#2813 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 11 gennaio 2018, n. 249

Abilitazione scientifica nazionale-Commissione esaminatrice-Valutazione

Data Documento: 2018-01-11
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Ai fini del conseguimento dell’abilitazione, il superamento delle mediane assume un ruolo rilevante, ma non decisivo, essendo gli indici correlati alle stesse di carattere quantitativo (cfr. all.A, B al d.m. 7 giugno 2012, n. 76) e risultando dunque all’uopo preminente il giudizio di merito della commissione sulla maturità scientifica raggiunta dai candidati, ex art. 4 del succitato d.m.

Contenuto sentenza
N. 00249/2018 REG.PROV.COLL.
N. 05444/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 5444 del 2014, proposto da: Gabriele Piccoli, rappresentato e difeso dall'avvocato Giuseppe Franco Ferrari, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via di Ripetta, 142; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e Commissione di abilitazione, rappresentati e difesi secondo legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio eletto presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti di
Maria Chiara Di Guardo, non costituita in giudizio; 
per l'annullamento,
del giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, settore concorsuale 13/B3 “organizzazione aziendale”, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2017 il dott. Silvio Lomazzi e uditi per le parti l'Avv. E. Papponetti, in sostituzione dell'Avv. F. G. Ferraro, e, solo nella chiamata preliminare, l'Avvocato dello Stato A. Fedeli;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
Il Sig. Gabriele Piccoli, Professore associato di organizzazione aziendale presso l’Università degli Studi di Sassari, impugnava il giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, settore concorsuale 13/B3 “organizzazione aziendale”, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo la violazione dell’art.4 del D.P.R. n.222 del 2011, degli artt.3, 4 del D.M. n.76 del 2012, degli artt.3, 97 Cost. nonché l’eccesso di potere per difetto di motivazione, travisamento dei presupposti di fatto e di diritto, irragionevolezza, contraddittorietà e illogicità manifeste, ingiustizia.
Il ricorrente in particolare ha fatto presente quanto segue.
Le pubblicazioni risultavano coerenti col settore concorsuale in argomento; gli indici correlati alle “mediane” erano stati erroneamente calcolati, venendo superate tutte e tre le mediane predette; gli articoli scientifici andavano considerati di rilevante livello qualitativo, trovando pubblicazione in ottime riviste; i lavori scientifici risultavano di rilievo internazionale; non era stata valorizzata l’interdisciplinarietà delle ricerche. 
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Commissione di abilitazione si costituivano in giudizio per la reiezione del gravame.
Con memoria il ricorrente ribadiva i propri assunti.
Con ordinanza n.3183 del 2017 il Tribunale disponeva incombenti istruttori, cui seguiva il riscontro dell’Amministrazione.
Con apposita nota il ricorrente deduceva l’inammissibilità, per tardività, della documentazione istruttoria depositata dal Soggetto pubblico, richiedendo in subordine, il rinvio della trattazione per esigenze difensive.
A seguito di rinvio, con successiva memoria l’interessato ribadiva i propri assunti.
Nella camera di consiglio del 18 ottobre 2017, fissata per l’esame dell’istanza di prelievo, questo Tribunale, accertata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria, sentite sul punto le parti costituite e ricorrendone i presupposti, ha trattenuto la causa per la decisione nel merito, ex art.71 bis c.p.a..
Il Collegio tralascia l’esame dell’eccezione di rito sull’inammissibilità, per tardività, del deposito istruttorio del 30 settembre 2017 dell’Amministrazione, stante la sua irrilevanza ai fini della risoluzione della controversia.
Nel merito il ricorso è destituito di fondamento e va pertanto respinto.
Invero va precisato in primo luogo che, ai fini del conseguimento dell’abilitazione, il superamento delle mediane assume un ruolo rilevante, ma non decisivo, essendo gli indici correlati alle stesse di carattere quantitativo (cfr. all.A, B al D.M. n.76 del 2012) e risultando dunque all’uopo preminente il giudizio di merito della Commissione sulla maturità scientifica raggiunta dai candidati, ex art.4 del D.M. n.76 del 2012 (cfr., tra le altre, TAR Lazio, III, n.11500 del 2014).
Inoltre sulla incoerenza delle pubblicazioni col settore concorsuale in argomento ritenuta dalla Commissione, va rilevato che il relativo giudizio è preceduto da valutazione tipicamente tecnico-discrezionale, sindacabile e dunque censurabile solo in ipotesi di evidenti e macroscopici vizi di illogicità, contraddittorietà o irragionevolezza (cfr., tra le altre, TAR Lazio, III, n.325 del 2017), che nel caso di specie non è dato riscontrare, sol considerando che sul punto la valutazione dei commissari è risultata unanime e motivata (cfr. all.1 al ricorso e all.B D.M. n.159 del 2012) e che l’interessato risulta docente nel settore 13/B3 “organizzazione aziendale” solo a partire dal 3 maggio 2012 (cfr. all.8 al ricorso).
Ne discende l’irrilevanza delle deduzioni sulla portata internazionale dei lavori e sulla interdisciplinarietà delle ricerche.
Occorre in ultimo evidenziare, con riferimento agli articoli scientifici, che, ai fini della valutazione del loro livello qualitativo, non può risultare decisivo o comunque preminente un criterio di valutazione che attiene alla rivista nel complesso considerata, più che al singolo articolo in essa contenuto (cfr., tra le altre, TAR Lazio, III, n.11630 e n.11889 del 2015). 
Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Definitivamente pronunciando, respinge il ricorso n.5444/2014 indicato in epigrafe.
Condanna la parte ricorrente al pagamento in favore dell’Amministrazione resistente delle spese di giudizio, che liquida in €1.000,00 (Mille/00) oltre a IVA e CPA come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere
Silvio Lomazzi, Consigliere, Estensore
Pubblicato il 11/01/2018