principal Investigator”) ove questo non sia già dipendente della stessa a tempo indeterminato come ricercatore o docente;
- garantire condizioni adeguate perché il PI possa dirigere autonomamente la ricerca e gestire il finanziamento per la durata del progetto;
“il costo complessivo rendicontato a consuntivo potrà subire variazioni in aumento o diminuzione rispetto a quanto approvato; qualora tali variazioni dovessero risultare in aumento, il contributo del MIUR resterà invariato rispetto a quanto approvato; qualora, invece, tali variazioni dovessero risultare in diminuzione, il contributo del MIUR sarà ricalcolato nel rispetto dei criteri più avanti indicati, e il MIUR procederà al recupero delle somme erogate in esubero, mediante compensazione, anche su altri capitoli di bilancio”;
Considerato altresì, ad ulteriore supporto della domanda della ricorrente, che parte delle somme stanziate per il progetto sono ancora, per alcuni voci (v. in part. le “spese generali”), disponibili e pienamente capienti al fine della copertura degli oneri aggiuntivi connessi alla prosecuzione del rapporto di lavoro con la dott.ssa Ramaglia;
Valutata, anche ai fini delle spese della presente causa, la condotta da ultimo tenuta dall’Università resistente che ha dichiarato la propria disponibilità a riconsiderare la propria posizione nei confronti della ricercatrice previa rimodulazione, da parte del Ministero resistente, della ripartizione delle somme tra le varie voci del progetto, in modo tale da assicurare la totale retribuzione della ricorrente per l’attività svolta e da svolgere in proroga;
Ritenuto, per le ragioni che precedono, di accogliere la domanda di parte ricorrente nei termini meglio indicati nel dispositivo con compensazione delle spese di causa tra tutte le parti del giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto:
- annulla i provvedimenti indicati in epigrafe;
- accerta e dichiara il diritto della ricorrente di ottenere la proroga della durata del Contratto del 27/11/2015 stipulato con l’Università degli Studi Roma Tre in correlazione con la proroga di 11 mesi concessa dal MIUR con il Decreto n.2052/2017 del 10.08.2017; condanna l’Università degli Studi Roma 3 a porre in essere tutti gli atti necessari per assicurare il diritto della Ricorrente;
c) accerta l’obbligo dell’Università degli Studi di Roma 3 a pagare alla ricorrente la retribuzione contrattualmente prevista per tutta la durata della proroga del Progetto SIR concessa dal MIUR con il Decreto n.2052/2017 del 10.08.2017.
Spese di causa compensate tra tutte le parti in causa.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Silvio Lomazzi, Consigliere
Claudio Vallorani, Primo Referendario, Estensore
 Pubblicato il 16/11/2018