#2812 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 11 gennaio 2018, n. 250

Abilitazione scientifica nazionale-Commissione esaminatrice-Valutazione

Data Documento: 2018-01-11
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Ai fini del conseguimento dell’abilitazione, il superamento delle mediane assume un ruolo rilevante, ma non decisivo, essendo gli indici correlati alle stesse di carattere quantitativo (cfr. all.A, B al d.m. 7 giugno 2012, n. 76) e risultando dunque all’uopo preminente il giudizio di merito della commissione sulla maturità scientifica raggiunta dai candidati, ex art. 4 del succitato d.m.

Contenuto sentenza
N. 00250/2018 REG.PROV.COLL.
N. 05789/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 5789 del 2014, proposto da: Laura Anna Antonia Tundo, rappresentata e difesa dall'avvocato Pietro Quinto, con domicilio eletto presso lo studio di Alfredo Placidi in Roma, via Barnaba Tortolini, 30; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ANVUR - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, rappresentati e difesi secondo legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio eletto presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
per l'annullamento,
previa sospensione dell’efficacia,
del giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, settore concorsuale 11/C3 “filosofia morale”, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dell’ANVUR;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2017 il dott. Silvio Lomazzi e uditi per le parti l'Avv. Gigante, in sostituzione dell'Avv. P. Quinto, e l'Avvocato dello Stato A. Fedeli;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
La Sig.ra Laura Anna Antonia Tundo, Professore associato di filosofia morale e bioetica presso l’Università degli Studi del Salento, impugnava il giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, settore concorsuale 11/C3 “filosofia morale”, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo la violazione del D.P.R. n.222 del 2011, del D.M. n.76 del 2012, del D.D. n.222 del 2012, del D.M. n.159 del 2012 nonché l’eccesso di potere per contraddittorietà, errore, difetto di motivazione, violazione dei criteri di cui al verbale n.1 e sviamento. 
La ricorrente in particolare ha fatto presente quanto segue.
Erano stati resi due giudizi favorevoli, ed uno incerto; il giudizio collegiale era dunque carente di sintesi; non vi era accordo, in seno alla Commissione di valutazione, nemmeno sulla parziale incoerenza dei lavori scientifici col settore concorsuale in argomento; in ogni caso dette pubblicazioni attenevano al suindicato settore; l’Organo valutativo poi era incorso in errori nell’esame degli scritti nonché nel calcolo delle mediane; in ogni caso non erano stati tenuto in debito conto i titoli di rilievo.
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’ANVUR si costituivano in giudizio per la reiezione del gravame, illustrandone con successiva memoria l’infondatezza nel merito.
Con ordinanza n.3848 del 2014 il Tribunale respingeva la domanda cautelare presentata dalla ricorrente.
Con memorie le parti ribadivano i rispettivi assunti.
Nella camera di consiglio del 18 ottobre 2017, fissata per l’esame dell’istanza di prelievo, questo Tribunale, accertata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria, sentite sul punto le parti costituite e ricorrendone i presupposti, ha trattenuto la causa per la decisione nel merito, ex art.71 bis c.p.a..
Il ricorso è fondato e va pertanto accolto, con conseguente annullamento del giudizio di non idoneità impugnato. 
Invero va precisato in primo luogo che, ai fini del conseguimento dell’abilitazione, il superamento delle mediane assume un ruolo rilevante, ma non decisivo, essendo gli indici correlati alle stesse di carattere quantitativo (cfr. all.A, B al D.M. n.76 del 2012) e risultando dunque all’uopo preminente il giudizio di merito della Commissione sulla maturità scientifica raggiunta dai candidati, ex art.4 del D.M. n.76 del 2012 (cfr., tra le altre, TAR Lazio, III, n.11500 del 2014).
Nondimeno è necessario in ogni caso evidenziare che il giudizio reso risulta viziato per le carenze dedotte, tenuto conto che trattasi di procedura valutativa per titoli e pubblicazioni, ex art.16, comma 3a della Legge n.240 del 2010.
Nello specifico va richiamato il curriculum della ricorrente, che comprende tra i titoli una consistente attività di ricerca e di partecipazione a comitati scientifici di riviste del settore (cfr. all.4 al ricorso).
In relazione alle pubblicazioni poi, con riferimento al rilievo mosso (peraltro solo) da due commissari (Moroncini, Savignano) sulla parziale incoerenza dei predetti lavori col settore concorsuale in esame, occorre rilevare che la stessa non emerge all’evidenza ed anzi, pur considerando che trattasi di valutazione tecnico-discrezionale, appare quantomeno dubbia, sol che si raffronti l’elenco delle pubblicazioni (cfr. all.4 al ricorso) con la declaratoria del settore concorsuale 11/C3 “filosofia morale”, ex all.B del D.M. n.159 del 2012. 
Va altresì evidenziato che il giudizio collegiale di non idoneità, preceduto, con varie sfumature, da due giudizi individuali positivi (Inneratity, Miano), uno parzialmente positivo (Bonito Oliva) e due negativi (Moroncini, Savignano), difetta di un coerente e adeguato grado di sintesi (cfr. all.2 al ricorso e, tra le altre, TAR Lazio, III, n.8301 del 2016).
L’Amministrazione dovrà quindi procedere ad un riesame del predetto giudizio, ad opera di una differente Commissione, entro il termine di 30 (trenta) giorni dalla notifica o comunicazione della presente sentenza.
Restano assorbite per difetto di rilevanza le rimanenti censure.
Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso n.5789/2014 indicato in epigrafe e per l’effetto annulla l’atto impugnato.
Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento in favore della parte ricorrente delle spese di giudizio, che liquida in €1.000,00 (Mille/00) oltre a IVA e CPA come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere
Silvio Lomazzi, Consigliere, Estensore
Pubblicato il 11/01/2018