#4485 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 11 febbraio 2019, n. 1717

Abilitazione scientifica nazionale-Giudizio commissione esaminatrice-Discrezionalità tecnica

Data Documento: 2019-02-11
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

In tema di abilitazione scientifica nazionale, la cognizione del Giudice Amministrativo ha subito nel corso degli anni una significativa evoluzione, fino a ritenere censurabile ogni valutazione che si ponga al di fuori dell’ambito di esattezza o attendibilità, quando non appaiano rispettati parametri tecnici di univoca lettura, ovvero orientamenti già oggetto di giurisprudenza consolidata, o di dottrina dominante in materia. (cfr. in termini: Cons. Stato, Sez IV, 13 ottobre 2003, n. 6201; Id., Sez. VI, 12 giugno 2015, n. 2888).

Contenuto sentenza
N. 01717/2019 REG.PROV.COLL.
N. 05248/2017 REG.RIC.
 REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 5248 del 2017, proposto da 
Luigi Antonio Morrone, rappresentato e difeso dagli avvocati Franco Gaetano Scoca e Antonio Senatore, con domicilio eletto presso lo studio Franco Gaetano Scoca in Roma, via Giovanni Paisiello, 55; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato e presso la medesima domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti
Cosentino Prof. Marco non costituito in giudizio; 
per l'annullamento ex art. 29 e 71 – s.s. del cod. proc. amm.
previa adozione di idonee misure cautelari ex art. 55 del cod. proc. amm.
- del giudizio negativo reso nei confronti del Prof. Morrone per il conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di prima fascia, Settore concorsuale 05/G1 Farmacologia, Farmacologia Clinica e Farmacognosia, da parte della Commissione nominata con decreto direttoriale M.I.U.R. n. 2500 del 31 ottobre 2016;
- del decreto direttoriale M.I.U.R. n. 2500/2016 di nomina della Commissione A.S.N.;
- dei verbali delle riunioni della Commissione: n. 1 del 21 novembre 2016, n. 2 del 22 novembre 2016, n. 3 del 20 dicembre 2016, n. 4 del 7 febbraio 2016, n. 5 dell'8 febbraio 2016, n. 6 del 9 febbraio 2017, n. 7 del 14 febbraio 2017, n. 8 del 17 febbraio 2017, n. 9 del 28 febbraio 2017, n. 9-bis del 1° marzo 2017, n. 9-ter del 2 marzo 2017, n. 10 del 6 marzo 2017, n. 11 del 7 marzo 2017, n. 12 dell'8 marzo 2017, n. 13 del 16 marzo 2017, n. 14 del 23 marzo 2017, n. 15 del 31 marzo 2017, n. 16 del 3 aprile 2017;
- della relazione riassuntiva dei lavori della Commissione A.S.N. datata 3 aprile 2017;
- del bando approvato con decreto direttoriale del M.I.U.R. n. 1532 del 29 luglio 2016;
- del d.P.R. n. 95 del 4 aprile 2016 e del decreto M.I.U.R. n. 120 del 7 giugno 2016;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 6 febbraio 2019 la dott.ssa Gabriella De Michele e uditi per le parti i difensori l'Avv. A. Senatore e l'Avvocato dello Stato A. Jacoangeli;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
E’ sottoposta all’esame del Collegio una questione di mancato riconoscimento dell’abilitazione scientifica nazionale, in base alla peculiare procedura prevista dall’art. 16 della legge n. 240 del 30 dicembre 2010 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e di reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario).Tale procedura è disciplinata anche dal regolamento attuativo, approvato con d.P.R. n. 222 del 14 settembre 2011, come modificato con d.P.R. n. 95 del 4 aprile 2016, nonché dal regolamento recante criteri e parametri per la valutazione, oggetto di decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 120 del 7 giugno 2016, oltre che dal bando di selezione.
I limiti del sindacato di legittimità su atti, che, come quelli in esame, costituiscano espressione di discrezionalità tecnica, sono ormai oggetto di giurisprudenza consolidata, anche per quanto riguarda la linea evolutiva, secondo cui può ritenersi censurabile ogni valutazione che si ponga al di fuori dell'ambito di esattezza o attendibilità, quando non appaiano rispettati parametri tecnici di univoca lettura, ovvero orientamenti già oggetto di giurisprudenza consolidata, o di dottrina dominante in materia. (esattamente in termini: Cons. Stato, sez IV, 13 ottobre 2003, n. 6201, nonchè Cons. Stato, sez. VI, 12 giugno 2015, n. 2888; 27 maggio 2014, n. 3357; 16 aprile 2012, n. 2138; 18 novembre 2008, n. 694; TAR Lazio, Roma, sez. III, 4 agosto 2016, n. 9086).
Per quanto riguarda la più recente disciplina, vigente in tema di abilitazione scientifica nazionale, il legislatore ha dettato parametri oggettivi, puntualizzati in via regolamentare, in grado di consentire un percorso di verifica giudiziale più stringente, in ordine al discostamento o meno dagli stessi, di modo che – ove titoli e valori soglia risultino positivamente riscontrati – non può non ravvisarsi l’esigenza di una motivazione particolarmente accurata per negare il richiesto titolo abilitante, risultando i soggetti interessati già inseriti, ad un livello sotto diversi profili adeguato, nel settore scientifico interessato (poichè i parametri in questione – benchè formulati in termini quantitativi – sono anche espressione di un positivo spessore della figura professionale di riferimento) .
Nel citato regolamento n.120 del 2016 si richiede in particolare, all’art. 5, che il candidato possieda almeno tre titoli fra quelli (non meno di sei) scelti dalla Commissione nell’elenco di cui all’allegato “A” al regolamento stesso; detto candidato, inoltre, deve superare almeno due su tre “valori soglia”,rapportati al numero di pubblicazioni su determinate categorie di riviste e alle citazioni registrate – in ordine alla relativa produzione scientifica – su specifiche banche dati internazionali (cfr. allegato “C” reg. cit); conclusivamente, quindi, l’abilitazione di cui trattasi potrà essere rilasciata – sulla base di cinque giudizi individuali (tre almeno dei quali positivi) e di un giudizio finale a carattere collegiale – solo ai candidati che, oltre a possedere gli almeno tre titoli di cui sopra, ottengano (art. 6 reg. cit.) una valutazione positiva sull’impatto della propria produzione scientifica e le cui pubblicazioni siano valutate complessivamente di qualità “elevata”, come definita nell’allegato “B” al medesimo regolamento (“si intende per pubblicazione di qualità elevata una pubblicazione che, per il livello di originalità e rigore metodologico e per il contributo che fornisce al progresso della ricerca, abbia conseguito o è presumibile che consegua un impatto significativo nella comunità scientifica di riferimento, a livello anche internazionale”). Ulteriori precise disposizioni indicano il numero di pubblicazioni da produrre, gli anni di riferimento e alcune diversificazioni per le valutazioni, da riferire alla I^ o alla II^ fascia di docenza.
Nel caso di specie, l’abilitazione di cui trattasi è stata negata per il settore disciplinare 05/G1 – Farmacologia, Farmacologia Clinica e Farmacognosia -,I^ fascia, nonostante il riconoscimento di tutti i titoli individuati dalla Commissione ed il superamento di due su tre valori soglia di cui all’allegato “C” al DM. n. 120 del 2016, punti nn. 2 e 3.
La valutazione negativa è contestata nel ricorso per violazione di legge ed eccesso di potere, con peculiare riferimento al difetto di motivazione, all’arbitrarietà, al difetto di istruttoria ed alla disparità di trattamento.
In tale contesto il Collegio ha ravvisato i presupposti per emettere sentenza in forma semplificata e, previo rituale avviso alle parti, ha trattenuto l’impugnativa in decisione, rilevandone la fondatezza.
Appare meritevole di accoglimento ed assorbente la censura - dedotta nel ricorso e puntualizzata nella memoria difensiva - attraverso cui è stato prospettato il difetto di motivazione, per eccessiva genericità del giudizio di “non elevata qualità”, considerato che dallo stesso non sono evincibili le ragioni ostative al riconoscimento dell’Abilitazione di cui trattasi.
Il giudizio collegiale, relativo all’abilitazione per le funzioni di professore di prima fascia, infatti, è espresso nei seguenti termini: “…Il prof. Morrone Luigi Antonio è professore associato dal 1° marzo 2002 presso l'Università degli Studi della Calabria. Il contributo del candidato alle attività di ricerca e sviluppo svolte è rivolta allo studio dei meccanismi di neurodegenerazione soprattutto a livello delle strutture nervose dell’occhio e delle modalità per contrastarle, si tratta di studi in coerenza con il settore concorsuale 05/G1.
Impatto della produzione scientifica
Con riferimento al titolo 1 dell’Allegato A al D.M. 120/2016, due (numero dei lavori e indice H) degli indicatori relativi all’impatto della produzione scientifica raggiungono i valori soglia previsti dal D.M. 602/2016, mentre risulta inferiore alla soglia il numero di citazioni.
Titoli
Il candidato risulta in possesso di quattro titoli tra quelli individuati e definiti dalla Commissione nella prima riunione ai sensi dall’art. 8, comma 1, del D.P.R. 95/2016. In particolare la Commissione, sulla base di quanto inserito dal candidato in domanda, ritiene che risulti accertato in misura sufficiente il possesso di quattro titoli: A, B, D e G in coerenza con le tematiche del settore concorsuale 05/G1. Relativamente ai titoli C ed I la Commissione valuta il mancato possesso degli stessi da parte del candidato considerato che quanto indicato dallo stesso non integra i presupposti necessari ad attestare il possesso dei suindicati titoli, in quanto non soddisfa pienamente i criteri definiti dalla commissione nel verbale n.1 del 21/11/2016.
Pubblicazioni scientifiche
Il candidato ha presentato complessivamente N. 16 pubblicazioni scientifiche. La Commissione, valutate le pubblicazioni secondo i criteri di cui all ’ art. 4, del D.M. 120/2016, esprime il seguente giudizio: “Le pubblicazioni sono complessivamente coerenti con le tematiche del settore concorsuale 05/G1 anche se valutate di qualità non elevata. La produzione scientifica del candidato risulta continua sotto il profilo temporale. In particolare, la Commissione rileva che nei lavori eseguiti in collaborazione, l’apporto individuale del candidato risulta limitato come si evince dal fatto che solo nella metà degli articoli presentati presenta una posizione di rilievo tra gli autori.”
Complessivamente le pubblicazioni presentate non possono essere ritenute di qualità elevata in relazione al settore concorsuale 05/G1.
Alla luce delle valutazioni di cui sopra e dopo approfondito esame del profilo scientifico del candidato, la commissione all’unanimità ritiene che lo stesso non presenti complessivamente titoli e pubblicazioni tali da dimostrare una posizione riconosciuta nel panorama della ricerca come emerge dai risultati della ricerca in termini di qualità e originalità per il settore concorsuale 05/G1 rispetto alle tematiche scientifiche affrontate. Conseguentemente si ritiene che il candidato non possieda la maturità scientifica richiesta per le funzioni di professore di I fascia.”
Nel giudizio collegiale il candidato, dunque, risulta valutato negativamente sotto il profilo della “qualità elevata” e dell’apporto individuale.
La carenza motivazionale è ravvisabile nella eccessiva genericità del giudizio formulato in ordine alla elevata qualità poiché non vi è specifico riferimento ai parametri, che avrebbero dovuto caratterizzare e giustificare una valutazione negativa.
L’art. 4 del D.M. n. 120/2016, infatti, impone alla Commissione una valutazione complessiva degli indici qualitativi elencati, quali la coerenza delle pubblicazioni scientifiche rispetto al settore concorsuale di riferimento, l’apporto individuale, l’originalità, l’innovatività ed il rigore metodologico, la collocazione editoriale delle opere etc.: in rapporto a tali indici, il giudizio collegiale non esprime peraltro una sintesi delle diverse considerazioni espresse, al di fuori della coerenza delle pubblicazioni presentate con il settore di riferimento e dell’apporto individuale non evidenziabile adeguatamente. Le medesime lacune argomentative emergono nei giudizi individuali, nonostante una valutazione aggiuntiva – circa la collocazione editoriale, definita “buona” o “sufficiente” – effettuata dai Commissari Cuzzocrea, Del Zompo, Govoni e Racagni: valutazione, tuttavia, inidonea a comporre un giudizio completo sugli indici qualitativi normativamente prescritti.
Alla luce di ciò, appare evidente che la Commissione non abbia adempiuto l’onere motivazionale rafforzato imposto dal possesso da parte del candidato ricorrente degli almeno tre Titoli, tra quelli scelti dalla stessa, e del superamento di due valori soglia su tre (ex multis T.A.R. Lazio-Roma, Sez. III, n. 11430/2014, n. 11441/2017, n. 11134/2017).
Per quanto sopra, il Collegio ritiene che il ricorso debba essere accolto, con conseguente annullamento dei giudizi impugnati; ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e), del codice del processo amministrativo (CPA), in esecuzione della presente sentenza, la posizione dell’interessato dovrà essere riesaminata da parte di una Commissione in diversa composizione entro il termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza ovvero dalla sua notificazione, se antecedente.
Le spese di giudizio, come di regola, seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto:
- annulla il provvedimento che ha giudicato inidoneo il ricorrente;
- ordina all’Amministrazione di rivalutare l’interessata entro 60 (sessanta) giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza;
- condanna il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e delle Ricerca al pagamento delle spese di giudizio in favore del ricorrente, che liquida complessivamente in € 1.000,00 (mille/00) oltre I.V.A. e C.P.A.. Contributo unificato a carico anch’esso della parte resistente, ai sensi dell’art. 13, comma 6-bis 1, del d.P.R. n. 115 del 2002.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 6 febbraio 2019 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente, Estensore
Vincenzo Blanda, Consigliere
Claudio Vallorani, Primo Referendario
 Pubblicato il 11/02/2019