#4279 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 10 ottobre 2018, n. 9849

Abilitazione scientifica nazionale - Obbligo di motivazione del diniego - Valutazione titoli

Data Documento: 2018-10-10
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Nell’ambito dell’abilitazione scientifica nazionale, i giudizi collegiale e individuali vengono resi all’esito di tipiche valutazioni tecnico-discrezionali, sindacabili e dunque censurabili solo in caso di evidenti e macroscopici vizi di illogicità, incongruenza, contraddittorietà, irragionevolezza, che nel caso di specie difettano (cfr., tra le altre, TAR Lazio, III, n.249 del 2018).
E invero la Commissione, con giudizio unanime dei suoi componenti, supportato da motivazione stringata, ma bastevole ai fini de quibus, dopo aver esaminato il curriculum del ricorrente, Professore associato di fisica sperimentale, settore concorsuale 02/A1, ha evidenziato che gli studi scientifici condotti dal medesimo non erano coerenti, per metodologia, col settore concorsuale 01/A4 “fisica matematica” in argomento. Tale assunto è supportato anche dall’all.A del D.M. n.336 del 2011, richiamato proprio dall’interessato, laddove colloca i due settori concorsuali in due aree del tutto differenti, ovvero il settore della fisica sperimentale nell’area 02 delle scienze fisiche e il settore della fisica matematica nell’area 01 delle scienze matematiche.

Contenuto sentenza
N. 09849/2018 REG.PROV.COLL.
N. 02758/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2758 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da Antonio Feoli, rappresentato e difeso dagli avvocati Silvio Garofalo e Gianfranco Porreca, con domicilio eletto presso la Segreteria del TAR Lazio in Roma, via Flaminia, 189; 
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
Commissione di abilitazione, non costituita in giudizio;
per l'annullamento,
previa sospensione dell’efficacia,
del giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, settore concorsuale 01/A4 “fisica matematica”, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 giugno 2018 il dott. Silvio Lomazzi e uditi per la parte ricorrente l'Avv. S. Garofalo e per l'Amministrazione resistente gli Avvocati dello Stato F. Varrone e G. Greco, solo nella chiamata preliminare;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
FATTO e DIRITTO
Il Sig. Antonio Feoli, Professore associato di fisica sperimentale, settore concorsuale 02/A1, presso l’Università degli Studi del Sannio di Benevento, impugnava il giudizio di non idoneità al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di Professore universitario di I fascia, settore concorsuale 01/A4 “fisica matematica”, tornata 2012, unitamente agli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo la violazione degli artt.3, 24, 97 Cost., dell’art.3 della Legge n.241 del 1990, degli artt.15, 16, comma 3 della Legge n.240 del 2010, dell’art.8, comma 4 del D.P.R. n.222 del 2011, dell’art.3, comma 1 del D.M. n.76 del 2012, dell’art.4, comma 4 del D.D. n.222 del 2012, della circolare ministeriale 11 gennaio 2013, della nota ministeriale 27 maggio 2013, degli all.A, B del D.M. n.336 del 2011 nonché l’eccesso di potere per difetto di motivazione, illogicità, irrazionalità, irragionevolezza, arbitrarietà, travisamento dei fatti, contraddittorietà, ingiustizia manifesta, disparità di trattamento.
La Commissione di valutazione nello specifico riteneva, con giudizio unanime, non coerenti per metodologia col settore concorsuale in argomento gli studi scientifici condotti.
Il ricorrente di contro ha fatto presente quanto segue.
Era mancata la valutazione analitica delle pubblicazioni; non erano stati applicati i criteri e parametri prefissati; la riscontrata incoerenza per metodologia non era prevista tra gli stessi; i giudizi individuali risultavano carenti per motivazione; erano stati scarsamente valutati il curriculum e gli altri elementi addotti; vi era stata disparità di trattamento con altri candidati.
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si costituiva in giudizio per la reiezione del gravame, illustrandone con successiva memoria l’infondatezza nel merito.
Con motivi aggiunti il ricorrente impugnava la relazione controdeduttiva predisposta dalla Commissione di valutazione.
Con altra memoria l’Amministrazione ribatteva ai motivi aggiunti e ribadiva i propri assunti nel merito.
Con ordinanza n.964 del 2018 il Tribunale riteneva insussistenti i presupposti per una definizione nel merito del giudizio con sentenza in forma semplificata, ex art.71 bis c.p.a..
Seguivano le repliche dell’interessato.
Nella udienza del 20 giugno 2018 la causa veniva discussa e quindi trattenuta in decisione.
Considerati in sostanza i motivi aggiunti come mera nota difensiva opposta alla relazione controdeduttiva della Commissione, il ricorso è destituito di fondamento e va pertanto respinto.
Va in primo luogo precisato, in relazione all’asserita disparità di trattamento operata dalla Commissione, che la stessa non è configurabile, trattandosi in ogni caso di procedura abilitativa e non concorsuale, dunque con numero di posti non limitato nè predefinito, quindi senza confronto concorrenziale tra un candidato e l’altro (cfr. TAR Lazio, III, n.11500 del 2014).
Occorre inoltre rilevare che i giudizi collegiale e individuali vengono resi all’esito di tipiche valutazioni tecnico-discrezionali, sindacabili e dunque censurabili solo in caso di evidenti e macroscopici vizi di illogicità, incongruenza, contraddittorietà, irragionevolezza, che nel caso di specie difettano (cfr., tra le altre, TAR Lazio, III, n.249 del 2018).
E invero la Commissione, con giudizio unanime dei suoi componenti, supportato da motivazione stringata, ma bastevole ai fini de quibus, dopo aver esaminato il curriculum del ricorrente, Professore associato di fisica sperimentale, settore concorsuale 02/A1, ha evidenziato che gli studi scientifici condotti dal medesimo non erano coerenti, per metodologia, col settore concorsuale 01/A4 “fisica matematica” in argomento (cfr. all.3, 6 al ricorso).
Tale assunto è supportato anche dall’all.A del D.M. n.336 del 2011, richiamato proprio dall’interessato, laddove colloca i due settori concorsuali in due aree del tutto differenti, ovvero il settore della fisica sperimentale nell’area 02 delle scienze fisiche e il settore della fisica matematica nell’area 01 delle scienze matematiche.
Né può dirsi che la coerenza metodologica non sia inclusa tra i criteri di valutazione prefissati, atteso che l’obiezione mossa dalla Commissione sul punto investe il contenuto sostanziale delle materie in esame, siccome caratterizzate per l’appunto da un diverso approccio metodologico.
La priorità logica della valutazione sulla non congruità delle opere col settore concorsuale in questione, ex art.4, comma 2a del D.M. n.76 del 2012 illo tempore vigente, immune dai vizi dedotti, rende inscalfibile l’esito di inidoneità (cfr. TAR Lazio, III, n.8937 del 2016).
In considerazione dei fatti di causa, sussistono nondimeno giusti motivi per compensare le spese di giudizio tra le parti.
P.Q.M.
Definitivamente pronunciando, respinge il ricorso n.2758/2014 indicato in epigrafe.
Compensa le spese di giudizio tra le parti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 giugno 2018 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Silvio Lomazzi, Consigliere, Estensore
Achille Sinatra, Consigliere

Pubblicato il 10/10/2018