#2814 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 11 gennaio 2018, n. 248

Accesso ai corsi di laurea a numero chiuso-Posti non assegnati studenti extracomunitari

Data Documento: 2018-01-11
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

La garanzia del diritto allo studio, sancita dall’art. 34, primo comma, della Costituzione, porta a privilegiare la tesi dello scorrimento degli studenti comunitari non utilmente collocati in graduatoria nei posti assegnati agli studenti extracomunitari rimasti non utilizzati.

Contenuto sentenza
N. 00248/2018 REG.PROV.COLL.
N. 12131/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 12131 del 2016, proposto da: Alessia Ferraioli, rappresentata e difesa dall'avvocato Maurizio Discepolo, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Conca D'Oro n.189/190 - pal. D; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Università Politecnica delle Marche, Università degli Studi di Bari, Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Cagliari, Università degli Studi di Catania, Università degli Studi di Catanzaro, rappresentati e difesi secondo legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio eletto presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
Università degli Studi di Padova, rappresentata e difesa dagli avvocati Roberto Toniolo, Marika Sala, Sabrina Visentin, con domicilio, ex art.25 c.p.a., presso la Segreteria del TAR Lazio in Roma, via Flaminia, 189; 
Università degli Studi di Chieti, Università degli Studi del Molise, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Foggia, Università degli Studi di Genova, Università degli Studi dell'Aquila, Università degli Studi di Messina, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano “Bicocca”, Università degli Studi di Milano “Vita Salute San Raffaele”, Università degli Studi di Milano “Cattolica Sacro Cuore”, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Seconda Università degli Studi di Napoli, Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi di Parma, Università degli Studi di Pavia, Università degli Studi di Pisa, Università degli Studi di Roma “La Sapienza – Policlinico”, Università degli Studi di Roma “La Sapienza Polo Pontino”, Università degli Studi di Roma “La Sapienza Sant'Andrea”, Università degli Studi di Roma “Campus Biomedico”, Università degli Studi di Salerno, Università degli Studi di Sassari, Università degli Studi di Siena, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi di Torino “L. Gonzaga”, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Varese, Università degli Studi di Vercelli, Università degli Studi di Verona, Università degli Studi di Ferrara, Cineca - Consorzio Interuniversitario per la Gestione del Centro Elettronico dell'Italia Nord Orientale, non costituiti in giudizio; 
nei confronti di
Beatrice Abatelli, non costituita in giudizio; 
per l'annullamento,
previa sospensione dell’efficacia,
del diniego di ammissione ai corsi di laurea, a numero chiuso, in medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2016/17, di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, dell’Università Politecnica delle Marche, dell’Università degli Studi di Bari, dell’Università degli Studi di Bologna, dell’Università degli Studi di Brescia, dell’Università degli Studi di Cagliari, dell’Università degli Studi di Catania e dell’Università degli Studi di Catanzaro;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Università degli Studi di Padova;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 18 ottobre 2017 il dott. Silvio Lomazzi e uditi per le parti l'Avv. D. Perucca, in sostituzione dell'Avv. M. Discepolo, l'Avvocato dello Stato A. Fedeli e l'Avv. S. Visentin;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
La Sig.ra Alessia Ferraioli in data 6 settembre 2016 partecipava presso l’Università Politecnica delle Marche al test di ingresso ai corsi di laurea in medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2016/17; la studentessa conseguiva il punteggio di 58,80, risultando idonea, ma in posizione in graduatoria non utile per accedere ai suddetti corsi di laurea.
L’interessata impugnava dunque la determina di non ammissione, per essere immatricolata, anche in soprannumero, al corso di laurea in medicina, oltre agli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo la violazione degli artt.2, 3, 4, 33, 34, 97 Cost. nonché l’eccesso di potere per disparità di trattamento, ingiustizia manifesta, illogicità e irragionevolezza.
La ricorrente in particolare ha fatto presente che gran parte delle domande oggetto del test di ingresso ai corsi era già edita in manuali di preparazione alla prova; che inoltre il quesito n.16 era suscettibile di plurime risposte, mentre il n.33 non aveva soluzione; che in ultimo e in ogni caso erano rimasti non coperti posti destinati a studenti extracomunitari non residenti.
Con decreto n.7294 del 2016 veniva respinta l’istanza per l’adozione di una misura cautelare provvisoria.
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli Studi di Bari, l’Università degli Studi di Bologna, l’Università degli Studi di Brescia, l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università degli Studi di Catania, l’Università degli Studi di Catanzaro si costituivano in giudizio per la reiezione del gravame.
Con ordinanza n.8019 del 2016 il Tribunale disponeva incombenti istruttori nei confronti dell’Università Politecnica delle Marche, cui seguiva riscontro.
Il suddetto Ateneo in particolare segnalava l’impossibilità di assegnare gli eventuali posti liberi in argomento, ex art.10, comma 3 del D.M. n.546 del 2016.
La ricorrente con memoria deduceva in fatto che dei n.10 posti disponibili per studenti extracomunitari non residenti presso la suddetta Università soltanto n.1 era stato coperto, risultando dunque ancora ben n. 9 posti liberi e depositava la relativa documentazione a comprova.
Con ordinanza n.168 del 2017 la Sezione richiedeva chiarimenti al Ministero circa l’eventuale assegnazione dei posti riservati agli studenti extracomunitari non residenti, rimasti vacanti.
Il Soggetto pubblico con memoria precisava che le graduatorie degli studenti comunitari e degli extracomunitari non residenti non erano comunicanti, ex art.6 ter del D.Lgs. n.502 del 1992, fondandosi su differenti presupposti, e deduceva l’infondatezza nel merito dell’impugnativa.
Con ordinanza n.1172 del 2017 il Tribunale respingeva la domanda cautelare presentata dalla ricorrente.
Con successiva ordinanza n.1588 del 2017 il Consiglio di Stato, Sez.VI, accoglieva l’appello cautelare, ai fini dello scorrimento della graduatoria dei candidati, mediante l’utilizzo dei posti vacanti destinati agli studenti extracomunitari non residenti, richiedendo nel contempo la sollecita fissazione dell’udienza di merito, ex art.55, comma 10 c.p.a..
Con ordinanza presidenziale n.3778 del 2017, cui seguiva apposito riscontro, veniva autorizzata l’integrazione del contraddittorio per pubblici proclami.
L’Università degli Studi di Padova si costituiva in giudizio, con richiesta di eventuale estromissione dallo stesso, segnalando, tra l’altro, in fatto che la ricorrente non aveva sostenuto la prova a Padova.
Con memoria l’interessata faceva presente che, grazie alla misura cautelare d’appello, si era iscritta al I anno del corso di laurea in medicina presso l’Università Politecnica delle Marche, anno accademico 2016/17, e che aveva superato n.5 esami, producendo la relativa documentazione.
Il Ministero precisava che l’immatricolazione suddetta era avvenuta con riserva all’esito del giudizio.
Nell’udienza del 18 ottobre 2017 la causa veniva discussa e quindi trattenuta in decisione.
Il ricorso è fondato e va pertanto accolto nei limiti di seguito esposti.
Invero occorre evidenziare in primo luogo l’irrilevanza del fatto che parte dei quesiti del test di accesso ai corsi di laurea fosse già edita, in quanto contenuta in manuali di preparazione alla prova, atteso che a tutti i candidati sono state sottoposte lo stesso numero e tipo di domande, senza alcuna differenziazione e che i manuali in questione erano agevolmente rinvenibili in commercio e destinati alla preparazione degli studenti, che non poteva in alcun modo essere impedita (cfr. TAR Lazio, III, n.10065 e n.10129 del 2017); né del resto è possibile sapere quali dei candidati erano a conoscenza dei quesiti e in che misura, quali degli stessi abbiano tratto vantaggio dal fatto in questione e in che modo (cfr. ancora TAR Lazio, III, n.10129 del 2017).
Va inoltre rilevato, in relazione al quesito n.16, suscettibile di plurime risposte corrette, che l’Amministrazione, proprio al fine di ridurre al minimo eventuali sperequazioni, ha deciso la cosiddetta “sterilizzazione” del quesito, attribuendo a tutti i candidati, indipendentemente dalla loro risposta, il punteggio di 1,5, in generale previsto per le risposte esatte; tale determinazione è stata preceduta da valutazione tecnico-discrezionale non irragionevole, tenuto conto che qualsiasi altra scelta avrebbe prodotto maggiori effetti distorsivi (cfr. diffusamente sul punto ancora TAR Lazio, III, n.10065 e n.10129 del 2017); nè del resto è possibile per il Tribunale sostituirsi all’Amministrazione nell’individuazione della risposta esatta al quesito, richiedendo tale scelta una valutazione di merito inammissibile, essendo la stessa riservata in via esclusiva all’apprezzamento del Ministero (cfr. Corte Cass., SS.UU., n.23395 del 2016 e del pari TAR Lazio, III, n.10129 del 2017).
Sul quesito n.33, reputato insolubile, è invece sufficiente evidenziare che la ricorrente ha fornito la soluzione ritenuta corretta, come dalla stessa ammesso (cfr. pagg.6, 7 del ricorso).
Nondimeno, in relazione all’utilizzo dei posti destinati agli studenti extracomunitari non residenti lasciati liberi, è necessario che la normativa corrispondente vada intesa alla luce del rilievo costituzionale attribuito al diritto allo studio, ex art.34 Cost. (cfr. anche, nelle ipotesi del cosiddetto “numero chiuso”, Corte Cost. n.383 del 1998); ne discende che, ai sensi dell’art.3 della Legge n.264 del 1999, va data preminenza al criterio della capacità ricettiva dell’Ateneo, rispetto a quello, dunque recessivo, del fabbisogno di professionalità del sistema sociale e produttivo (cfr. TAR Lazio, III, n.6248 e n.3197 del 2014); del resto occorre considerare sul punto che non tutti gli studenti portano a termine il loro corso di studi e che non tutti i laureati esercitano poi la loro professione all’interno del sistema ove si sono formati (cfr. ancora TAR Lazio, III, n.6248 del 2014).
Devono pertanto essere considerati, ai fini dello scorrimento della graduatoria dei candidati, i posti destinati agli studenti extracomunitari non residenti, rimasti vacanti presso l’Università Politecnica delle Marche (cfr. deposito del 7 gennaio 2017 della ricorrente e già Cons. Stato, VI, ord. n.1588 del 2017).
In considerazione dei fatti di causa sussistono giusti motivi per compensare le spese di giudizio tra le parti.
P.Q.M.
Definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso n.12131/2016 indicato in epigrafe, nei limiti di cui in motivazione, e per l’effetto annulla l’atto impugnato.
Compensa le spese di giudizio tra le parti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 ottobre 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Vincenzo Blanda, Consigliere
Silvio Lomazzi, Consigliere, Estensore
Pubblicato il 11/01/2018